FB's Blog

Daily hardware & software experiences

martedì 29 aprile 2008

Il bello e il brutto degli store online

La cosa bella, quando si ordina in uno store online, è il poter avere a casa, in un tempo ragionevole, quello che nei negozi e negozietti non potrai trovare, se non con grande fatica.
Capita però, fortunatamente rare volte, che i tempi di spedizione si allunghino a dismisura. E' quello che mi è capitato con l'ultimo ordine. Il negozio, che non ha un magazzino ampio, ed ordina praticamente tutto dai fornitori per ogni ordine, è dal 14 aprile che mi deve spedire quello che ho richiesto (Ordine effettuato il 13 sera, ed era una domenica). Va anche detto che ho commissionato componenti non proprio di facile reperibilità, sebbene sul sito venisse specificato l'evasione per questi prodotti (Una scheda madre Biostar e due schede madri Asus per socket 939) entro i sei giorni lavorativi.
Sono comunque 15 giorni che aspetto il pacco ed ancora non si muove foglia.
Come le donne, anche gli ordini da store online sono gioie e dolori: è ottimo avere una scelta tanto ampia, ma qualche volta per avere queste cose bisogna attendere un po' troppo, ahimé.

Etichette: , ,

venerdì 11 aprile 2008

Perché in Italia le grandi aziende tecnologiche sono in crisi?

L'Italia in questi ultimi decenni non è mai stata in linea, tecnologicamente, con le altre grandi nazioni. Sì, qualche azienda di richiamo, leader nel mondo, magari la “possediamo”, ma si contano sulle dita di una mano ed hanno spesso finalità belliche (Oto-Malera, Agusta, Ricerca e Sviluppo Fiat, ecc). Al contrario il paese Italia, e le sue aziende, sia pubbliche sia private, non riescono a fornire quegli strumenti tecnologici che servirebbero per rendere la vita dei cittadini sfruttabile al meglio, sia dal punto di vista dell'otio (come ce lo descrivevano i vecchi autori romani) sia dal punto di vista della produttività. Il primo esempio che mi viene in mente è la scarsa penetrazione nel territorio dell'ADSL. Sempre, ogni giorno, sento qualcuno che si lamenta perché non ha ancora l'allacciamento ADSL ed è costretto al 56k, oppure perché il servizio del provider è più scadente del latte che ha fatto la ricotta.
E ci si domanda il perché. Si afferma che i nostri manager son capaci solo di prendere grosse somme di denaro e di stare in ufficio con la segretaria bonacciona (A far cosa lo sanno solo loro), si afferma che nel nostro paese si va avanti solo a raccomandazioni, si afferma che non importa se sei uno che si è fatto un culo tanto a studiare, tanto non ti prenderanno se non sei amico di qualcuno, e via di questo passo.
Io non so se tutto questo sia vero, dentro queste grandi aziende che gestiscono la telefonia non ho mai messo piede però, affinché possiate decidere voi se ciò sia verosimile o meno, vi linko un video di youtube che ha quale protagonista un top manager Telecom.

