FB's Blog

Daily hardware & software experiences

lunedì 21 aprile 2008

Il lato oscuro delle Software House di videogiochi

Quasi sempre noi videogiocatori pcisti ci lamentiamo del fatto che i programmatori non ottimizzino il codice dei loro prodotti, spingendoci costantemente ad un upgrade continuo della nostra macchina. Cambiamo CPU, cambiamo scheda video, aumentiamo la ram, aggiorniamo la scheda audio, e via di questo passo.
I programmatori ci dicono che è necessario per gustare al meglio i loro videogiochi, perché non si possono compiere miracoli con hardware vecchiotto (per vecchiotto intendono tutto quello che ha più di 12 mesi) e perché il PC è una macchina troppo modulare per sperare di ottimizzare il codice.
Circa una settimana fa il sito Rage 3D ha pubblicato un articolo, come riporta Mitch in una news, dove dimostrano che giocare Assassin's Creed in DirectX 10.1, invece che in DirectX 10, porta ad un aumento di performance medio di circa il 15%.
Incredibile! Allora le DirecX 10.1 servono davvero! Potrebbero essere la panacea di molti mali.
AMD/ATI, inoltre, l'unica azienda a commercializzare schede video compatibili DirectX 10.1 potrebbe avere un boost di vendite.
Invece non è così la realtà. La patch di Assassin's Creed che porta al supporto delle Dx 10.1 è fallata (E quindi verrà ritirata), secondo quanto riportato da UbiRazz, programmatore Ubisoft, sul forum della stessa azienda. UbiRazz scrive che con quest'ultima patch non vengono applicati dei passaggi di rendering, e che quindi la qualità video peggiora. Strano che nessuno se ne sia accorto tra i ragazzi di Rage 3D, ed anzi affermino che le “DX10.1 brings in order to get both better quality and better performance“ (Le DX 10.1 portino sia un miglioramento della qualità di immagine sia un miglioramento delle porformace).
Non esistono più le care vecchie software house, capaci di regalare enormi soddisfazioni anche su macchine vetuste. Ormai noi videogiocatori siamo destinati ad essere presi per il culo vita natural durante. Poi ci si chiede perché il mercato dei videogiochi per PC è in crisi.
Parafrasando il motto di nVidia, The Way It's Meant To Be Played, potremmo concludere con: The Way It's Meant To Be Owned.

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sabato 29 marzo 2008

Tesi atipiche

Qualche giorno fa sono andato alla discussione di laurea di un mio amico. La tesi verteva, frequentando egli la facoltà di Economia e Mangament, sui mutui subprime, e questo argomento era centrale anche in molte altre tesi: possiamo dire che non vi era una grossa varietà di argomenti, anche se il metodo espositivo, e di ricerca, era comunque diversificato. Questo è comunque un difetto di quasi tutte le discussioni di laurea della maggior parte delle facoltà.
Parlando dell'ottima esposizione di cui siamo stati testimoni, e della cialtroneria di alcuni altri laureandi, avvezzi a lavorar di bocca ma in altri sensi, qualunque cosa voglia intendere, io ed alcuni miei amici ci siamo chiesti: perché, per ampliare il ventaglio di scelte per la discussione, non si scelgono temi più vicini alla realtà economica e di mercato, anche, e soprattutto, del mercato videoludico?
Sarebbe interessante, ad esempio, discutere delle politiche espansionistiche di EA, e di come questa sete di acquisizioni stia rovinando il mercato, soprattutto dal punto di vista qualitativo. Oppure si potrebbe analizzare l'impatto che hanno i bimbiminkia sulle scelte di marketing, sviluppo e commercializzazione dei videogiochi, e che stanno pietosamente ingrossando le fila dei GDM (giochi di merda). Probabilmente sarebbero argomenti più meritevoli di ilarità che di ricerche serie, ma una tesi di tale risma mi farebbe un enorme piacere, anche se demenziale. E a voi, non piacerebbe?

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giovedì 20 marzo 2008

EA, il cavaliere bianco tra le case di distribuzione ... AHAHAHAHA!

