Crysis e il bel videogiocare
Non è molto che Crysis ha raggiunto il traguardo che tutti (cioè i dirigenti di EA e Crytek) speravano: il milione di copie vendute.
Partito in sordina, nonostante le maestose (diciamo paraculanti) recensioni delle riviste, cartacee e non, con meno di 100k copie vendute in due mesi, lo sparatutto tedesco si è rifatto velocemente.
Cosa ha spinto tutte queste persone a comprare un FPS così piatto? L'ho giochicchiato e non mi è sembrato altro che un Far Cry un po' più bello da vedere. Inoltre è pesante; sui computer di fascia media è improponibile. Perché UT3, il quale pure non aggiunge molto rispetto a UT 2004, invece ha venduto così poco? Il gioco Epic è più leggero, il multiplayer è migliore, ed ha un brand che dovrebbe essere più conosciuto. Perché quindi ha venduto meno?
Spiegarlo in una parola è facilissimo: pubblicità. Mettiamone anche una seconda, così da completare la spiegazione: hype.
Crysis è da sempre pubblicizzato, pesantemente, come IL gioco definitivo, l'apostrofo figo tra le parole “t'ammazzo”. Hype e pubblicità, martellante, ovunque, hanno reso un gioco normale, un best seller.
Qui non affermerò che giochi migliori hanno preso voti peggiori in passato sulle riviste, perché è un modo di ragionare eccessivamente ottuso. Piuttosto dirò che giochi che hanno ricevuto una votazione simile hanno venduto molto meno, sebbene siano considerati dei gioielli di gameplay.
Alien VS Predator 2, System Shock 2, Deus Ex sono dei capolavori nel loro genere, eppure non hanno venduto quanto meritavano.
E' colpa della mancanza di una cultura ludica, facilmente malleabile dalla pubblicità, e dalla grafica.
C'era un tempo in cui Megarace (1 e 2), sebbene avesse una grafica molto bella, fu pesantemente bocciato dalla critica e dai videogiocatori, sebbene le riviste fossero tappezzate di pubblicità su tal gioco. Lo stesso accadde con Ultima VIII Pagan, che sebbene facesse parte di una serie prestigiosa, quella di Ultima, e fosse stato accolto bene dai giornalisti specializzati, non vendette quanto i capitoli precedenti (forse perché era anche pesante ...). The Last Dinasty fu snobbato dal pubblico, nonostante lo sforzo pubblicitario e le ottime recensioni. E via di questo passo. I giocatori, prima del boom delle console, erano i custodi del bel videogiocare. Il gioco doveva essere bello, leggero, originale.
Credo di poter affermate con una certa sicurezza che l'allargamento del mercato dei videogiochi non ha fatto bene alla qualità degli stessi, e i giornalisti attuali non stanno facendo nulla per migliorare la situazione, anzi. Loro affermano che i giochi non vengono venduti per quello che scrivono sulle riviste, se non in piccola percentuale. Però, perché cercano di seguire i gusti dei bimbi nutellosi?
La risposta l'avrei, ma potrei rendermi antipatico ...
Partito in sordina, nonostante le maestose (diciamo paraculanti) recensioni delle riviste, cartacee e non, con meno di 100k copie vendute in due mesi, lo sparatutto tedesco si è rifatto velocemente.
Cosa ha spinto tutte queste persone a comprare un FPS così piatto? L'ho giochicchiato e non mi è sembrato altro che un Far Cry un po' più bello da vedere. Inoltre è pesante; sui computer di fascia media è improponibile. Perché UT3, il quale pure non aggiunge molto rispetto a UT 2004, invece ha venduto così poco? Il gioco Epic è più leggero, il multiplayer è migliore, ed ha un brand che dovrebbe essere più conosciuto. Perché quindi ha venduto meno?
Spiegarlo in una parola è facilissimo: pubblicità. Mettiamone anche una seconda, così da completare la spiegazione: hype.
Crysis è da sempre pubblicizzato, pesantemente, come IL gioco definitivo, l'apostrofo figo tra le parole “t'ammazzo”. Hype e pubblicità, martellante, ovunque, hanno reso un gioco normale, un best seller.
Qui non affermerò che giochi migliori hanno preso voti peggiori in passato sulle riviste, perché è un modo di ragionare eccessivamente ottuso. Piuttosto dirò che giochi che hanno ricevuto una votazione simile hanno venduto molto meno, sebbene siano considerati dei gioielli di gameplay.
Alien VS Predator 2, System Shock 2, Deus Ex sono dei capolavori nel loro genere, eppure non hanno venduto quanto meritavano.
E' colpa della mancanza di una cultura ludica, facilmente malleabile dalla pubblicità, e dalla grafica.
C'era un tempo in cui Megarace (1 e 2), sebbene avesse una grafica molto bella, fu pesantemente bocciato dalla critica e dai videogiocatori, sebbene le riviste fossero tappezzate di pubblicità su tal gioco. Lo stesso accadde con Ultima VIII Pagan, che sebbene facesse parte di una serie prestigiosa, quella di Ultima, e fosse stato accolto bene dai giornalisti specializzati, non vendette quanto i capitoli precedenti (forse perché era anche pesante ...). The Last Dinasty fu snobbato dal pubblico, nonostante lo sforzo pubblicitario e le ottime recensioni. E via di questo passo. I giocatori, prima del boom delle console, erano i custodi del bel videogiocare. Il gioco doveva essere bello, leggero, originale.
Credo di poter affermate con una certa sicurezza che l'allargamento del mercato dei videogiochi non ha fatto bene alla qualità degli stessi, e i giornalisti attuali non stanno facendo nulla per migliorare la situazione, anzi. Loro affermano che i giochi non vengono venduti per quello che scrivono sulle riviste, se non in piccola percentuale. Però, perché cercano di seguire i gusti dei bimbi nutellosi?
La risposta l'avrei, ma potrei rendermi antipatico ...
Etichette: giornalisti, marketing, videogames