Etichette: , ,

giovedì 10 aprile 2008

La nascita dei miti: tra realtà e fantasia

Da dove hanno preso spunto i greci e i romani antichi per formare quel calderone di storie e aneddoti che noi chiamiamo miti? Teseo, Perseo, Ercole, non potrebbero essere personaggi realmente esistiti, e le imprese che conosciamo di loro, non potrebbero essere state gonfiate a dismisura? Sapete, sono cose che mi sono sempre chiesto, e Internet, ed i forum in particolare, potrebbero darmi una spiegazione.
Come forse qualcuno di voi saprà, alcuni mesi fa sono stato smoddato e bannato dal forum di Games Radar per attriti con l'amministrazione. Appena accadde ciò si sollevò un polverone tra gli utenti della sezione hardware e gli altri utenti, del forum tutto.
In quest'arco di tempo, dal momento del ban ad oggi dico, ne ho sentite di tutti i colori, grazie soprattutto a quei ragazzi che, ancora frequentatori di GR, mi linkano le discussioni che mi riguardano. Ad esempio, ad un utente, qualche giorno dopo il mio addio, fu rubata la password. Per un po' di tempo circolò voce che io, o qualcuno dei miei fidati “adepti” (così vengono descritti i miei amici internauti di GR), possa averla rubata per far delle azioni terroristiche sul forum. Esagerando, infatti, ci considerano dei geni del computer (So qualcosa, non di più), dei programmatori a tutto tondo (Faccio fatica a scrivere una pagina web in html+CSS) e degli hacker degni di un film di spionaggio (Non son bello abbastanza per quella parte). Addirittura paventavano il mio dominio sul forum attraverso un'azione da cracker.
Con il passare del tempo la storia del mio ban si è un po' distorta. Volevo una sezione Hardware a misura d'utente, ed è per questo che chiedevo l'appoggio degli utenti stessi, anche pubblicando le discussioni del forum privato dei mod (se nessuno dice cose sconvenienti, perché non farlo?), ma oggi questa versione si è un po' alterata. Gira voce tra gli utenti che volessi diventare padrone assoluto della sezione hardware, oppure che volessi cambiare la sezione madre, Mondo Computer, a mia immagine e somiglianza. Tutto ciò mi ricorda il gioco del telefono che si faceva da bambini.
Una parte, continuando, addirittura mi paragona ad un dittatore, quale Hitler (ne sono onorato, ma è davvero troppo per un umile ex-moderatore) che ha voluto intaccare la democraticità del forum.
O ancora, mi vengono addossate colpe che non ho, come l'aver bannato un utente per una discussione su MSN (cosa che invece ha fatto un altro mod).
Riassumendo, da moderatore bannato, in circa sei mesi sono diventato un: eccelso hacker, megalomane, con manie di tirannia.
Sarei tentato di farci la tesi per il biennio di specializzazione: “La nascita dei miti: tra realtà e fantasia”.

Etichette: , ,

lunedì 31 marzo 2008

Creative: Manuale del Perfetto Fallimento Aziendale

Suppongo che tutti voi che leggete il blog conosciate Creative Labs, azienda leader nel settore delle schede audio per PC da più di due lustri, quasi tre. Conoscerete senz'altro, quindi, i prodotti di questa casa, come le schede audio della serie Sound Blaster, Audigy e X-Fi e il penoso stato in cui versano i driver delle stesse. Driver aggiornati raramente, per non dire mai, funzionalità disabilitate via software a discrezione dell'azienda, incompatibilità e crash continui con Vista, e via discorrendo.
Esiste però un paladino, tale Daniel_K (Daniel Kawakami, il suo vero nome) sul forum Creative, che gratuitamente, da tempo, modifica i driver ufficiali migliorandoli. Funzionalità nascoste vengono sbloccate e incompatibilità vengono risolte. Si può affermare che un solo ragazzo in pochi mesi ha svolto un lavoro migliore di un intero team di sviluppo, probabilmente superpagato.
Creative Labs, non contenta di ciò, ha intimato al ragazzo di smettere di sviluppare i suoi driver moddati e di non distribuire più quelli già creati, in quanto danneggiano il business dell'azienda (In effetti vedere smerdato il proprio costosissimo team di sviluppo software da un, ed uno solo, ragazzo che faceva tutto gratuitamente, non è bello).
L'amico Dark Radeon spiega corposamente l'accaduto in questo thread nel forum, ed invito tutti a leggerlo.
La cosa su cui correi puntare l'attenzione, comunque, è la cecità di cui sono stati capaci i vertici Creative e la reazione dei clienti. Le schede audio di questa azienda da anni hanno un supporto driver pessimo, tutti i possessori di schede Creative lo possono testimoniare. Un ragazzo decide gratuitamente di migliorare i driver, come già detto poco sopra, e viene trattato come un ladro. Saputo del fattaccio migliaia di clienti dell'azienda di Singapore si sono riversati sul forum aziendale per esprimere il proprio disappunto, in maniera più o meno incazzata, e minacciando di non comprare mai più prodotti di tale azienda.
La voce si è sparsa velocemente su internet, decine di siti specializzati hanno scritto articoli sull'accaduto, centinaia di blog riportano i fatti, e solo una voce indignata si alza da questi scritti (e dai commenti degli stessi): Creative Labs Merda.
Già si stanno organizzando movimenti per consigliare solo prodotti concorrenti a CL nei vari forum, ed anche io, che fino a pochi giorni fa ero convinto di comprare un lettore Zen, in sostituzione del Muvo, ho cambiato idea. Dopo questo evento, così di cattivo gusto, boicotterò i prodotti Creative, almeno finché non ci sarà un deciso passo indietro dell'azienda.
In ultimo, una considerazione economica. Creative non è un'azienda che sta navigando in buone acque negli ultimi anni, in quanto il mercato delle schede audio discrete è in recessione, complice il netto miglioramento di quelle integrate, e poiché in tutti i settori l'enorme concorrenza sta fecendo diminuire i margini di guadagno. Se davvero anche solo un decimo di quelli che hanno postato nel forum Creative manterrà la promessa, per l'azienda asiatica la vedo dura, perché è proprio la fanbase la fetta di utenti più incazzata, quella cerchia di utenti che compra tutto CL (Sul forum Creayive, ad esempio, ci sono utenti che hanno postato le foto delle proprie schede audio bruciate o rotte volontariamente in segno di protesta).
Possiamo definire il modus operandi Creative il "Manuale del Perfetto Fallimento Aziendale"?