Il buon Valli ha oggi riportato una notizia davvero comica, che ha quale protagonista Electronic Arts. Come forse ben sapete, e se non lo sapevate lo saprete ora, è da un po' di tempo che EA vorrebbe acquistare Take Two e tutte le Software House che gravitano attorno ad essa, Rockstar Games in primis: la serie GTA tira parecchio.
Ultima folgorante affermazione del CEO di EA, tale Riccitiello, è stata "Noi siamo i salvatori di Rockstar Games, il cavaliere bianco che salverà la principessa (Rockstar Games) dal Drago (Take Two)".
Al di là della singolare analogia, non si può non ricordare che EA è la stessa casa che acquistò Origin (Ultima, Wing Commander), i Westwood Studios (Kyrandia, Command & Conquer), la Bullfrog (Theme Park, Magic Carpet, Syndicate) ed altre software house, mandandole allo sfacelo.
Si può affermare, attraverso un'altra analogia, che EA è come un medico che, andato per curare un semplice raffreddore, ammazza la persona che dovrebbe aiutare. Dopo aver acquistato delle software house un po' in difficoltà finanziarie, ma con un parco titoli di tutto rispetto e dei team di sviluppo eccezionali, per avidità (aka, commercializza i giochi quando ancora non sono pronti) manda tutto in malora. Maxis, altra casa acquistata, ormai non tira fuori altro che nuovi episodi di The Sims: Sim City è caduto nel dimenticatoio.
Tornando con la mente a Shrek, il personaggio della DreamWorks, e più precisamente al secondo episodio che lo vede protagonista, spero solo che la Principessa Rockstar Games rimanga tra le braccia dell'Orco Take Two, piuttosto che finire con Azzurro ...

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martedì 11 marzo 2008

Mediashopping nei videogames

Il mercato dei videogiochi si sta evolvendo. Le software house e i publisher, sempre più pressati dai costi esorbitanti di produzione, stanno cercando altre vie per finanziare i propri progetti. Valve, ad esempio, attraverso Steam fa comparire pop up pubblicitari relativi a videogames, così da incentivarne l'acquisto. Una pubblicità che possiamo definire non eccessivamente invasiva, anche se un po' irritante, per chi, come me, i videogiochi li considera/va sacri e immuni ai pubblicitari.
EA spinge maggiormente sull'acceleratore e con il prossimo capitolo di Battlefield, Heroes, creera una testa di ponte per iniziative simili. Un videogioco distribuito gratuitamente ma pesantemente infarcito, almeno durante il caricamento delle missioni, di spot et similia.
Anche Blizzard sembra percorrere la stessa via di Valve e EA, ma a sentir le parole dei delegati, pare che prenderà una posizione intermedia. Il gioco che aprirà questa nuova era per la casa delle tempeste di ghiaccio sarà lo stradesiderato Starcraft 2. Dalle voci di corridoio sembra che il gioco potrebbe beneficiare di un prezzo di vendita iniziale più basso del normale, grazie agli introiti pubblicitari, i quali dovrebbero essere davvero notevoli per un titolo di tale richiamo. Oppure, questi fondi supplementari serviranno solo a gonfiare ulteriormente le tasche dei manager e programmatori della Blizzard?
Per ora rimango a guardare dalla finestra i prossimi sviluppi, sperando che i videogiocatori non rimangano nuovamente inchiappettati dalla sete di denaro delle software house. Dopo i giochi nutellosi, pure quelli con gli spot promozionali ... a quando Mastrota nel mezzo di una partita a Call of Duty?

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giovedì 28 febbraio 2008

I newbie amano i cecchini negli FPS

Non so se ci avete mai fatto caso, ma negli FPS online il newbie tende sempre ad utilizzare, a seconda di quello che il gioco offre, o la classe da cecchino o il fucile da tiratore scelto.
Prendo ad esempio Team Fortress 2. I giocatori novizi, quelli che gli FPS magari non li hanno mai visti neppure col binocolo, entrano sempre in gioco con il cecchino, pensando sia una classe facile. Spesso nella mappa 2Fort mi ritrovo in squadra con 4 o 5 giocatori di tale classe, su un totale di una decina di compagni di team. Poiché adoro anche io fare il cecchino, e lo faccio abbastanza bene, mi ritrovo a dover cambiare classe e mi inserisco tra gli ingegneri, in modo da difendere l'obiettivo, perché tanto so che questi novizi saranno massacrati a volontà.
Lo stesso accade in Enemy Territory, ed anche lì mi tocca cambiare classe. E' anche vero che quando i tiratori nabbi sono dall'altra parte ci si diverte parecchio, riuscendo ad infilare uccisioni a raffica, anche di pregio, utilizzando le spie, ad esempio.
I cecchini, infatti, in questi due giochi sono le classi più vulnerabili alle spie (in ET il cecchino funge anche da spia), poiché spesso sono in posizioni solitarie, perennemente con l'ottica del fucile nell'occhio. Si ritrovano soli, incuranti di quello che sta loro attorno, ed è quello il momento in cui ricevono la pugnalata alle spalle.


