mercoledì 30 aprile 2008

NVIDIA cambia i nomi ma non le schede

Da qualche settimana NVIDIA ha avviato un'azione di puro marketing tesa a rinominare diverse schede grafiche. L'idea è quella di far capire all'utente che si tratta di prodotti di nona generazione ma ora indicati con un marchio che le farebbe sembrare di ottava generazione.

La prima scheda ad aver subito questo trattamento è stata la GeForce 8800GS trasformata in GeForce 9600 GSO. A questa seguiranno entro breve due ulteriori modelli di fascia bassa: la GeForce 8400 GS che diventerà GeForce 9300 GS e la GeForce 8500 GT che prenderà il nome di GeForce 9400 GS.

Cosa cambia in termini di posizionamento, di prestazioni e di caratteristiche? Nulla! Assolutamente nulla! Inoltre, il fatto di aver proposto queste schede grafiche come modelli della serie "8" non era comunque del tutto sbagliato visto che essi si basano su un chip che rappresenta giusto una piccola evoluzione rispetto al precedente.

Ma molto probabilmente le vendite non stanno andando come il camaleonte verde avrebbe desiderato e questo ha spinto l'azienda a intraprendere una strada che dovrebbe garantirle numeri superiori. L'utente che trova scritto sulla confezione della scheda o sulle caratteristiche del nuovo PC che sta acquistando "GeForce 9600 GSO" penserà di avere un prodotto migliore rispetto al "GeForce 8800 GS", ma evidentemente non è così!

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venerdì 18 aprile 2008

Tu come ci chiami?

Diverso tempo fa, quando ho pensato di voler mettere su un sito web nel quale discutere di computer e informatica, mi sono trovato a dover scegliere anche un nome. Le influenze degli allora principali modelli americani a cui mi riferivo, Tom's Hardware e Anandtech, mi hanno fatto pensare a Dinox PC.

Col passare del tempo ho incontrato diverse persone e qui mi sono accorto di un qui-pro-quo tutto sommato anche simpatico. La mia idea era quella di chiamare il sito "dinoxpc" (leggasi come scritto) e non "dino-per-pc", ma evidentemente qualcuno ha pensato che quella "x" stesse lì per indicare un "per".

Io non ho fatto assolutamente nulla per evitare questo malinteso che, ripeto, è apparso anche interessante. Tant'è che il nuovo logo che abbiamo cominciato ad utilizzare da circa 8 mesi, mette ancora più in risalto l'equivoco.

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lunedì 14 aprile 2008

Che casino fra partner e concorrenti!

Eh si questa volta forse è proprio il caso di dirlo! Un vero casino fra partners e rivali. Prendendo spunto dal post di Fottemberg, Un futuro a tre nel mercato delle CPU, abbiamo riflettuto sul fatto che oggi il destino di tre grosse aziende è più intrecciato che mai.

NVIDIA, AMD ed Intel sono concorrenti ed allo stesso tempo partners consapevoli. Tanto per farvi degli esempi concreti, AMD ha comprato ATI più di un anno fa e da allora produce e vende GPU; ma continua a vendere anche CPU. E chi fa chipset per schede madri compatibili anche con i processori Athlon e Phenom oltre ad AMD stessa? Ma sicuramente NVIDIA, la quale però è una grande produttrice anche di GPU.

Le CPU di Intel girano non solo su schede madri dotate dei propri chipset ma anche su quelle basate su chipset NVIDIA. E NVIDIA gli fa lo scherzetto non solo di fornire le piattaforme alla diretta rivale AMD ma anche ad un'altra rivale, VIA, aggiungendo una piccola postilla: "...realizzeremo un sistema completo a basso consumo e a basso costo..." che mi fa pensare tanto alla proposta di Intel nota come MID (Mobile Internet Device).

VIA, poi, produce GPU attraverso la controllata S3, anche se in questo caso la fetta di mercato è davvero molto sottile che difficilmente può impensierire NVIDIA o ATI.

Ma sicuramente non finisce qui. Continuando in questo intrigo, citiamo i chipset Intel che offrono supporto per la tecnologia CrossFire utilizzata dagli utenti di GPU della rivale AMD per realizzare sistemi Multi GPU.

Speriamo che a beneficiarne saremo noi utenti finali, speranza giustificata anche dall'andamento ,negli ultimi mesi, dei prezzi delle schede grafiche.

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venerdì 11 aprile 2008

ICT e Italia: un binomio impossibile?

Purtroppo non è solo una leggenda metropolitana ma una dura e cruda realtà. L'Italia, quella che nessuno ha tardato a definire il Belpaese per il suo clima e le sue bellezze naturali ed artistiche, oggi ha uno svantaggio rispetto agli altri Paesi in termini di tecnologia assolutamente non accettabile.

L'innovazione nell'ICT, fattore sul quale tutti hanno puntato, dai Paesi Nordici fino a quelli Orientali come la Corea, pare essere quasi completamente refrattario alla classe politica italiana. Certo che c'è da dire poi quale classe politica, praticamente assente all'appello ormai da diversi anni.

Formazione, innovazione e promozione relativa alla diffusione dell'ICT dovrebbero essere attività all'ordine del giorno per un Paese come il nostro inserito in un contesto Europeo da primi della classe. Invece non c'è la necessaria preparazione per l'utilizzo delle nuove tecnologie in quanto manca un impegno costante nello sviluppo di tutto quanto fa ICT da parte del Governo.

Risultato? Mentre tutti gli altri Paesi fanno registrare una crescita delle performance misurate dal World Economic Forum - http://www.weforum.org/ - il valore dell'Italia è rimasto invariato, anzi leggermento diminuito, da 4,21 a 4,19. Non c'è di che esserne fieri!

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martedì 1 aprile 2008

Il sound Hi-Fi che fu

L'arrivo della stagione digitale in tutti i settori del mercato tecnologico ha portato con sé innovazioni e prospettive che mai ci saremmo potuto sognare altrimenti. Ma qual'è stato il prezzo da pagare per ottenere la flessibilità offerta da videocamere e fotocamere digitali, lettori audio digitali, televisori al plasma ed LCD?

La banale risposta è: la qualità.

Oggi c'è quasi da sorridere nel vedere che marchi molto famosi presso tutti gli audiofili pubblicizzino feature quali "Compatibile con iPod" o "Ingresso USB per file MP3" relativamente ai propri
amplificatori e/o sistemi di casse audio amplificate. Se questo è quello che rimane dell'Hi-Fi allora sarebbe davvero il caso di ridenominarlo in "Hi-Fu".

Dal canto nostro ci rendiamo conto che un mercato sempre più di nicchia sta un po' stretto a tutti ma ad ogni cosa c'è un limite. Propagandare un sintoamplificatore Denon, McIntosh o un sistema surround Klipsch come Hi-Fi è cosa buona e giusta ma se, cari produttori, aveste anche aggiunto il supporto per poter gestire in qualsivoglia maniera file MP3 - brani audio degradati e qualitativamente lontani anni luce dal livello preteso da un vero audiofilo - almeno abbiate la decenza di farlo passare sottobanco!

Eh si, perché se voglio davvero ascoltare musica da un impianto ad alta fedeltà che, come è giusto che sia, costa anche migliaia di Euro, poi non posso volerci attaccare un lettore MP3 quale fonte. Non posso voler dar vita ad una siffatta creatura con della immondizia digitale. Se digitale deve essere allora devo voler puntare sul massimo. Altrimenti meglio analogico!

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