Etichette: , ,

lunedì 11 febbraio 2008

La piaga dei FanBoy - Fiction

Oggi ho deciso di scrivere una cosa un po' diversa. Chi segue i siti specializzati di hardware e software e legge i commenti alle notizie si sarà accorto che esiste una categoria di utenti chiamata “Fan Boy”. Il fanboysmo è una malattia che può raggiungere livelli gravissimi. Un po' come l'influenza. Può finire tutto in qualche starnuto e un po' di febbre, ma può anche peggiorare fino a richiedere il ricovero in ospedale. Ecco, ci sono utenti che lasciano crescere dentro di sé questa “malattia” senza rendersene conto. Queste persone, nelle varie discussioni, si impegnano, attraverso sofismi, sillogismi, e altre acrobazie linguistiche, per dimostrare che l'azienda che loro preferiscono è decisamente migliore rispetto a quella/e che le fanno concorrenza. Ad esempio: Intel vs Amd, ATI vs nVidia, Asus vs Tutti gli altri produttori di schede madri, Linux vs MS vs Apple, eccetera, eccetera. Spesso la discussione si risolve in un ban di massa per i toni troppo accesi, oppure nell'abbandono della stessa per spostarsi a flammare in un'altra, poiché dopo un po' la discussione stagna.
Qui vorrei farvi leggere l'esempio tipico di una “guerra” fanboystica, e prenderemo quale causa scatenante l'ennesima news su Firefox, dal titolo: “Scoperta nuova falla critica”.

Legenda:
IE = Internet Explorer
FF = Firefox
O = Opera
S = Safari

UtenteFanBoyIE(1): Che merda Firefox, io usassi sempre Ie e mi trovassi bene. Le storie su IE sono inventate. IE Rulezzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzzz!

UtenteFanBoyFF(1): Guarda che l'intrinseca apertura del software open source, ammesso e non concesso che sia GPL 2.0, implica l'aleatoria possibilità che un qualsivoglia benemerito programmatore utilizzi parte della propria esistenza biologica per debuggare il codice di suddetto programma affinché lo stesso medesimo sia esente da problematiche che inficino la sicurezza. Per cui, è normale trovare un numero elevato di bug, ma il vantaggio poderoso del software sotto licenza GPL è il poter correggere questi problemi in un lasso di tempo nettamente inferiore, pari alla radice cubica di 3, rispetto ai software closed. Se poi aggiungiamo pedissequamente che dei software closed non conosciamo il numero esatto dei bug, hai una cornice (digitale) di tutta la situazione. Mi sono spiegato chiaramente?

Utente FanBoyIE(2): Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaoooooooooooooh! Machettestaiadì? Tutte 'ste pippe sul software open. Se IE ha il 99,999999% del mercato dei browser un motivo c'è. E gli utenti FF son tutti snob! IE rulez!

Utente FanBoyO: Io uso Opera e mi trovo benissimo. Altro che IE e FF ...