Il cecchino, quindi, è proprio la classe più difficile da utilizzare, al contrario di quello che si pensa. Il nemico spesso lo incontra impreparato, con il fucile a colpo singolo in mano, steso e girato da un'altra parte. Una pecorella da sacrificare, easy.
La cosa triste, a mio parere, è che molti giocatori se ne vanno incazzati neri dal server, perché sono stati uccisi qualche volta di troppo. Bisognerebbe organizzare un movimento pro-newbie per gli FPS così da insegnare loro le nozioni base, ed una dovrebbe essere “non iniziare da cecchino”.

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lunedì 18 febbraio 2008

Crysis e il bel videogiocare

Non è molto che Crysis ha raggiunto il traguardo che tutti (cioè i dirigenti di EA e Crytek) speravano: il milione di copie vendute.
Partito in sordina, nonostante le maestose (diciamo paraculanti) recensioni delle riviste, cartacee e non, con meno di 100k copie vendute in due mesi, lo sparatutto tedesco si è rifatto velocemente.
Cosa ha spinto tutte queste persone a comprare un FPS così piatto? L'ho giochicchiato e non mi è sembrato altro che un Far Cry un po' più bello da vedere. Inoltre è pesante; sui computer di fascia media è improponibile. Perché UT3, il quale pure non aggiunge molto rispetto a UT 2004, invece ha venduto così poco? Il gioco Epic è più leggero, il multiplayer è migliore, ed ha un brand che dovrebbe essere più conosciuto. Perché quindi ha venduto meno?
Spiegarlo in una parola è facilissimo: pubblicità. Mettiamone anche una seconda, così da completare la spiegazione: hype.
Crysis è da sempre pubblicizzato, pesantemente, come IL gioco definitivo, l'apostrofo figo tra le parole “t'ammazzo”. Hype e pubblicità, martellante, ovunque, hanno reso un gioco normale, un best seller.
Qui non affermerò che giochi migliori hanno preso voti peggiori in passato sulle riviste, perché è un modo di ragionare eccessivamente ottuso. Piuttosto dirò che giochi che hanno ricevuto una votazione simile hanno venduto molto meno, sebbene siano considerati dei gioielli di gameplay.
Alien VS Predator 2, System Shock 2, Deus Ex sono dei capolavori nel loro genere, eppure non hanno venduto quanto meritavano.
E' colpa della mancanza di una cultura ludica, facilmente malleabile dalla pubblicità, e dalla grafica.
C'era un tempo in cui Megarace (1 e 2), sebbene avesse una grafica molto bella, fu pesantemente bocciato dalla critica e dai videogiocatori, sebbene le riviste fossero tappezzate di pubblicità su tal gioco. Lo stesso accadde con Ultima VIII Pagan, che sebbene facesse parte di una serie prestigiosa, quella di Ultima, e fosse stato accolto bene dai giornalisti specializzati, non vendette quanto i capitoli precedenti (forse perché era anche pesante ...). The Last Dinasty fu snobbato dal pubblico, nonostante lo sforzo pubblicitario e le ottime recensioni. E via di questo passo. I giocatori, prima del boom delle console, erano i custodi del bel videogiocare. Il gioco doveva essere bello, leggero, originale.
Credo di poter affermate con una certa sicurezza che l'allargamento del mercato dei videogiochi non ha fatto bene alla qualità degli stessi, e i giornalisti attuali non stanno facendo nulla per migliorare la situazione, anzi. Loro affermano che i giochi non vengono venduti per quello che scrivono sulle riviste, se non in piccola percentuale. Però, perché cercano di seguire i gusti dei bimbi nutellosi?
La risposta l'avrei, ma potrei rendermi antipatico ...

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giovedì 14 febbraio 2008

La ragazza ideale (forse)

