FB's Blog

Daily hardware & software experiences

mercoledì 23 aprile 2008

8600GT in saldo ... forse

Sembra proprio che nVidia sia un po' in difficoltà nello smerciare le proprie schede video di fascia bassa. Alcune voci ci informano che vi sono circa 1,5 milioni di schede 8600GT in stock nei loro magazzini, e che le vendite non vanno poi tanto bene. Come esserne sorpresi, quando queste schede sono commercializzate a circa 70 euro? E' una ladrata assurda, roba da frode. Soprattutto se allo stesso prezzo si trovano le 2600XT di ATI, o a 30 euro le 1650Pro, sempre della casa canadese. Prepariamoci, quindi, ad un'invasione di 8600GT. Personalmente non vedo l'ora, devo cambiare scheda video e questa liquidazione capita giusto a proposito. Sperando si faccia realmente ...

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sabato 29 marzo 2008

Tesi atipiche

Qualche giorno fa sono andato alla discussione di laurea di un mio amico. La tesi verteva, frequentando egli la facoltà di Economia e Mangament, sui mutui subprime, e questo argomento era centrale anche in molte altre tesi: possiamo dire che non vi era una grossa varietà di argomenti, anche se il metodo espositivo, e di ricerca, era comunque diversificato. Questo è comunque un difetto di quasi tutte le discussioni di laurea della maggior parte delle facoltà.
Parlando dell'ottima esposizione di cui siamo stati testimoni, e della cialtroneria di alcuni altri laureandi, avvezzi a lavorar di bocca ma in altri sensi, qualunque cosa voglia intendere, io ed alcuni miei amici ci siamo chiesti: perché, per ampliare il ventaglio di scelte per la discussione, non si scelgono temi più vicini alla realtà economica e di mercato, anche, e soprattutto, del mercato videoludico?
Sarebbe interessante, ad esempio, discutere delle politiche espansionistiche di EA, e di come questa sete di acquisizioni stia rovinando il mercato, soprattutto dal punto di vista qualitativo. Oppure si potrebbe analizzare l'impatto che hanno i bimbiminkia sulle scelte di marketing, sviluppo e commercializzazione dei videogiochi, e che stanno pietosamente ingrossando le fila dei GDM (giochi di merda). Probabilmente sarebbero argomenti più meritevoli di ilarità che di ricerche serie, ma una tesi di tale risma mi farebbe un enorme piacere, anche se demenziale. E a voi, non piacerebbe?

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giovedì 20 marzo 2008

EA, il cavaliere bianco tra le case di distribuzione ... AHAHAHAHA!

Il buon Valli ha oggi riportato una notizia davvero comica, che ha quale protagonista Electronic Arts. Come forse ben sapete, e se non lo sapevate lo saprete ora, è da un po' di tempo che EA vorrebbe acquistare Take Two e tutte le Software House che gravitano attorno ad essa, Rockstar Games in primis: la serie GTA tira parecchio.
Ultima folgorante affermazione del CEO di EA, tale Riccitiello, è stata "Noi siamo i salvatori di Rockstar Games, il cavaliere bianco che salverà la principessa (Rockstar Games) dal Drago (Take Two)".
Al di là della singolare analogia, non si può non ricordare che EA è la stessa casa che acquistò Origin (Ultima, Wing Commander), i Westwood Studios (Kyrandia, Command & Conquer), la Bullfrog (Theme Park, Magic Carpet, Syndicate) ed altre software house, mandandole allo sfacelo.
Si può affermare, attraverso un'altra analogia, che EA è come un medico che, andato per curare un semplice raffreddore, ammazza la persona che dovrebbe aiutare. Dopo aver acquistato delle software house un po' in difficoltà finanziarie, ma con un parco titoli di tutto rispetto e dei team di sviluppo eccezionali, per avidità (aka, commercializza i giochi quando ancora non sono pronti) manda tutto in malora. Maxis, altra casa acquistata, ormai non tira fuori altro che nuovi episodi di The Sims: Sim City è caduto nel dimenticatoio.
Tornando con la mente a Shrek, il personaggio della DreamWorks, e più precisamente al secondo episodio che lo vede protagonista, spero solo che la Principessa Rockstar Games rimanga tra le braccia dell'Orco Take Two, piuttosto che finire con Azzurro ...