Utente FanBoyFF(2): IE è usato da tutta quella gente perché la posizione di dominio del mercato di MS ha fatto sì che si inculcasse nella mente degli utenti che MS sia meglio, quando ciò non è vero. Guardatevi il film i Pirati della Silicon Valley.

Utente FanBoyIE(2): Si, come no, intanto IE mi apre il 100% dei siti, Firemerd è incompatibile con la metà ...

Utente FanBoyFF(2): Per forza, i webmaster non fanno le pagine web seguendo le regole del W3C, ma seguendo IE. In questo modo si crea un web compatibile con i software microsoft. Anzi, vai ad aumentare il potere di MS, limitando così le tue scelte future, qualora nel caso tu volessi scegliere. Ma non credo accadrà.

Utente FanBoyO: Io uso Opera e mi trovo benissimo. Altro che IE e FF ...

Utente FanBoyIE(3): ma che scelte dovrei fare se già adesso mi trovassi da dio?

Utente FanBoyFF(3): Per esempio i plug-in, i quali ti danno la possibilità di personalizzare il tuo ambiente, creando così quel browser modulare che hai sempre sognato. Potrai bloccare la pubblicità, scaricare i video da youtube, sapere dove è hostato un sito. In poche parole, avrai quegli strumenti di cui non potrai fare a meno.

Utente FanBoyO: Io uso Opera e mi trovo benissimo. Altro che IE e FF ...

Utente FanBoyFF(1-2-3) ed Utente FanBoyIE(1-2-3): Ma va a morire ammazzato tu e Opera!

Utente FanBoyO: Ma andata a fanculo voi!

Moderatore: Bannati tutti e sette. Qui non tolleriamo i fan boy.

Utente FanBoyS: Ah! Ah!

Etichette: , ,

sabato 2 febbraio 2008

MP3 per tutti ... per il momento

Qualche giorno fa ho parlato dei politici e di come questi esseri vetusti, e forse un po' rincoglioniti, non comprendano appieno l'era in cui stanno svolgendo il loro lavoro. Se al tempo (21 gennaio) scherzai sull'acronimo PD, oggi voglio farvi partecipi della legge che è passata in Parlamento e Senato.
Una legge che legalizzerebbe qualsiasi scambio di MP3 (o altri formati compressi), anche coperti da copyright.
Sul sito di La Repubblica c'è una pagina al riguardo, ed inviterei tutti a leggerla.
Supponendo che vi siate fermati e abbiate letto quell'articolo, c'è da fare qualche considerazione più approfondita sulla classe dirigente. Prima di tutto, calcando su quello che già dissi, questi vecchiacci di internet e informatica non capiscono un emerito cavolo. D'altra parte, non ci si può attendere nulla di diverso, visto che il 99% di loro sono coevi a Giulio Cesare. Il rimanente 1% è troppo occupato a salvare la poltrona appena conquistata, e quindi invecchieranno fregandosene di quello che succederà loro attorno.
Secondariamente, ricordandoci del portale Italia.it, e dei milioni che vi sono stati spesi, ci si deve chiedere, assolutamente, da chi, questi politici, vanno per chiedere delucidazioni per prendere le decisioni. Vanno da Vanna Marchi? Oppure chiedono lumi pregando in Chiesa (o facendo il bagno nel Po, o leggendo il Manifesto di Marx, e via discorrendo a seconda degli orientamenti politici)?
In ultimo, ma non per questo meno importante, è interessante notare che se sotto Berlusconi si cercava in tutti i modi di riempire all'inverosimile le carceri (Legge Bossi-Fini, Legge Urbani, ecc) con l'attuale ex-governo Prodi si è cercato di fare l'opposto (Indulto, questa legge, ecc). Il sistema binario ( 0 o 1) da questo punto di vista i politici lo conoscono bene.