Quando vado a lezione a Bologna solitamente prendo il treno dell'una, o meglio, delle 13.
Bell'orario, direte voi. Il sole ha da poco passato lo zenith, è il momento più caldo della giornata. Si è riposati perché si è potuto dormire fino a tardi, e il water ha ricevuto più di una visita. Ma, come in tutte le cose belle c'è un ma. Ed anche qui, c'è. Ma, come dicevo, non tutto è soave, perché devo sopportare, in treno, la presenza di quei graziosi, rumorosi, chiassosi e, qualche volta, un po' petulanti, sia di bocca che di culo, studenti delle superiori che escono da scuola, e vorrebbero raggiungere l'agognata meta: il pranzo a casa propria.
Sembrava una traversata in carrozza come tante altre, quando i quattro ragazzi, due maschi e due femmine, dietro di me non cominciarono a parlare di PC. A dir la verità i primi ad incominciare il discorso furono i maschietti, e non poteva essere altrimenti visto come è proseguito. Infatti, cominciarono ad elencare i GB di spazio nel proprio HD, i pezzi che si son comprati, i programmi che si son scaricati e via discorrendo, forse per misurare chi aveva più roba. La tipica mentalità taurina: “ce l'ho più grosso io”.
Poi, forse un po' indispettite, forse annoiate, le ragazze presero la parola: “C'è il capo gilda che tanka con il priest. Sarà mai?!”. E rivolgendosi ai ragazzi: “Sai cosa deve fare un prete? Tankare o restorare?!”. Senza aspettare la risposta: “Ma restorare, naturalmente!”. E si lanciò in un lungo panegirico, di loot, clan war, skill e via discorrendo. Sembrava proprio una pVo.
Poi venne il momento in cui abbandonarono il treno per avviarsi dalla stazione a casa.
Devo ammettere che avere una ragazza (preferibilmente carina ... facciamo bellerrima) e appassionata di videogames (Sì, dai, va bene anche WoW, non si può pretendere troppo) sarebbe il massimo. Ah, le partite a Team Fortress 2, ah le partite a Enemy Territory, ah, le bestemmie con Dawn of War. Ora so che esistono anche vicino la mia città. *_*

P.S. Il post è completamente ironico. L'ho scritto solo per ridere. Mi basta una ragazza solo molto bella, non è importante che le interessino i videogiochi. XD

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giovedì 7 febbraio 2008

Sarà censurato anche Ages of Conan?

Dopo Warhammer Online, che inizialmente doveva essere un gioco 21+, e che ora è stato decurtato, un po' in tutto, per farlo rientrare nel rango 16+, ecco che anche Ages of Conan è entrato nel mirino dei governi e dei genitori.
V'è però una differenza tra i due videogiochi. Se in Warhammer Online è stato proprio il publisher, aka EA, a volere l'abbassamento dei contenuti violenti per poter avere un mercato di vendita più ampio (con relativo scontento della fanboy base di Games Workshop), Ages of Conan si trova a dover subire l'assalto a testa bassa delle associazioni dei genitori e dei governi, in mezzo mondo. Dagli Stati Uniti alla Germania.
Pare infatti che nel gioco vi sia troppo sangue, troppa violenza gratuita, troppi nudi integrali, e via di questo passo.
Il gioco è ambientato in tempi oscuri, di guerre, violenze e ignoranza. La realizzazione vorrebbe rendere al meglio queste caratteristiche. Invece no, perché i comportamenti dei personaggi potrebbero essere imitati dai giocatori, e questo non si vuole.
Naturalmente, chi non correrebbe nudo per strada brandendo un'enorme spada a due mani gridando “Sono Cimmero!”...

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domenica 20 gennaio 2008

Il vocabolario dei videogiocatori italiani: Proanza

I videogiocatori PC hanno un proprio vocabolario per apostrofare le varie situazioni o gli utenti che si possono incontrare sulla rete.
Se mentre si gioca si ha un ping alto e il gioco scatta, si dice che si sta “laggando”. Se un utente di un forum scrive continuamente cose senza senso, si dice che sta “floodando”. Se un giocatore si crede una cima ma in realtà è davvero scarso, allora lo si etichetta come “niubbo”. E così via.
Come avrete notato, però, sono tutti termini che derivano dall'inglese. Laggare viene da Lag, Floodare da Flood, Niubbo da Noob.
Con questo primo articoletto, il primo di una serie, voglio farvi partecipi di quelle parole completamente italiane, create da giocatori italiani, così da rompere questa monotonia anglosassone.
Il primo termine che vado ad esporvi è “Proanza”.
Il termine è una commistione del latino “pro” (Trad. A vantaggio di) e dell'inglese “pro” (Trad. Professionista), e si può tradurre come “fare un qualcosa di ardito ma che probabilmente non sarà vantaggioso”.
Per esempio? Scaricare degli MP3 con emule con il 56K. O cercare di overclockare la CPU con una scheda madre senza fix. O lanciarsi da solo in mezzo ai terroristi, con un M16, in Counter Strike. O, ancora, lasciando il mondo informatico, lanciarsi per una pista nera quando si è un novizio dello sci.
L'invenzione del termine Proanza lo dobbiamo a due ragazzi, Ciro e Riccardo, e la leggenda narra che la parola sia stata forgiata, appunto, durante una sessione di Counter Strike, quasi due anni addietro.
Non so voi, ma di questo termine sto abusando un po' ovunque.

