domenica 16 marzo 2008

Floppy: non dichiaratelo morto!

Ormai è chiaro che il termine floppy potrebbe essere relegato giusto ai libri di storia informatica o al massimo far parte di qualche laboratorio specializzato. Tutti noi abbiamo a disposizione chiavette USB, hard disk portatili e schede di memoria facilmente collegabili a qualsiasi PC grazie alla loro interfaccia. E con le loro attuali capacità di memorizzazione, un floppy non può essere preso in considerazione nemmeno in termini di comparazione.

Ma allora ci chiediamo come mai chi produce schede madri e chipset ha deciso di tagliare i ponti con il passato di molte tecnologie ma non con i floppy. Oggi su tutte le motherboard è presente un connettore floppy mentre non è detto che ci sia un connettore Parallel ATA, un connettore per porta parallela o per porta seriale e così via.

Il punto è che il caro vecchio floppy ha ed avrà ancora un suo spazio, una sua ragione di esistere, seppur minimale. Ieri, per esempio, stavo aggiornando il bios della mia scheda grafica e usando un programma per Windows la procedura si bloccava. Allora ho pensato: "Forse meglio usare un floppy di avvio e fare tutto in DOS". Ovviamente a questo punto scatta la ricerca del lettore di floppy, in quanto non è che è già installato nel mio computer. Apro vari cassetti, cerco fra le vecchie cose, e finalmente eccolo! Era lì con il suo cavetto già attaccato.

Apro il case del computer e collego il cavetto del floppy a caldo, collego il piccolo cavo di corrente, inserisco un floppy ed eccomi pronto a formattarlo come "floppy di avvio". Qui, come tutte le cose un po' vecchiotte, incontro il primo problema: il floppy che ho inserito nel lettore è vecchio e rovinato e non riesco ad utilizzarlo. Ne cerco un altro che per fortuna trovo. Ripeto la procedura, che stavolta va a buon fine, metto dentro anche i necessari file per l'aggiornamento del bios della scheda video, riavvio il sistema impostando il floppy come prima periferica di avvio nel bios e finalmente posso mettere sulla mia scheda grafica il bios nuovo e modificato.

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venerdì 7 marzo 2008

Blog luogo virtuale di prostituzione e autodistruttività

"... giovani e anche meno giovani esistono in quanto sono visibili su Internet", così esordisce Alessandra Graziottin - direttrice del Centro Ginecologia e Sessuologia Medica dell'Ospedale S. Raffaele di Milano - in una puntata di Porta a Porta. E continua "Internet è il loro mondo, la loro piazza, il loro paese anche se abitano in un luogo remoto" e più avanti gli farà eco qualche altro super esperto affermando che "chi scrive sui blog lo fa in quanto non è riuscito a partecipare ad uno dei tanti reality show". L'argomento di discussione prende spunto dall'omicidio di Meredith.



Sinceramente dire che di fronte a simili affermazioni io sono costernato è quasi un eufemismo. Il caro dottor Vespa dovrebbe anzitutto farsi un propria cultura personale circa gli argomenti cui è intenzionato a discutere e poi dovrebbe scegliere meglio gli ospiti visto che in una trasmissione in cui si fa dibattito dovrebbe essere presente un elemento pro ed uno contro l'oggetto di discussione.

Ma il problema, sempre a mio avviso, va molto oltre quella che potrebbe essere una cruda reazione di noi internauti ormai un po' cresciutelli e che abbiamo vissuto l'era di Internet sin dal suo esordio. La diffusione di informazioni non rispondenti alla realtà da parte di un media tradizionale quale la TV - inutile negarlo se l'hai visto in TV allora è vero - e peraltro TV pubblica pagata anche con i miei quattrini, dovrebbe essere punita allo stesso modo in cui sono puniti coloro che essi stessi definiscono "vittime dell'informazione".

Si, perché a questo punto se è vero quanto dicono questi sedicenti anchormen allora è anche vero che buona parte delle responsabilità di chi commette illeciti perché influenzato dai media è loro! Ma io non credo che le cose stiano così. Se tu usi un coltello per ammazzare una persona, vuol dire che hai compiuto un simile atto a causa del coltello?

Caro Vespa, dall'alto della tua età secolare dovresti informarti meglio e non usare la tua ignoranza come scudo. Questo ti avrebbe permesso di parlare in maniera critica, ma positivamente critica, del momento in cui Internet sarebbe diventato il più importante media di riferimento per l'informazione. Invece ti sei limitato ad etichettarlo come "una brutta giornata".

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