Etichette: , ,

venerdì 1 febbraio 2008

Disavventure postali

Un paio di giorni fa, mentre giocavo a Team Fortress 2, la linea internet smise di funzionare di punto in bianco. Il riavviare il router e il controllare che tutti i cavi fossero ben collegati non portò a nessun buon risultato. Decisi allora di fare un salto in posta, visto che dovevo ritirare un Vaglia.
Dopo essermi fatto i miei 2 km a piedi, quando giunsi all'ufficio postale non potei credere ai miei occhi: era deserto! Vi erano appena due persone che parlavano con il personale.
Oooooooooh, che goduria, già sbavavo. Non avevo mai visto l'ufficio tanto brullo. Mi avvicinai alla macchinetta che elargisce i numeri e spinsi l'opzione desiderata. “Servizio non effettuabile”, così vi era scritto (o una roba simile, ma il succo è questo).
Subito la ragazza che stava parlando con quelle due persone sopra menzionata mi apostrofò: “Non prenda i numeri, non vede che non funziona nulla?!”.
Per un attimo trasalii, poi mi guardai attorno: cosa poteva indicarmi che i terminali erano fuori servizio?
I display che chiamavano i numeri? No, quelli erano perfettamente accesi, con i numeri disegnati dai led rossi. I monitor dei PC? Come fare a vederli, se erano dietro il bancone, e girati dall'altra parte?
Insomma, così su due piedi mi sembrava di aver fatto al figura del coglione.
Chiesi gentilmente lumi all'addetta e questa mi rispose che non vi era più possibilità di comunicare con la sede centrale a Roma.
Come venni a scoprire più tardi, quella stessa giornata, Telecom aveva fatto dei lavori tanto gravi da dover staccare i collegamenti telefonici e ADSL per un intero pomeriggio in tutta la città.
Pensieri del sottoscritto:
  • Stavo facendo una delle più belle partite a TF2 da quando l'ho comprato. Mortacci Telecom!
  • I vaglia non li accetto più, al massimo un bonifico.
  • Quando ci sono poche persone alle poste, aspettatevi il peggio.
  • Le impiegate delle poste devono avere un sesto senso o dei poteri magici, e devono supporre che tutti gli essere umani li posseggano, se il sottoscritto doveva conoscere lo stato delle Poste da un semplice bigliettino.
  • Senza Internet ormai non si può neppure cambiare un semplice vaglia. Siamo schiavi della tecnologia. Credo questo possa essere un male, no?

Etichette: , ,

lunedì 28 gennaio 2008

Non è bello risparmiare o è brutto spendere?

Ogni tanto sui siti di informatica, e più raramente sui quotidiani, si può leggere un articolo sui software open source quali Firefox, Gnu/Linux o Open Office. Proprio di quest'ultimo vorrei scrivere qui.
Oggi ho mandato una email con un allegato in odt. I riceventi erano ben sei (uno è la redazione di un quotidiano), eppure nessuno è riuscito ad aprire l'allegato. Mi sono trovato costretto, quindi, a salvare il documento in doc e rispedirlo.
Molti sostengono che sono gli utenti a fare il mercato, che se un prodotto è usato allora è buono, che non è colpa di chi ha il monopolio se gli altri prodotti, e produttori, fanno la fame. Eppure c'è qualcosa che non quadra. Se ci sono utenti comuni (la stragrande maggioranza), i così detti Luser, che invece di usare un prodotto gratuito per scrivere quattro cazzate in croce usano un prodotto da almeno 100 euro (in licenza studenti), se tutte le scuole usano un prodotto a pagamento anche per far scrivere ai propri studenti le ricerche interne all'Istituto, se una redazione di un quotidiano (uno dei tre più venduti in Italia) non ha neppure un PC con un programma gratuito molto usato, in questo caso OOo, che pensieri possono vagare per la nostra mente?
Uno su tutti, che qui la pirateria è bella abbondante. L'utente medio italiano, all'estero, viene visto come un discreto piratone, e forse non hanno tutti i torti. E' anche vero che gli studenti, ai quali è stato insegnato alle scuole primarie ad usare Office, e poi si ritrovano lo stesso programma nei PC delle università, non hanno poi tutta questa voglia di spendere 100 euro o più per un qualcosa che sono costretti ad utilizzare, e che non trovano necessario.
Quest'ultima affermazione può sembrare paradossale, però se ci ragioniamo non lo è.
Molti pensano che Office sia necessario per entrare nel mondo del lavoro (è da specificare nel Curriculum che si è in grado di utilizzarlo), che ormai è uno standard e nessuna azienda ne farebbe a meno. Eppure, se non lo si compra originale, significa che non è necessario. Facendo un esempio, un'analogia, è necessario sapere scrivere per trovare lavoro, ma è indifferente se si sa scrivere con una stilografica, una penna a sfera o una matita. Una volta che si sa scrivere, lo si fa con qualsiasi mezzo adatto, a seconda delle esigenze e dei gusti. C'è chi userà una stilografica placcata oro, chi una Bic smangiucchiata in cima.
Ecco perché Office o Windows o altri programmi sono piratati, perché sono necessari ma non necessari. Sono prodotti che sono necessari in potenza, ma sostituibili in atto, parafrasando Aristotele.