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lunedì 14 gennaio 2008

Tira più un pelo di ... che un Penryn Quad Core

Sono ancora impegnato nella stesura della seconda parte dell'articolo “Ragazze & Videogames”, nel mettere a posto i risultati di alcune interviste e questionari, e nel trovare qualche bella citazione ad effetto. Ma soprattutto mi vedo sempre costretto a rettificare quello che scrivo per delle nuove scoperte! Qualche giorno fa il buon Mitch ha scritto una news su un monitor di Alienware (casa nota soprattutto nell'ambiente enthusiast) e ha linkato un'intervista realizzata dalla giornalista Veronica Belmont, la quale lavora per la testata online Engadget.com.


Subito son partiti, anche in chat, numerosi complimenti alla ragazza, al suo bel viso e al generoso decolte'. Sinceramente per come parla mi sembra una mezza invasata, però nell'ambiente videoludico riscuote un discreto successo. Veronica scrive sul proprio blog, seguito principalmente da ragazzi, ed ha anche una pagina di wikipedia ad essa dedicata. Non c'è che dire, i videogiocatori sono proprio degli allupati!

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sabato 12 gennaio 2008

Il santo protettore dei videogiocatori

Nella mitologia greca e romana Dei e semi Dei erano, oltre che potenti, anche protettori di persone o categorie di persone. Hermes, o Mercurio a Roma, era il protettore dei commercianti e dei ladri (quanto mai veritiero questo affiancamento), Apollo lo era dei poeti, Efesto dei fabbri, e così via. Il cristianesimo rinverdì questa tradizione e non c'è santo che non sia protettore di qualcosa. Santa Chiara, ad esempio, prima donna francescana, non poté assistere al funerale di San Francesco, così Dio glielo mostrò su una parete della sua cella, come fosse proiettato. Per questo Santa Chiara è patrona della televisione, del cinema e di chi ci lavora. Oppure Santa Barbara (Martire del III d.c.) che, rifiutatasi di seguire gli dei pagani e di sposarsi attraverso un matrimonio combinato, fu uccisa dal padre in maniera atroce. Per punizione l'uomo venne fulminato (in senso letterale) da Dio. Per questo Santa Barbara è patrona degli artiglieri, perché anche questi possono provocare la morte con un tuono, cioè il colpo del cannone.
Sapendo che tutti hanno un patrono, non vi è mai sorta la curiosità di sapere se anche i programmatori, o i videogiocatori, o gli utilizzatori del PC in generale ne hanno uno?
Anche i programmatori, infatti, ne hanno uno ufficiale, scelto dalla Chiesa nel 2002: Sant’Isidoro di Siviglia.
Sinceramente, osservando la sua biografia, non trovo nulla che possa associarlo ai programmatori, se non che era un uomo molto colto, appassionato di qualsiasi materia si studiasse. Forse ai giorni nostri avrebbe imparato ogni linguaggio di programmazione conosciuto.
Più simpatica, invece, la scelta, non ufficiale, da parte dei pcisisti americani di Sant'Espedito, quale protettore del Web. Perché proprio lui? Ci sono divertenti versioni sul perché di questa scelta, ma la più bella trovo che sia la seguente: nel 1871 il corpo di un santo francese sepolto a Parigi fu mandato via aerea in un convento di suore negli USA. Poiché nessuno sapeva come questi si chiamasse, e poiché sulla cassa che lo accoglieva era stato scritto “Expedite” per accelerarne l'arrivo, gli fu dato il nome di Espedito.
Forse può sembrare un'assurdità, e probabilmente lo è, ma di cose simili anche in Italia ne sono accadute parecchie. Ad esempio in Piemonte è famoso San Pietro in Vincoli. I piemontesi lo chiamavano, in dialetto, San Pè d'i côi. In seguito il nome fu di nuovo italianizzato, ma fu tradotto come San Pietro dei Cavoli, il quale divenne, seppure inesistente, protettore degli ortolani piemontesi.
Visto che far i santi non è poi così difficile, a quanto pare, perché non cercare anche il santo protettore dei Videogiocatori?

