FB's Blog

Daily hardware & software experiences

venerdì 11 gennaio 2008

AMD : Linux = Calcio : Palle

Come molti di voi sapranno Ati non è mai stata famosa tra gli utenti del pinguino per la qualità dei propri driver video dedicati a Linux. Anzi, a dirla tutta, questi accrocchi di righe di codice spacciati per driver venivano considerati pura purea di intestino o, volgarizzando, una merda. Con l'acquisizione di Ati da parte di AMD, e le grandi speranze risvegliate da quest'ultima attraverso annunci altisonanti (Es. apertura parziale al mondo open dei sorgenti), gli utenti linuxari speravano che qualcosa sarebbe cambiato. Se al mondo esiste gente che mangia insetti invece di una bistecca, se Britney Spears è riuscita a vendere tanti dischi, perché non sperare in driver decenti?
Convinto del fatto che AMD abbia svolto un buon lavoro in questi mesi, per il PC nuovo ho acquistato una Radeon. Da poco però, una cinquantina di euro, giusto per saggiare il terreno (E non perderci troppo nel caso debba rivenderla).
Oggi vado ad installare Fedora 8, la mia distribuzione preferita. Tutto funziona a meraviglia. E' riconosciuta ogni cosa, anche la scheda di rete wireless. Per ultimo installo i driver della scheda video, gli ultimi usciti. Riavvio il PC e ... a me sembra tutto uguale a prima.
Giro un po' tra le impostazioni, quando i miei occhi si posano su una cosa orribile, terrificante, agghiacciante ... il temuto CCC: Catalyst Control Center (Grido di terrore in sala).
Perché realizzare il porting di tale abominio anche su Linux? Perché voler prima comprare la sella e poi il cavallo? Eh già, se l'accelerazione 3D su Linux, per le Radeon, non esiste, cosa me ne può importare di un pannello di controllo articolato?
Decido comunque di dargli un'occhiata, clicco e ... non parte. Rimango comunque piacevolmente colpito dal fatto che il pannello, anche se non mi si mostra occupa la cpu al 100%, rallentando tutto il sistema. Killo il processo e mi metto a cercare su internet la soluzione al problema.
San Google pensaci tu. Ma anche il santo non trova nulla. Lurkando qua e là, comunque, osservo varie foto del CCC per linux. Prima avevo scritto che era “articolato”?
Bene, cancellate quel vocabolo. E' talmente articolato che l'unica cosa che si può modificare è la gamma dei colori. Decisamente dei driver completi, non c'è che dire.
Rimango un po' perplesso sul da farsi per qualche minuto, poi faccio spallucce e torno in Windows. Apro Firefox e mi metto a cercare una scheda video nVidia.

Morale della favola? Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quel che lascia ma non quel che trova ... 'mortacci AMD!

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martedì 25 settembre 2007

Linux si è fatto semplice

Quando cerco di convincere qualche amico ad installare GNU/linux, dopo che a questi è piaciuta una distribuzione live, come Knoppix, mi sento rispondere spesso che il sistema del pinguino poi sarà troppo complicato da configurare, che si farà tutto attraverso la linea di comando, che si dovranno cercare i pacchetti da installare in giro per il web e via di questo passo. I soliti preconcetti che girano per la rete da tempo immemore.

Questo poteva essere vero fino ad un paio di anni fa, ma ora la situazione è cambiata radicalmente. Utilizzo Linux da Fedora Core 1, uscita nel novembre 2005, e di passi in avanti ne sono stati compiuti molti, fino all’attuale Fedora 7. Prendiamo come esempio l’installer di questa distribuzione, il cui nome è Anaconda. L’installazione avviene graficamente, il tutto attraverso l’uso del mouse. Non bisogna digitare nulla, se non gli indirizzi di rete nel caso si vogliano configurare manualmente (anche se si può sempre usare la configurazione automatica) e le password dell’user e dell’utente root.

Una volta installato il SO basta aprire una volta la console per installare yumex, il pacchetto rpm di livna e Java, il tutto attraverso cinque semplici comandi. D’ora in avanti per installare qualcosa basterà utilizzare l’interfaccia grafica.

Si apre Yumex e si scelgono i programmi che servono, selezionandoli. Una volta dato il via all’installazione, ci penserà yum a gestire le dipendenze. L’utente non dovrà far altro che aspettare di aver tutto configurato in automatico: driver della scheda video, Ati o nVidia, aggiornamenti dei programmi, programmi interi o singoli codec.



Yumex in tutto il suo splendore.

Quando iniziai a utilizzare GNU/linux le cose erano molto diverse, e non è passato molto tempo, appena due anni, come ho accennato più sopra. Per installare i driver video bisognava sudare non poco, in quanto avveniva tutto a linea di comando, editando file di sistema, e se qualcosa andava storto, spesso potevate fare ciao con la mano a X, il server grafico di Linux. Mi ricordo che trovai i comandi esatti per configurare i driver nvidia, quando utilizzavo Fedora 4, su un forum ungherese. Oppure, da Fedora 3, il Kernel non riusciva ad utilizzare l’UDMA delle porte ATA mentre si utilizzava un HD Sata, con i chip set Intel 865 e 875. Il tutto era risolvibile “solamente” ricompilando il Kernel.

Insomma, non erano tutte rose e fiori, ma ora sembra che il pinguino funzioni per il meglio. Fedora 7 mi ha veramente stupito. Almeno nell’utilizzo normale, quello da semplice utente SoHo, cioè di produttività personale, l’attività si svolge senza intoppi.

Avevo iniziato ad utilizzare GNU/linux per tre motivi: per ampliare le mie conoscenze, perché vi è sempre qualche problema da risolvere, e perché è un SO gratuito e gradevole da utilizzare. Ma ora che tutto funziona senza che io debba fare nulla, o quasi, è venuto meno il secondo punto. Che debba installare Windows Vista per saziare la mia sete di bug (almeno fino all’arrivo del SP1)?

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