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lunedì 10 marzo 2008

Xbox360 -> Wii -> Play3 -> BD

Il confronto tra le console di nuova generazione sta diventando sempre più serrato. E' notizia recente, come riporta Dino sul sito, tra le news, che Microsoft stia effettuando dei vigori tagli di prezzo per la Xbox 360, tali da farla diventare la più economica console next gen del mercato.
Con appena 200 euro, infatti, si riesce ad avere la versione Arcade. Questo è il momento tanto atteso dagli icsbocsari, i quali vedono nella Wii una console inutile che vende solo grazie alla sua (ormai ex) economicità. E' da quando è uscita che la console di casa Nintendo non cala di prezzo, e che vende come una dannata. Questo è il banco di prova. A mio parere, facendo il Giole della situazione (non il comico, ma il profeta: si limitava a predire, al tempo dei faraoni, di inondazioni del Nilo o di tempeste di sabbia. Un po' come se io dicessi che questa estate farà caldo o che il prossimo inverno a Cortina nevicherà), predico che la Wii continuerà a vendere ugualmente, e che Sony ritoccherà nuovamente il listino della Play3. Sinceramente, non è che mi importi tanto chi venderà di più, ma questa “inflazione” a base di console produrrà un utile effetto: l'abbassamento del prezzo dei lettori Blu Ray. E' bello pensare che il prezzo di questi lettori non fluttui in base al mercato dell'Home Video, ma a quello del Videogaming, senza che vi siano in commercio giochi in formato BD: potere del mercato.

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lunedì 25 febbraio 2008

Stay at home servers - Il regalo perfetto

E' passata da poco la festa degli innamorati. Ragazzi, giovani, giovincelli, non più giovani, vecchi e forse qualche fossile con un piede nella tomba hanno regalato alla propria dolce metà dei bellissimi oggetti. Alcuni avranno optato per il classico anello d'oro, altri per una bella collana, oppure per un vestito. Molti, probabilmente la maggior parte, si saranno svenati per creare un meraviglioso mazzo di rose rosse. Sicuramente tutti avranno almeno omaggiato le proprie dame con qualche cioccolatino.
Ma solo i più fini, i più moderni e, soprattutto, i più vicini ai pensieri delle donne avranno regalato loro l'oggetto che tutte le coppie bramano, quell'oggetto che in una vita piena d'amore non po' mancare, il meraviglioso e insostituibile Stay-At-Home-Server.
Già immagino la ragazza che ha ricevuto per dono questo straordinario mezzo tecnologico, rigonfia di felicità. Potrà così mettere in sharing i propri sentimenti con l'amore della propria vita, scambiarsi effusioni tramite p2p, e far rosolare dall'invidia le amiche, le quali avranno, povere loro, ricevuto in regalo un antiquato prezioso in metallo giallo. Nulla a che vedere con il poderoso Stay-At-Home-Server, moderna suppellettile di silicio, acciaio e plastica.


Così, in un futuro non troppo lontano, vedremo giovani ragazzi, secondo il reparto marketing di Microsoft, regalare licenze di sistemi operativi, sacchi di ghiaccio secco o CTRL Raid alla propria metà. E forse, San Valentino, non verrà più ricordata come la festa degli innamorati, ma come il giorno del celebre massacro. Il giorno in cui tutte le ragazze potranno menare i propri fidanzati perché il regalo non era di loro gradimento.

