FB's Blog

Daily hardware & software experiences

lunedì 21 aprile 2008

Il lato oscuro delle Software House di videogiochi

Quasi sempre noi videogiocatori pcisti ci lamentiamo del fatto che i programmatori non ottimizzino il codice dei loro prodotti, spingendoci costantemente ad un upgrade continuo della nostra macchina. Cambiamo CPU, cambiamo scheda video, aumentiamo la ram, aggiorniamo la scheda audio, e via di questo passo.
I programmatori ci dicono che è necessario per gustare al meglio i loro videogiochi, perché non si possono compiere miracoli con hardware vecchiotto (per vecchiotto intendono tutto quello che ha più di 12 mesi) e perché il PC è una macchina troppo modulare per sperare di ottimizzare il codice.
Circa una settimana fa il sito Rage 3D ha pubblicato un articolo, come riporta Mitch in una news, dove dimostrano che giocare Assassin's Creed in DirectX 10.1, invece che in DirectX 10, porta ad un aumento di performance medio di circa il 15%.
Incredibile! Allora le DirecX 10.1 servono davvero! Potrebbero essere la panacea di molti mali.
AMD/ATI, inoltre, l'unica azienda a commercializzare schede video compatibili DirectX 10.1 potrebbe avere un boost di vendite.
Invece non è così la realtà. La patch di Assassin's Creed che porta al supporto delle Dx 10.1 è fallata (E quindi verrà ritirata), secondo quanto riportato da UbiRazz, programmatore Ubisoft, sul forum della stessa azienda. UbiRazz scrive che con quest'ultima patch non vengono applicati dei passaggi di rendering, e che quindi la qualità video peggiora. Strano che nessuno se ne sia accorto tra i ragazzi di Rage 3D, ed anzi affermino che le “DX10.1 brings in order to get both better quality and better performance“ (Le DX 10.1 portino sia un miglioramento della qualità di immagine sia un miglioramento delle porformace).
Non esistono più le care vecchie software house, capaci di regalare enormi soddisfazioni anche su macchine vetuste. Ormai noi videogiocatori siamo destinati ad essere presi per il culo vita natural durante. Poi ci si chiede perché il mercato dei videogiochi per PC è in crisi.
Parafrasando il motto di nVidia, The Way It's Meant To Be Played, potremmo concludere con: The Way It's Meant To Be Owned.

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mercoledì 23 gennaio 2008

Film e computergrafica: non è tutt'oro ...

Nei film americani, oggigiorno, si fa un gran uso di tecnologie informatiche e grafiche per rendere il tutto sempre più realistico e coinvolgente. Le grandi produzioni non lesinano nulla e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Prendiamo ad esempio “I am Legend” con Will Smith.
I grafici, ammettiamolo, si sono impegnati parecchio per ricreare una New York inselvatichita e martoriata dagli effetti del virus mutante.
Certo, alcune scene sono state realizzate approssimativamente, per esempio quando vediamo la Ford Mustang dall'alto correre per la città. Sembra un videogioco.
Comunque, devo ammettere che il lavoro svolto è stato notevole.
Eppure, c'è sempre qualcosa che va ad inficiare questi risultati. Si spendono milioni di dollari per creare tutto questo ben di dio, e si cade per delle sciocchezze.
Quali sciocchezze?
Una su tutte: le auto usate dal protagonista, e da Anna, sono tirate a lucido con la cera.
La Mustang non ha un graffio ed è uno specchio. Lo stesso per la jeep che si vede nel finale.
I casi sono due, per spiegare tutto ciò; o Smith e Anna sono dei maniaci della pulizia e prima di mettersi in viaggio lucidano l'auto, o qualche predatore notturno, rimembrando il proprio passato di meccanico, si diverte a lustrare le auto per strada.


A che serve utilizzare tutta questa tecnologia, mi domando, se non saltano all'occhio queste incongruenze?
E sono stato buono a non aver tirato fuori l'Idropompa de “Il Monaco” ...