Ecco quindi che bisognerebbe organizzare una campagna di sensibilizzazione nei confronti di questi programmi. Non tappezzando di pubblicità le città, le riviste o altri luoghi ameni, ma utilizzando questi programmi gratuiti nelle organizzazioni pubbliche, e magari private. Non pagando, quindi, ma risparmiando.
Poi se il Luser continuerà per la sua strada pazienza, vorrà dire che anche la madre degli utonti è sempre incinta.

Etichette: , ,

lunedì 21 gennaio 2008

I politici e Internet: una catastrofe

Molti di voi avranno appreso che Mastella si è dimesso e che il suo partito non farà più parte della maggioranza. Si preannunciano nuove elezioni, in un momento in cui proprio non ce n'era bisogno. Non parlerò, qui, su chi bisognerebbe votare o non elargirò giudizi sul governo e sull'opposizione, non è il luogo adatto.
Però vorrei dire due parole riguardo i nostri politici e il mondo dell'informatica, internet in particolare. Sul sito multiplayer.it si sta svolgendo una petizione per evitare che l'associazione dei genitori, appoggiata dai nostri vetusti politici, crei un comitato per giudicare i videogiochi (Disegno di Legge n. 3014). Questo comitato si sovrapporrebbe al sistema Pegi europeo. Saremmo l'unico paese europeo con un doppio sistema di valutazione.
E' per queste iniziative che l'Italia è sempre stata un po' ridicola nel mondo, per il voler rendere sempre più macchinoso il sistema burocratico nazionale.
Ma ci fermassimo solo qui!
Prima parlavo di elezioni anticipate. Uno dei partiti che sarà protagonista di queste sarà il Partito Democratico, abbreviato in PD.
Se voi, lettori, frequentate forum o chat saprete benissimo a cosa è associato questo usatissimo acronimo: porco dio.
Questi politicanti, attenti a discutere del nulla, se solo avessero qualche consigliere più sveglio, avrebbero certamente evitato di chiamare il Partito Democratico ... Partito Democratico.
Quando leggo sui quotidiani, ad esempio, "La folla inneggia al PD", non posso che collegare PD alla bestemmia più sopra riportata. E mi scappa da ridere.
Certo, coloro che associano questo significato al partito sono una minoranza della popolazione italiana, ma pensate ad un gruppo politico cattolico americano che possa avere quale acronimo OMFG. Secondo voi, passerebbe inosservato?
Ecco quindi che l'ignoranza dell'ambiente politico italiano nei confronti delle tecnologie, e di internet in particolare, si mostra in tutto il suo splendore. Urbani, il Disegno di Legge n. 3014 e via discorrendo, non sono un caso, ma lo specchio della nostra società: una società che non investe sulla tecnologia.