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giovedì 21 febbraio 2008

Il dopo HD-DVD

E' oramai assodato che il formato HD-DVD sia morto. Toshiba ha gettato dietro le spalle quello che aveva fatto fino ad ora, Microsoft non sa più che pesci pigliare, e le case cinematografiche stanno abbandonando il formato come topi che fuggono da una nave che affonda. Ad oggi non credo sia rimasta una sola casa cinematografica che supporti l'HD-DVD.
Ora però sorge un'annosa questione: chi ha comprato un lettore HD-DVD, che cosa se ne farà?
Microsoft, laconicamente, ha detto che non gliene può fregare di meno, parafrasando le uscite di Ballmer e dei dipendenti della casa di Redmond, e probabilmente passerà anch'essa al formato Blu Ray. Toshiba smetterà di produrre lettori HD-DVD, e quindi si può dire addio ad un ampliamento dell'offerta.
In poche parole, chi ha comprato lettori per tale formato si trova in un vicolo cieco. Ci si ritrova con un oggetto, probabilmente pagato caro, molto caro, senza futuro.
Ora, se io fossi una di tali persone sarei incazzato come una bestia mannara, e probabilmente non comprerei più un prodotto di tali case. Però resterebbe l'amareggiamento. Spero, a questi punto, che Toshiba, Microsoft, e tutte le case che hanno supportato attivamente l'HD-DVD cerchino in qualche modo di riparare al danno, offrendo almeno un parziale risarcimento ai compratori. Non si può, così di punto in bianco, abbandonarli.

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lunedì 18 febbraio 2008

Crysis e il bel videogiocare

Non è molto che Crysis ha raggiunto il traguardo che tutti (cioè i dirigenti di EA e Crytek) speravano: il milione di copie vendute.
Partito in sordina, nonostante le maestose (diciamo paraculanti) recensioni delle riviste, cartacee e non, con meno di 100k copie vendute in due mesi, lo sparatutto tedesco si è rifatto velocemente.
Cosa ha spinto tutte queste persone a comprare un FPS così piatto? L'ho giochicchiato e non mi è sembrato altro che un Far Cry un po' più bello da vedere. Inoltre è pesante; sui computer di fascia media è improponibile. Perché UT3, il quale pure non aggiunge molto rispetto a UT 2004, invece ha venduto così poco? Il gioco Epic è più leggero, il multiplayer è migliore, ed ha un brand che dovrebbe essere più conosciuto. Perché quindi ha venduto meno?
Spiegarlo in una parola è facilissimo: pubblicità. Mettiamone anche una seconda, così da completare la spiegazione: hype.
Crysis è da sempre pubblicizzato, pesantemente, come IL gioco definitivo, l'apostrofo figo tra le parole “t'ammazzo”. Hype e pubblicità, martellante, ovunque, hanno reso un gioco normale, un best seller.
Qui non affermerò che giochi migliori hanno preso voti peggiori in passato sulle riviste, perché è un modo di ragionare eccessivamente ottuso. Piuttosto dirò che giochi che hanno ricevuto una votazione simile hanno venduto molto meno, sebbene siano considerati dei gioielli di gameplay.
Alien VS Predator 2, System Shock 2, Deus Ex sono dei capolavori nel loro genere, eppure non hanno venduto quanto meritavano.
E' colpa della mancanza di una cultura ludica, facilmente malleabile dalla pubblicità, e dalla grafica.
C'era un tempo in cui Megarace (1 e 2), sebbene avesse una grafica molto bella, fu pesantemente bocciato dalla critica e dai videogiocatori, sebbene le riviste fossero tappezzate di pubblicità su tal gioco. Lo stesso accadde con Ultima VIII Pagan, che sebbene facesse parte di una serie prestigiosa, quella di Ultima, e fosse stato accolto bene dai giornalisti specializzati, non vendette quanto i capitoli precedenti (forse perché era anche pesante ...). The Last Dinasty fu snobbato dal pubblico, nonostante lo sforzo pubblicitario e le ottime recensioni. E via di questo passo. I giocatori, prima del boom delle console, erano i custodi del bel videogiocare. Il gioco doveva essere bello, leggero, originale.
Credo di poter affermate con una certa sicurezza che l'allargamento del mercato dei videogiochi non ha fatto bene alla qualità degli stessi, e i giornalisti attuali non stanno facendo nulla per migliorare la situazione, anzi. Loro affermano che i giochi non vengono venduti per quello che scrivono sulle riviste, se non in piccola percentuale. Però, perché cercano di seguire i gusti dei bimbi nutellosi?
La risposta l'avrei, ma potrei rendermi antipatico ...