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mercoledì 19 dicembre 2007

Sfogo di un "vecchio" videogiocatore: l'appiattimento dei VG

Anno ricco, questo, come anche quelli passati, di First Person Shooter. Solo nell'ultimo mese sono usciti ben quattro sparatutto di grande caratura (il che non significa che siano per forza belli, ma che siano costati parecchio, sì): Team Fortress 2, Unreal Tournament 3, Crysis e Call of Duty 4. Sembra che le software house nutrano molta fiducia nel supportare questo genere di giochi. Dirò di più, sembra quasi che per PC esista un unico genere, l'FPS.
Anche gli strategici e i giochi di ruolo, che fino ad paio di anni addietro uscivano a cadenza settimanale, sono in una situazione di stasi, dopo aver saturato il mercato.
Da quello che noto i manager delle case di produzione sembra non vogliano provare ad investire in qualcosa di diverso. Il primo genere di giochi che sparì fu quello delle avventure grafiche. E' ormai un lustro che non si vede un'Avventura Grafica degna di questo nome, capace di ripercorrere i fasti delle grandi serie Lucas e Sierra. La stessa cosa si può dire riguardo i platform. I giochi difficili, alla Flashback o Superfrog o Zool, hanno lasciato il posto a videogame più belli graficamente, ma anche più semplici. La serie di Rayman ne è un esempio. Heart of Darkness è stato l'ultimo soffio vitale di questo genere su PC: difficile da impazzire ma, almeno personalmente, bellissimo.

Il panorama dei videogiochi per PC si sta quindi appiattendo. Sì, qualche novità appare, ogni tanto (Es. Portal), ma sono sempre più rare. Si innova, ma solo graficamente. I “vecchi” (Tra virgolette, eccheccazzo, ho 24 anni) videogiocatori si devono adattare a questi generi, impossibilitati a trovare videogiochi che li soddisfino realmente ... Avventure grafiche, dove siete?

Però, però prima o poi le palle scoppiano, e non ci si può adattare all'infinito, giocando sempre e solo FPS, RTS e GDR, cloni di se stessi.
Vediamo UT3 e Crisys arrancare nelle vendite, essendo solamente degli aggiornamenti grafici (o poco più) di UT 2004 e Far Cry. Viaggiano bene CoD4, perché è leggero e discretamente vario, e TF2, capace di innovare il genere degli FPS quanto basta per convincerci a sborsare i 30/40 euro della Orange Box.

Certo, ci sono e ci saranno ragazzi a cui gli FPS (o gli RTS, o i GDR) piacciono, e ci saranno quelli che sbaveranno di fronte ai dettagli grafici, piuttosto che al gameplay (e sono coloro che regalano soldi facili alle SH, e che hanno fatto dimenticare platform e avventure grafiche) ma, voglio ricordarlo ai produttori, ci sono, e ci saranno, anche coloro che quei generi dimenticati li amano ancora, e che se uscisse un buon prodotto lo comprerebbero in massa.

E' ora che l'industria videoludica (come quella discografica o cinematografica) inizi a creare qualcosa di qualità e di DIVERSO. Come ha fatto Nintendo in ambito console: non esistono solo i videogiocatori grafica-dipendenti.

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domenica 7 ottobre 2007

Il progresso libera la fantasia?

Ieri sera sono andato a vedere il film "Un'impresa da Dio" con degli amici. Nel complesso la pellicola non è certo quel che si usa definire un capolavoro, ma è comunque risultata piacevole. Le battute, numerose e mai volgari, strappano più di una gustosa risata, i personaggi sono simpatici e gli effetti speciali si rivelano non essere poi così male. Questa però non vuole essere una recensione del film, neppure dal punto di vista tecnico. Quello che più mi ha divertito sono stati gli animali utilizzati per girare alcune scene, come i macachi, ineccepibilmente deliranti nei titoli di coda. Non so voi, ma spesso, quelli che noi chiamiamo animali, si rivelano quasi essere più umani degli uomini, a mio parere. Certe loro espressioni e alcuni loro comportamenti mi lasciano talmente perplesso e sorpreso da dubitare della nostra presunta superiorità. Però questo non vuole essere neppure un post filosofico od antropologico. Direte voi, allora: "E che cavolo ci vuole dire questo?".
Vorrei solo dimostrare che, anche se non si possiedono mezzi tecnici avanzatissimi o conoscenze informatiche particolarmente profonde, si può realizzare un qualcosa di piacevole da vedere e leggere, ed ho preso spunto proprio dagli animali che hanno prestato sé stessi, nel film, come attori.
Un po' di fantasia, un programma di fotoritocco gratuito come Gimp e qualche foto trovata su internet bastano per realizzare delle immagini divertenti ed esilaranti. Sembra poca cosa, ma fino a qualche anno fa, senza l’ausilio dei computer, creare anche solo i semplici fumetti che potete vedere qui sotto richiedeva una preparazione e dei mezzi non alla portata di tutti, per usare un eufemismo. Questo è il progresso!


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