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mercoledì 19 dicembre 2007

Sfogo di un "vecchio" videogiocatore: l'appiattimento dei VG

Anno ricco, questo, come anche quelli passati, di First Person Shooter. Solo nell'ultimo mese sono usciti ben quattro sparatutto di grande caratura (il che non significa che siano per forza belli, ma che siano costati parecchio, sì): Team Fortress 2, Unreal Tournament 3, Crysis e Call of Duty 4. Sembra che le software house nutrano molta fiducia nel supportare questo genere di giochi. Dirò di più, sembra quasi che per PC esista un unico genere, l'FPS.
Anche gli strategici e i giochi di ruolo, che fino ad paio di anni addietro uscivano a cadenza settimanale, sono in una situazione di stasi, dopo aver saturato il mercato.
Da quello che noto i manager delle case di produzione sembra non vogliano provare ad investire in qualcosa di diverso. Il primo genere di giochi che sparì fu quello delle avventure grafiche. E' ormai un lustro che non si vede un'Avventura Grafica degna di questo nome, capace di ripercorrere i fasti delle grandi serie Lucas e Sierra. La stessa cosa si può dire riguardo i platform. I giochi difficili, alla Flashback o Superfrog o Zool, hanno lasciato il posto a videogame più belli graficamente, ma anche più semplici. La serie di Rayman ne è un esempio. Heart of Darkness è stato l'ultimo soffio vitale di questo genere su PC: difficile da impazzire ma, almeno personalmente, bellissimo.

Il panorama dei videogiochi per PC si sta quindi appiattendo. Sì, qualche novità appare, ogni tanto (Es. Portal), ma sono sempre più rare. Si innova, ma solo graficamente. I “vecchi” (Tra virgolette, eccheccazzo, ho 24 anni) videogiocatori si devono adattare a questi generi, impossibilitati a trovare videogiochi che li soddisfino realmente ... Avventure grafiche, dove siete?

Però, però prima o poi le palle scoppiano, e non ci si può adattare all'infinito, giocando sempre e solo FPS, RTS e GDR, cloni di se stessi.
Vediamo UT3 e Crisys arrancare nelle vendite, essendo solamente degli aggiornamenti grafici (o poco più) di UT 2004 e Far Cry. Viaggiano bene CoD4, perché è leggero e discretamente vario, e TF2, capace di innovare il genere degli FPS quanto basta per convincerci a sborsare i 30/40 euro della Orange Box.

Certo, ci sono e ci saranno ragazzi a cui gli FPS (o gli RTS, o i GDR) piacciono, e ci saranno quelli che sbaveranno di fronte ai dettagli grafici, piuttosto che al gameplay (e sono coloro che regalano soldi facili alle SH, e che hanno fatto dimenticare platform e avventure grafiche) ma, voglio ricordarlo ai produttori, ci sono, e ci saranno, anche coloro che quei generi dimenticati li amano ancora, e che se uscisse un buon prodotto lo comprerebbero in massa.

E' ora che l'industria videoludica (come quella discografica o cinematografica) inizi a creare qualcosa di qualità e di DIVERSO. Come ha fatto Nintendo in ambito console: non esistono solo i videogiocatori grafica-dipendenti.

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lunedì 19 novembre 2007

DirectX9 VS DirectX10 - Incredibili differenze! (Se riuscite a notarle ...)

Esisteva un tempo in cui regnava la grafica VGA. Si usavano 256 colori e la risoluzione massima era di 640x480. I motori grafici erano più o meno tutti simili, ma stava ai designer renderli unici con dei tocchi di classe. Che si avesse un computer potentissimo, o uno scarso, rispettati i requisiti minimi, tutti vedevano le stesse immagini. Si può dire che fosse il periodo comunista dei videogames, se mi passate l'analogia. Arrivò poi la grafica SVGA, accompagnata dal 3D e da 3DFX, con le proprie schede acceleratrici. I motori grafici col tempo si fecero sempre più esosi, e la nascita delle DitectX accelerò questo processo. Per godere al meglio un gioco bisognava acquistare una scheda video da Re. E bisogna farlo ancora oggi!
Apice di questo sviluppo del mercato è l'introduzione delle DirectX10. Non solo attualmente bisogna acquistare schede grafiche di fascia altissima per goderne i vantaggi, ma è necessario cambiare anche SO, passando a Vista.
Lasciando da parte i turpi commenti sul marketing MS che mi saltano in mente, mi sono sempre chiesto cosa avessero di tanto magico queste ultime DirectX rispetto alle precedenti (A livello di grafica, non di programmazione). Devono essere una delizia per la vista se sono tanto pesanti e richiedono un sistema operativo ad hoc.
Eppure ... eppure da quello che leggo e vedo sulla rete non ne sarei tanto convinto.
Prendiamo ad esempio questo articolo di enthusiast.hardocp.com, dove ci vengono mostrate le differenze di Gears of Wars abilitando e disabilitando gli effetti grafici delle DirectX10.
Notate i magnifici dettagli aggiuntivi dono delle Dx10. Come, le immagini vi sembrano uguali? Ma è impossibile! Se il gioco crolla di un grasso 33% nei fps, passando dalle Dx9 alle 10, significa che la grafica deve migliorare di molto ... o no? Possibile che rimanga del tutto simile? Che presa per i fondelli è questa? Sono troppo zelante io, od anche voi siete rimasti delusi da queste prime rappresentazioni delle nuove librerie grafiche di Microsoft?