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mercoledì 19 dicembre 2007

Sfogo di un "vecchio" videogiocatore: l'appiattimento dei VG

Anno ricco, questo, come anche quelli passati, di First Person Shooter. Solo nell'ultimo mese sono usciti ben quattro sparatutto di grande caratura (il che non significa che siano per forza belli, ma che siano costati parecchio, sì): Team Fortress 2, Unreal Tournament 3, Crysis e Call of Duty 4. Sembra che le software house nutrano molta fiducia nel supportare questo genere di giochi. Dirò di più, sembra quasi che per PC esista un unico genere, l'FPS.
Anche gli strategici e i giochi di ruolo, che fino ad paio di anni addietro uscivano a cadenza settimanale, sono in una situazione di stasi, dopo aver saturato il mercato.
Da quello che noto i manager delle case di produzione sembra non vogliano provare ad investire in qualcosa di diverso. Il primo genere di giochi che sparì fu quello delle avventure grafiche. E' ormai un lustro che non si vede un'Avventura Grafica degna di questo nome, capace di ripercorrere i fasti delle grandi serie Lucas e Sierra. La stessa cosa si può dire riguardo i platform. I giochi difficili, alla Flashback o Superfrog o Zool, hanno lasciato il posto a videogame più belli graficamente, ma anche più semplici. La serie di Rayman ne è un esempio. Heart of Darkness è stato l'ultimo soffio vitale di questo genere su PC: difficile da impazzire ma, almeno personalmente, bellissimo.

Il panorama dei videogiochi per PC si sta quindi appiattendo. Sì, qualche novità appare, ogni tanto (Es. Portal), ma sono sempre più rare. Si innova, ma solo graficamente. I “vecchi” (Tra virgolette, eccheccazzo, ho 24 anni) videogiocatori si devono adattare a questi generi, impossibilitati a trovare videogiochi che li soddisfino realmente ... Avventure grafiche, dove siete?

Però, però prima o poi le palle scoppiano, e non ci si può adattare all'infinito, giocando sempre e solo FPS, RTS e GDR, cloni di se stessi.
Vediamo UT3 e Crisys arrancare nelle vendite, essendo solamente degli aggiornamenti grafici (o poco più) di UT 2004 e Far Cry. Viaggiano bene CoD4, perché è leggero e discretamente vario, e TF2, capace di innovare il genere degli FPS quanto basta per convincerci a sborsare i 30/40 euro della Orange Box.

Certo, ci sono e ci saranno ragazzi a cui gli FPS (o gli RTS, o i GDR) piacciono, e ci saranno quelli che sbaveranno di fronte ai dettagli grafici, piuttosto che al gameplay (e sono coloro che regalano soldi facili alle SH, e che hanno fatto dimenticare platform e avventure grafiche) ma, voglio ricordarlo ai produttori, ci sono, e ci saranno, anche coloro che quei generi dimenticati li amano ancora, e che se uscisse un buon prodotto lo comprerebbero in massa.

E' ora che l'industria videoludica (come quella discografica o cinematografica) inizi a creare qualcosa di qualità e di DIVERSO. Come ha fatto Nintendo in ambito console: non esistono solo i videogiocatori grafica-dipendenti.

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sabato 8 dicembre 2007

Cliente informatico: l'evoluzione della specie

Scusate per l'assenza prolungata da questo blog; sono ormai due settimane che non scrivo nulla, ma vari impegni mi hanno trattenuto altrove o non mi hanno permesso la stesura di un qualsivoglia testo. Tra l'imbiancare casa, passare il mio PC ai familiari, perché il vecchio Celeron 400 ha tirato le cuoia, e lavorare per il periodo dicembrino in una catena d'informatica e prodotti tecnologici, il tempo libero è stato davvero misero.