Etichette: , ,

domenica 20 gennaio 2008

Il vocabolario dei videogiocatori italiani: Proanza

I videogiocatori PC hanno un proprio vocabolario per apostrofare le varie situazioni o gli utenti che si possono incontrare sulla rete.
Se mentre si gioca si ha un ping alto e il gioco scatta, si dice che si sta “laggando”. Se un utente di un forum scrive continuamente cose senza senso, si dice che sta “floodando”. Se un giocatore si crede una cima ma in realtà è davvero scarso, allora lo si etichetta come “niubbo”. E così via.
Come avrete notato, però, sono tutti termini che derivano dall'inglese. Laggare viene da Lag, Floodare da Flood, Niubbo da Noob.
Con questo primo articoletto, il primo di una serie, voglio farvi partecipi di quelle parole completamente italiane, create da giocatori italiani, così da rompere questa monotonia anglosassone.
Il primo termine che vado ad esporvi è “Proanza”.
Il termine è una commistione del latino “pro” (Trad. A vantaggio di) e dell'inglese “pro” (Trad. Professionista), e si può tradurre come “fare un qualcosa di ardito ma che probabilmente non sarà vantaggioso”.
Per esempio? Scaricare degli MP3 con emule con il 56K. O cercare di overclockare la CPU con una scheda madre senza fix. O lanciarsi da solo in mezzo ai terroristi, con un M16, in Counter Strike. O, ancora, lasciando il mondo informatico, lanciarsi per una pista nera quando si è un novizio dello sci.
L'invenzione del termine Proanza lo dobbiamo a due ragazzi, Ciro e Riccardo, e la leggenda narra che la parola sia stata forgiata, appunto, durante una sessione di Counter Strike, quasi due anni addietro.
Non so voi, ma di questo termine sto abusando un po' ovunque.

Etichette: , ,

martedì 15 gennaio 2008

L'E-Book - l'inutilità dell'era digitale

Qualche giorno fa ho letto con molto interesse il post di Dino sul suo blog, intitolato “La memoria corta dell'era digitale”.
In effetti ho sempre paura che i file salvati sui miei cd e dvd vadano persi. Già alcuni supporti, dopo qualche anno, hanno cominciato a dare dei problemi in lettura. Inoltre, basta poco per rovinarli irrimediabilmente, ad esempio lasciandoli inavvertitamente vicino al termosifone.
Questi pensieri mi hanno riportato alla mente il gran parlare, fino a non molto tempo fa, degli E-Book. Cosa sono gli E-Book? Sono dei piccoli computer portatili, a cui è stata tolta la tastiera e molte altre cose, ma con uno schermo che ne occupa quasi tutta la superficie. Questi dovrebbero servire per leggere libri e quotidiani semplicemente scaricandoli dal web, senza che venga più utilizzata la carta.



In linea di massima sembrerebbe una buona invenzione, comoda soprattutto. Così giusto ieri ho voluto fare un esperimento. Mi sono munito di un tablet pc da 12” prestatomi da un amico e l'ho utilizzato come fosse un E-Book.
Per prima cosa, me lo portai in bagno, e lessi un po' il sito di La Repubblica. Quando venne il momento di appropinquarsi al bidet, sorse la prima difficoltà: dove lo appoggio? Il classico quotidiano lo piegavo e lo appoggiavo sul termosifone, ma questo piccolo gioiello della tecnica non avrebbe gradito. Metterlo in bilico sul Closet Water non se ne parlava. Lo appoggiai per terra (che schifo!) perché altro posto non c'era.
Tappa successiva fu il soggiorno. Mi misi a leggere, sempre sul tablet pc, una serie di racconti di Poe, quando la mia attenzione fu catalizzata da un insetto nero e sporco che mi volava attorno, e che si posò sul divano. Primo pensiero che mi saltò alla mente: “Appena si posa, l'ammazzo con quello che ho in mano” ... secondo pensiero, sopraggiunto giusto in tempo: “Facciamo la seconda cosa che prenderò in mano”. L'insetto subì terribile e repentina sorte grazie a un vetusto e cartaceo dizionario di tedesco.
La sera, in camera, lessi alcuni begli aneddoti storici e decisi di trascriverli. Su carta naturalmente. Dovevo simulare anche l'impossibilità, degli E-Book, dell'effettuare il copia e incolla, al contrario dei PC tradizionali

Dopo una giornata passata con questo affare posso solamente rendere grazie all'inventore della carta (un cinese di qualche migliaio di anni fa) perché se dovessi utilizzare anche solo per una settimana un E-Book, credo diventerei pazzo. E' l'avere contemporaneamente i limiti di un PC e di un libro cartaceo in un unico oggetto.

Etichette: , ,

lunedì 14 gennaio 2008

Tira più un pelo di ... che un Penryn Quad Core

Sono ancora impegnato nella stesura della seconda parte dell'articolo “Ragazze & Videogames”, nel mettere a posto i risultati di alcune interviste e questionari, e nel trovare qualche bella citazione ad effetto. Ma soprattutto mi vedo sempre costretto a rettificare quello che scrivo per delle nuove scoperte! Qualche giorno fa il buon Mitch ha scritto una news su un monitor di Alienware (casa nota soprattutto nell'ambiente enthusiast) e ha linkato un'intervista realizzata dalla giornalista Veronica Belmont, la quale lavora per la testata online Engadget.com.