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venerdì 16 novembre 2007

Guida agli acquisti: che tipo di giocatori siete

Poiché i componenti del mio nuovo e potentissimo (ehm ...) PC tardano ad arrivare, mi sono messo a spulciare nuovamente i listini dello store online dal quale ho ordinato il tutto. Nell'arco di sei giorni ben due componenti su cinque sono calati di prezzo. Le ram sono scese, da 71 a 68 euro, mentre l'HD è passato da 47 a 45 euro.
Tale è il mercato informatico, croce e delizia di noi appassionati. Compriamo un componente e scopriamo che, magari solo un paio di settimane dopo, il suo valore si è quasi dimezzato.
Come accennai nel post precedente, molte persone rinviano l'acquisto del PC, o di alcuni componenti, perché temono una rapida svalutazione di quello che vorrebbero comprare. In un certo senso è vero, è giusto tenere conto della svalutazione di quello che si acquisterà, ma non tutto si svaluta nella stessa percentuale. Prendiamo ad esempio il mercato dei processori. Una CPU di fascia alta si svaluta più in fretta e maggiormente rispetto ad una CPU di fascia media o bassa. L'E6600, processore di fascia media, che all'uscita costava 350 euro oggi lo possiamo trovare a 200 euro circa. Ben diversa è stata la sorte del quad core Q6600 che all'atto di presentazione, nel gennaio 2007, costava più di 850 euro e che oggi possiamo portare a casa per 250, senza troppi problemi. Le CPU entry level, invece, durante il 2007 non hanno registrato grandi oscillazioni, se non di qualche dollaro: il loro prezzo è già basso, attorno ai 100/50 euro, e il valore dell'usato si mantiene più che buono.
Ecco quindi la prima domanda, e più importante, che ci si deve porre quando si vuole acquistare un PC nuovo: sono disposto a spendere delle considerevoli cifre per aggiornare spesso il pc, così da non perdere tutto il capitale investito inizialmente, oppure mi accontento di un computer di fascia media, con cui tirerò a campare più che dignitosamente, aggiornandolo quando necessario?
E' importante farsi questa domanda, alla luce di quello che oggi accade ai possessori delle schede 8800 GTS e GTX di nVidia. Questi giocatori, che un mese fa hanno acquistato le schede sopra citate per 350 o 500 euro, oggi si ritrovano con dei pezzi che quasi non valgono neppure la metà di quello che son costati. Perché? Perché è uscita una nuova scheda video, la 8800GT, che offre prestazioni migliori, ad un prezzo inferiore, attorno ai 250 euro.
Ironia della sorte, chi aveva acquistato, ad esempio, una X1950GT (a circa 100 euro) nello stesso periodo, non dovrà preoccuparsi di questa nuova nata in casa nVidia. Il valore della propria scheda rimarrà invariato perché in quella fascia di prezzo non vi è una lotta tanto serrata.


Per concludere, una raccomandazione spassionata: comprate quando avete i soldi e ponderate che tipo di giocatore siete.

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domenica 30 settembre 2007

Ragazze & Videogames - Parte Prima

Incipit

Una delle domande che più spesso si fa un videogiocatore, soprattutto un videogiocatore online, è quante ragazze pratichino il suo stesso hobby. Sui forum, discussioni di questo tipo sono cicliche e la quasi totalità delle volte non si riesce mai a dare una risposta precisa alla richiesta. Anzi, la discussione abbandona il proprio principale tema e si avventura verso altri lidi argomentativi, quali ad esempio la bravura delle ragazze nei giochi, la loro proverbiale indifferenza verso gli stessi, per shiftare verso apprezzamenti più pesanti: il loro atavico odio verso i divertimenti maschili, la congenita ignoranza nei riguardi degli apparecchi elettronici, per finire con battute volgari sulla loro intelligenza.
Poiché l’argomento interessa anche me, in quanto in famiglia ho delle giocatrici di vecchia data , ho deciso di effettuare qualche ricerca su internet per sfatare vecchi miti e trovare alcune curiosità.