Proprio di quest'ultima esperienza vi vorrei parlare, non tanto riguardo l'esperienza lavorativa in sé, quanto ragionando sui prodotti venduti e su quello che l'utente finale cerca.

Come saprete nelle grandi catene di distribuzione è quasi impossibile trovare componenti hardware singoli (CPU, schede madri, schede video, ecc), e nel caso si trovassero di solito vengono venduti a prezzi ben superiori a quanto fanno gli store online.
Infatti, quello su cui queste catene costruiscono il proprio fatturato (nel reparto informatica) sono i PC Desktop e, soprattutto, i computer portatili.
In listino hanno principalmente desktop e notebook con schede grafiche Intel X3100, nVidia 8400GS o 8500GT e ATI HD2300.

Prendiamo ad esempio i PC Desktop. I prezzi variano tra i 449 euro e i 1499 euro. Nel mezzo ci sono PC che costano 499, 599, 699, 799, 899 e 999. All'aumentare di prezzo solo due componenti cambiano: CPU e HD. Se si parte con un Athlon64 X2 @449 euro, troviamo un E4300 @ 499, un 6300 @599, poi un Q6600 @699 e un E6750 @799. A 899 euro il 6750 vede aumentare la capienza dell'HD e a 999 ritroviamo il Q6600 con una 8500GT. I computer precedentemente elencati avevano una 8400GS. Passiamo al PC da 1499 euro e vediamo che ha una 8800GTS da 640MB e un Q6600. Il prezzo, però, è decisamente elevato per i componenti utilizzati.
Come possiamo notare vi è un deciso squilibrio tra i componenti. Ci si ritrova con macchine dalla testa grandissima (CPU) e il corpo minuscolo (scheda video).
Quando arrivano i clienti e mi chiedono un PC di utilizzo generico, anche per i videogiochi, sinceramente non so che pesci pigliare. Nella mia posizione di Promoter dovrei affermare, come mi è stato detto dai datori di lavoro, che questi PC riescono a fare tutto quello che si chiede (più o meno), dato che se non vendo un ToT poi non verrò riassunto. Il problema è che, sentendomi prima di tutto utente finale e poi venditore, la parte del Gatto o della Volpe non riesco a farla. Ogni volta consiglio ai clienti il PC da 499 euro e in seguito di cambiare la scheda video (il resto dei componenti è più o meno simile per tutti i desktop).

Diversa, ma non troppo, la situazione notebook. I produttori si ostinano a commercializzare portatili quasi solamente con schede video di fascia bassa (principalmente 8400GS).
All'aumentare di prezzo aumenta la potenza della CPU, il numero e la tipologia di porte di connessione e la capienza dell'HD, ma la scheda video rimane sempre la medesima. O una soluzione discreta di fascia bassissima o una integrata Intel. Non mancano, quindi, portatili con una CPU T7600 con una scheda video integrata X3100, @999 euro. L'inutilità fatta portatile.

Tornando al discorso clienti precedentemente citato, ho potuto notare come questi non siano poi così stupidi come i produttori e le catene di distribuzioni credano. Si informano, hanno sviluppato un senso critico ben articolato nei confronti dei prodotti (prima domanda che spesso mi fanno: la scheda video è integrata o discreta?) e soprattutto non vogliono spendere, in questo periodo di crisi, i propri soldi in un prodotto a dir poco inutile. Piuttosto non comprano nulla.
Su questo quindi devono ragionare i produttori di Desktop e Portatili. Dovrebbero ripensare la componentistica dei propri PC perché, con il mercato dei videogames così ingrandito, non si cerca più solo un Processore potente, specchietto per le allodole, ma anche e soprattutto una scheda video capace di far girare dignitosamente gli ultimi titoli. Si desidera, insomma, un sistema equilibrato.

Sono convinto che operando in questa maniera, abbandonando il marketing del "Il processore più grosso ce l'ho io", le vendite sarebbero senz'altro migliori.

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