Computer e cellulari separati dal software
Ormai tutti hanno un cellulare: i bambini, i giovani, gli adulti, i vecchi e i morenti. Tra un po' lo avranno anche i neonati. I cellulari di oggi sono delle macchine multimediali a 360°. Oltre a telefonare e mandare sms, permettono di scrivere e ricevere email, di scattare foto, di navigare su internet, di ascoltare MP3, di guardare la TV e via discorrendo.
Sembrano proprio dei piccoli computer ed in effetti, da questi, hanno preso anche i difetti. Chi non ha mai smadonnato per via del sistema operativo del proprio cellulare? Chi non ha dovuto riavviare il proprio cellofono perché era crashato? Immagino un po' tutti.
Ma la croce suprema di questa macchina infernale, il martello sui maroni, la spina nel piede, la mosca nella zuppa, il graffio sulla macchina nuova, sono i software che gestiscono lo scambio dei dati tra PC e cellulare. Sono, probabilmente, le applicazioni più buggate che mente programmatrice abbia mai creato.
Prendiamo ad esempio Nokia Suite, poiché è quello che uso. Una volta installato (e con esso tutti i driver) ho collegato il cellulare con il cavo, originale. Cavo non riconosciuto. Perfetto.
Scollego e ricollego. Nulla. Reinstallo Nokia Suite. Nulla. Provo allora ad entrare come altro utente in Windows, e funziona. Collego quindi il cellulare al cavo. Compare sullo schermo del cellulare: cavo non compatibile. Tiro giù qualche santo dal paradiso sfogliando il calendario, e dopo altri tentativi finalmente riesco a far funzionare l'accrocchio di Nokia.
Morale della favola, un'ora persa per far funzionare un programma che mi serviva solo per scaricare sul computer due foto.
A questo punto, io mi domando: che senso ha fare cellulari dalle funzioni avanzatissime, se i software fanno pena? Basta con i tool dai colori sbrillucicante per bimbiminchia, a me basta un software a linea di comando che però funzioni subito.
Sembrano proprio dei piccoli computer ed in effetti, da questi, hanno preso anche i difetti. Chi non ha mai smadonnato per via del sistema operativo del proprio cellulare? Chi non ha dovuto riavviare il proprio cellofono perché era crashato? Immagino un po' tutti.
Ma la croce suprema di questa macchina infernale, il martello sui maroni, la spina nel piede, la mosca nella zuppa, il graffio sulla macchina nuova, sono i software che gestiscono lo scambio dei dati tra PC e cellulare. Sono, probabilmente, le applicazioni più buggate che mente programmatrice abbia mai creato.
Prendiamo ad esempio Nokia Suite, poiché è quello che uso. Una volta installato (e con esso tutti i driver) ho collegato il cellulare con il cavo, originale. Cavo non riconosciuto. Perfetto.
Scollego e ricollego. Nulla. Reinstallo Nokia Suite. Nulla. Provo allora ad entrare come altro utente in Windows, e funziona. Collego quindi il cellulare al cavo. Compare sullo schermo del cellulare: cavo non compatibile. Tiro giù qualche santo dal paradiso sfogliando il calendario, e dopo altri tentativi finalmente riesco a far funzionare l'accrocchio di Nokia.
Morale della favola, un'ora persa per far funzionare un programma che mi serviva solo per scaricare sul computer due foto.
A questo punto, io mi domando: che senso ha fare cellulari dalle funzioni avanzatissime, se i software fanno pena? Basta con i tool dai colori sbrillucicante per bimbiminchia, a me basta un software a linea di comando che però funzioni subito.
Etichette: cellulari, programmatori, progresso