Tutto ha inizio così

L’articolo che mi ha messo in moto per scrivere queste righe è stata una colonna di alcune centinaia di caratteri apparsa sul sito Computers Time. L’articolo è vecchio, essendo datato 15 settembre 2004, ma riporta un’interessante serie di informazioni. In quell’anno partecipò ai WCG (acronimo per World Cyber Games) un clan composto esclusivamente, a parte un componente, da ragazze e, sebbene non abbia vinto premi, piazzò le proprie squadre in buone posizioni nella classifica generale. Da questa pagina, poi, si può anche osservare come le videogiocatrici non per forza debbano essere grasse, brufolose o, detto brutalmente, cesse. Basta osservare la foto di Denise Wong. Ultima preziosa informazione presente è l’elencazione dei clan di CS prettamente femminili presenti a Singapore, ben quattro!
Se in un paese relativamente piccolo (eh sì, perché conta quasi 5 milioni di abitanti) come Singapore le giocatrici organizzate in clan (Per un solo gioco!) sono così numerose, quante ve ne saranno nel resto del mondo?


Denise Wong

Le ricerche

Utilizzando vari motori di ricerca i risultati non sono mancati. Primo clan tutto al femminile che trovo è il [*Girlz*] All Female Gaming Clan , composto principalmente da ragazze americane. Decido quindi di iscrivermi al loro forum per richiedere di persona alcune informazioni. Essendo un giornalista provetto, non ancora iscritto all’albo, impossibilitato a viaggiare, è l’unico modo per racimolare preziose informazioni. Creo un thread nella sezione dedicata alle discussioni OT esplicando i miei proponimenti e ponendo alcune domande. Il giorno seguente torno sul loro forum, e cosa vedo? Questa schermata.


In principio non capivo cosa potessi aver fatto di tanto grave per subire un simile trattamento da parte dell’amministratrice del forum, ma andando a vedere il suo profilo le cose si sono fatte più chiare.
La ragazza, o meglio la signora Starlight , è in cinta di ben 7 mesi e probabilmente durante quegli attimi in cui ha letto il mio thread avrà avuto una delle solite crisi che colpiscono le donne in stato interessante. Cosa ha fatto per trovare sollievo? Mi ha bannato. Dando un’occhiata più accurata all’avatar credo proprio sia andata così, eheh ...


Ho poi chiesto chiarimenti in privato con un secondo account e tramite email, ma non ho ricevuto nessuna risposta. Primo insegnamento sulle videogiocatrici: mai averci a che fare quando sono in gravidanza.

Si prosegue sulla stessa strada

Continuo a fare ricerche sui vari motori di ricerca e trovo un sito dedicato alle giocatrici, LadyGamers.com . Scorro un po’ la home quando i miei occhi si posano (essendo maschio ed etero) sul bel volto di Jade Raymond. Chi è costei? A parere di molti esperti del settore, della stragrande maggioranza dei videogiocatori e di qualche maniaco che non ha mai visto un videogioco in vita sua, siamo di fronte alla più bella e simpatica Producer di videogames. Attualmente, dopo un passato in Sony e EA, lavora per, e con, la Ubisoft, è alta circa 5 piedi e 7 pollici, è per il 25% di origine cinese, per un altro 25% australiana e per il rimanente 50% canadese, è laureata alla McGill University e ... Credo che vi starete chiedendo come faccia a sapere tutte queste cose su di lei. La risposta è semplice: alcune persone le hanno dedicato un sito come si farebbe con le idol più famose, a questo indirizzo. Messo da parte il pensiero di conoscerla di persona (prima dovrei diventare giornalista professionista, avere un viaggio pagato fino a Montreal, luogo dove lavora, ed essere scelto per un’eventuale intervista con la fanciulla ... insomma, ho più possibilità di fare 6 al superenalotto) la mia mente ha partorito un paio di considerazioni:
- la maggior parte dei videogiocatori maschilisti non sanno che dietro molti grandi videogiochi ci sono belle donne;
- chi posso contattare, e quanto dovrei pagare, per avere almeno l’email di Jady?

Jade Raymond

Sì, ma le videogiocatrici?

Scorrendo ulteriormente la home di Ladygamers si giunge all’ultimo post, che ha quale tema le ragazze del videogaming e riporta i link a due articoli di un secondo sito . Riporto anche qui i link:

Girls Of Gaming 1
Girls Of Gaming 2

Questi due scritti si rivelano particolarmente interessanti perché descrivono l’avvicinarsi al mondo dei videogiochi delle ragazze e indovinate, non vi è alcuna differenza rispetto ai ragazzi! Spinte dalla presenza in casa di un computer, dai fratelli o da genitori particolarmente aperti queste ragazze abbracciano l’hobby videoludico come qualsiasi essere umano di sesso maschile. Invito quindi a leggere le pagine sopra linkate per farvi un’idea più completa delle videogiocatrici, e del mondo torneistico che ruota loro attorno, e che mi ha fatto schizzare alla mente un pensiero: spero di non trovarmi mai di fronte una di queste belve in una partita online!

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