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martedì 11 marzo 2008

Mediashopping nei videogames

Il mercato dei videogiochi si sta evolvendo. Le software house e i publisher, sempre più pressati dai costi esorbitanti di produzione, stanno cercando altre vie per finanziare i propri progetti. Valve, ad esempio, attraverso Steam fa comparire pop up pubblicitari relativi a videogames, così da incentivarne l'acquisto. Una pubblicità che possiamo definire non eccessivamente invasiva, anche se un po' irritante, per chi, come me, i videogiochi li considera/va sacri e immuni ai pubblicitari.
EA spinge maggiormente sull'acceleratore e con il prossimo capitolo di Battlefield, Heroes, creera una testa di ponte per iniziative simili. Un videogioco distribuito gratuitamente ma pesantemente infarcito, almeno durante il caricamento delle missioni, di spot et similia.
Anche Blizzard sembra percorrere la stessa via di Valve e EA, ma a sentir le parole dei delegati, pare che prenderà una posizione intermedia. Il gioco che aprirà questa nuova era per la casa delle tempeste di ghiaccio sarà lo stradesiderato Starcraft 2. Dalle voci di corridoio sembra che il gioco potrebbe beneficiare di un prezzo di vendita iniziale più basso del normale, grazie agli introiti pubblicitari, i quali dovrebbero essere davvero notevoli per un titolo di tale richiamo. Oppure, questi fondi supplementari serviranno solo a gonfiare ulteriormente le tasche dei manager e programmatori della Blizzard?
Per ora rimango a guardare dalla finestra i prossimi sviluppi, sperando che i videogiocatori non rimangano nuovamente inchiappettati dalla sete di denaro delle software house. Dopo i giochi nutellosi, pure quelli con gli spot promozionali ... a quando Mastrota nel mezzo di una partita a Call of Duty?

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