Subito son partiti, anche in chat, numerosi complimenti alla ragazza, al suo bel viso e al generoso decolte'. Sinceramente per come parla mi sembra una mezza invasata, però nell'ambiente videoludico riscuote un discreto successo. Veronica scrive sul proprio blog, seguito principalmente da ragazzi, ed ha anche una pagina di wikipedia ad essa dedicata. Non c'è che dire, i videogiocatori sono proprio degli allupati!

Etichette: , ,

domenica 25 novembre 2007

MMORPG: Massive Multiplayer Online Research Porn Game

Internet e il p2p hanno dato l'opportunità di scaricarsi sul PC quasi tutto quello che si desidera. MP3, film, videogiochi, manuali di giochi da tavolo e, soprattutto, porno.
Non sarò io, in questa sede, a discutere se il porno sia educativo o meno, se lo scaricano maggiormente adulti o minorenni. Vorrei invece parlare di come il materiale vietano ai minori di 18 anni venga celato all'interno dei computer, ma non solo.
Qualche volta, quando andavo a mettere a posto dei PC di conoscenti, mi son ritrovato a dover ammirare immagini osé nascoste in una sottocartella. Questa è la procedura più semplice per nascondere il proprio materiale. Infilarlo in una sottocartella, o in un insieme di esse, come è possibile vedere in questa immagine:



Però è possibile giungere casualmente in una di queste cartelle, magari attraverso una ricerca. Il nostro utente, minorenne, utilizzatore del PC familiare, si deve allora ingegnare. Crea un'insieme di sottocartelle e l'ultima la rende "nascosta". L'utente passa al 2° livello, forse dopo aver perso qualche PvP con i genitori. Non sa il tapino, però, che non solo deve tenere conto dei genitori, ma anche di tutta la cerchia familiare. Ecco quindi entrare in scena uno zio che, appassionato di PC, ci smanetta e trova i video scaricati da poco con eMule.
Incarognito per essersi fatto scoprire nuovamente il nostro si skilla e passa al 3° livello di "Porn Warrior". Crea milioni di sottocartelle, molte nascoste, e le infila in una direcotory di sistema nella cartella Windows.
Qui entra in gioco la sorellina che, avuta notizia dalle amiche che esiste il programma Picasa, lo installa e crea il database di tutti i file multimediali presenti sul PC ... compresi quelli del fratello.
Prima che riesca a venire a contatto con la madre, il ragazzo frena la sorella e cancella (a malincuore) tutto il materiale convincendola che si tratti di "spazzatura dovuta a qualche spyware". Alla domanda di cosa sia uno "spyware" il Porn Warrior risponde sprezzantemente: "Gioca a The Sims e rompi poco".
Pensando e ripensando, dopo aver chiesto consiglio in qualche forum, ecco il passaggio al 4° livello. Appena scaricati i video, il ragazzo ne modifica il formato, e il nome, trasformando un AVI in un RAR o in uno ZIP. Qualora lo si volesse aprire, il programma di decompressione notificherà un errore, facendo credere che il file sia corrotto.
Ah, gran genialata!
Il nostro furbetto salva tutto il materiale a luci rosse su vari dvd, convinto di averla fatta franca. Passano le settimane, passano i mesi, quando il Porn Warrior decide di riguardare un paio di filmati. Prende i DVD e ... non si ricorda più come li aveva salvati. Che file saranno? Come farà a riconoscerli in mezzo a rar, zip, exe, pdf, tar.gz e chi più ne ha, più ne metta, "veri"? Dopo ore infruttuose decide di abbandonare la ricerca.
Ecco allora, dopo aver tirato giù tutti i santi del paradiso, il ragazzo avvicinarsi ai genitori, col capo chino, e chiedere: "Mi potreste comprare un PC nuovo? Mi serve per lo studio e ...".

Tratto da una storia vera.

Etichette: ,