Disavventure postali
Un paio di giorni fa, mentre giocavo a Team Fortress 2, la linea internet smise di funzionare di punto in bianco. Il riavviare il router e il controllare che tutti i cavi fossero ben collegati non portò a nessun buon risultato. Decisi allora di fare un salto in posta, visto che dovevo ritirare un Vaglia.
Dopo essermi fatto i miei 2 km a piedi, quando giunsi all'ufficio postale non potei credere ai miei occhi: era deserto! Vi erano appena due persone che parlavano con il personale.
Oooooooooh, che goduria, già sbavavo. Non avevo mai visto l'ufficio tanto brullo. Mi avvicinai alla macchinetta che elargisce i numeri e spinsi l'opzione desiderata. “Servizio non effettuabile”, così vi era scritto (o una roba simile, ma il succo è questo).
Subito la ragazza che stava parlando con quelle due persone sopra menzionata mi apostrofò: “Non prenda i numeri, non vede che non funziona nulla?!”.
Per un attimo trasalii, poi mi guardai attorno: cosa poteva indicarmi che i terminali erano fuori servizio?
I display che chiamavano i numeri? No, quelli erano perfettamente accesi, con i numeri disegnati dai led rossi. I monitor dei PC? Come fare a vederli, se erano dietro il bancone, e girati dall'altra parte?
Insomma, così su due piedi mi sembrava di aver fatto al figura del coglione.
Chiesi gentilmente lumi all'addetta e questa mi rispose che non vi era più possibilità di comunicare con la sede centrale a Roma.
Come venni a scoprire più tardi, quella stessa giornata, Telecom aveva fatto dei lavori tanto gravi da dover staccare i collegamenti telefonici e ADSL per un intero pomeriggio in tutta la città.
Pensieri del sottoscritto:
Dopo essermi fatto i miei 2 km a piedi, quando giunsi all'ufficio postale non potei credere ai miei occhi: era deserto! Vi erano appena due persone che parlavano con il personale.
Oooooooooh, che goduria, già sbavavo. Non avevo mai visto l'ufficio tanto brullo. Mi avvicinai alla macchinetta che elargisce i numeri e spinsi l'opzione desiderata. “Servizio non effettuabile”, così vi era scritto (o una roba simile, ma il succo è questo).
Subito la ragazza che stava parlando con quelle due persone sopra menzionata mi apostrofò: “Non prenda i numeri, non vede che non funziona nulla?!”.
Per un attimo trasalii, poi mi guardai attorno: cosa poteva indicarmi che i terminali erano fuori servizio?
I display che chiamavano i numeri? No, quelli erano perfettamente accesi, con i numeri disegnati dai led rossi. I monitor dei PC? Come fare a vederli, se erano dietro il bancone, e girati dall'altra parte?
Insomma, così su due piedi mi sembrava di aver fatto al figura del coglione.
Chiesi gentilmente lumi all'addetta e questa mi rispose che non vi era più possibilità di comunicare con la sede centrale a Roma.
Come venni a scoprire più tardi, quella stessa giornata, Telecom aveva fatto dei lavori tanto gravi da dover staccare i collegamenti telefonici e ADSL per un intero pomeriggio in tutta la città.
Pensieri del sottoscritto:
- Stavo facendo una delle più belle partite a TF2 da quando l'ho comprato. Mortacci Telecom!
- I vaglia non li accetto più, al massimo un bonifico.
- Quando ci sono poche persone alle poste, aspettatevi il peggio.
- Le impiegate delle poste devono avere un sesto senso o dei poteri magici, e devono supporre che tutti gli essere umani li posseggano, se il sottoscritto doveva conoscere lo stato delle Poste da un semplice bigliettino.
- Senza Internet ormai non si può neppure cambiare un semplice vaglia. Siamo schiavi della tecnologia. Credo questo possa essere un male, no?
Etichette: internet, operazioni online, progresso


