FB's Blog

Daily hardware & software experiences

venerdì 11 aprile 2008

Perché in Italia le grandi aziende tecnologiche sono in crisi?

L'Italia in questi ultimi decenni non è mai stata in linea, tecnologicamente, con le altre grandi nazioni. Sì, qualche azienda di richiamo, leader nel mondo, magari la “possediamo”, ma si contano sulle dita di una mano ed hanno spesso finalità belliche (Oto-Malera, Agusta, Ricerca e Sviluppo Fiat, ecc). Al contrario il paese Italia, e le sue aziende, sia pubbliche sia private, non riescono a fornire quegli strumenti tecnologici che servirebbero per rendere la vita dei cittadini sfruttabile al meglio, sia dal punto di vista dell'otio (come ce lo descrivevano i vecchi autori romani) sia dal punto di vista della produttività. Il primo esempio che mi viene in mente è la scarsa penetrazione nel territorio dell'ADSL. Sempre, ogni giorno, sento qualcuno che si lamenta perché non ha ancora l'allacciamento ADSL ed è costretto al 56k, oppure perché il servizio del provider è più scadente del latte che ha fatto la ricotta.
E ci si domanda il perché. Si afferma che i nostri manager son capaci solo di prendere grosse somme di denaro e di stare in ufficio con la segretaria bonacciona (A far cosa lo sanno solo loro), si afferma che nel nostro paese si va avanti solo a raccomandazioni, si afferma che non importa se sei uno che si è fatto un culo tanto a studiare, tanto non ti prenderanno se non sei amico di qualcuno, e via di questo passo.
Io non so se tutto questo sia vero, dentro queste grandi aziende che gestiscono la telefonia non ho mai messo piede però, affinché possiate decidere voi se ciò sia verosimile o meno, vi linko un video di youtube che ha quale protagonista un top manager Telecom.

Etichette: , ,

lunedì 24 settembre 2007

New Economy Versus Old Economy

Chi segue Forbes, o meglio la classifica che stila ogni anno sugli uomini più ricchi del globo, noterà come molte posizioni siano occupate da uomini legati al mondo dell’ICT (Acronimo per Information and Communications Technology). Al primo posto vi è il solito Bill Gates, con un patrimonio di 56 mld di dollari, al terzo c’è Carlos Slim Helù del colosso Telmex, all’undicesimo Lawrence Ellison di Oracle, alla posizione numero ventisei Brin e Page di Google, e via di questo passo. Proprio nelle posizioni seguenti a quella occupata da Gates, però, negli ultimi anni hanno fatto capolino uomini non legati strettamente al mondo dell’ICT, attraverso una crescita sorprendente. Al secondo posto vi è Warren Buffett, un finanziere statunitense, al quarto posto Ingvar Kamprad, proprietario di Ikea, al quinto Lakshmi Nivas Mittal, fondatore e amministratore di una delle aziende leader dell’acciaio nel mondo. Molti altri multimiliardari, non legati al mondo delle telecomunicazioni e dell’informatica, stanno scalando posizioni su posizioni in questa particolare classifica. La vecchia economia, piano piano, si sta riportando sotto, mostrandosi più solida della new economy. Rispetto ad un boom iniziale, infatti, le aziende “nuove” stanno incontrando notevoli problemi, legati soprattutto alla ricerca di un fatturato solido. Forse un controsenso per chi di solido non produce nulla. Solo porzioni di codice e servizi in molti casi, oggetti del tutto impalpabili. Sarà forse per questo che le aziende legate all’economia del vecchio secolo si trovano in così buona salute? Forse perché è abbastanza difficile scaricare un divano Ikea con il mulo o un torrent?

Etichette: ,