FB's Blog

Daily hardware & software experiences

giovedì 31 gennaio 2008

Quando il PC diventa importante

Le persone spesso si affezionano ad animali quasi come si potrebbe fare con delle persone. Capita così che questi animali vengano coccolati, viziati e tenuti in gran conto, al pari di un essere umano. Ciò non la trovo una pazzia, o un qualcosa per cui essere considerati un malato; un cane, ad esempio, si mostra più affidabile di una persona, in quanto un suo tradimento è quasi inconcepibile. Insomma, lo trovo del tutto ragionevole.
Esistono, però, anche persone che si attaccano morbosamente ad oggetti quali, ad esempio, soprammobili, libri, e via di questo passo fino a giungere al computer.
Forse è proprio questa categoria la più malata, quella dei pcisti, seconda solo a quella degli adoratori di automobili. Il computer, questo oggetto, alle volte molto costoso, che ci permette di fare le cose più impensabili, ma soprattutto che riesce ad immagazzinare una enorme quantità di dati, foto e video.
Molti videogiocatori vedono nel proprio PC una creatura semi-vivente. Sembra quasi sia considerato un parente molto prossimo, con il quale si condividono le esperienze.
Per questo molti possiamo considerarli dei turbati, persone che farebbero di tutto pur di salvare il proprio piccolino in qualsiasi situazione.



Soprattutto se al suo interno sono celati tutti quei dati che, come ho raccontato qui, hanno richiesto anni di pazienti ricerche e protezioni ...

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lunedì 28 gennaio 2008

Non è bello risparmiare o è brutto spendere?

Ogni tanto sui siti di informatica, e più raramente sui quotidiani, si può leggere un articolo sui software open source quali Firefox, Gnu/Linux o Open Office. Proprio di quest'ultimo vorrei scrivere qui.
Oggi ho mandato una email con un allegato in odt. I riceventi erano ben sei (uno è la redazione di un quotidiano), eppure nessuno è riuscito ad aprire l'allegato. Mi sono trovato costretto, quindi, a salvare il documento in doc e rispedirlo.
Molti sostengono che sono gli utenti a fare il mercato, che se un prodotto è usato allora è buono, che non è colpa di chi ha il monopolio se gli altri prodotti, e produttori, fanno la fame. Eppure c'è qualcosa che non quadra. Se ci sono utenti comuni (la stragrande maggioranza), i così detti Luser, che invece di usare un prodotto gratuito per scrivere quattro cazzate in croce usano un prodotto da almeno 100 euro (in licenza studenti), se tutte le scuole usano un prodotto a pagamento anche per far scrivere ai propri studenti le ricerche interne all'Istituto, se una redazione di un quotidiano (uno dei tre più venduti in Italia) non ha neppure un PC con un programma gratuito molto usato, in questo caso OOo, che pensieri possono vagare per la nostra mente?
Uno su tutti, che qui la pirateria è bella abbondante. L'utente medio italiano, all'estero, viene visto come un discreto piratone, e forse non hanno tutti i torti. E' anche vero che gli studenti, ai quali è stato insegnato alle scuole primarie ad usare Office, e poi si ritrovano lo stesso programma nei PC delle università, non hanno poi tutta questa voglia di spendere 100 euro o più per un qualcosa che sono costretti ad utilizzare, e che non trovano necessario.
Quest'ultima affermazione può sembrare paradossale, però se ci ragioniamo non lo è.
Molti pensano che Office sia necessario per entrare nel mondo del lavoro (è da specificare nel Curriculum che si è in grado di utilizzarlo), che ormai è uno standard e nessuna azienda ne farebbe a meno. Eppure, se non lo si compra originale, significa che non è necessario. Facendo un esempio, un'analogia, è necessario sapere scrivere per trovare lavoro, ma è indifferente se si sa scrivere con una stilografica, una penna a sfera o una matita. Una volta che si sa scrivere, lo si fa con qualsiasi mezzo adatto, a seconda delle esigenze e dei gusti. C'è chi userà una stilografica placcata oro, chi una Bic smangiucchiata in cima.
Ecco perché Office o Windows o altri programmi sono piratati, perché sono necessari ma non necessari. Sono prodotti che sono necessari in potenza, ma sostituibili in atto, parafrasando Aristotele.


Ecco quindi che bisognerebbe organizzare una campagna di sensibilizzazione nei confronti di questi programmi. Non tappezzando di pubblicità le città, le riviste o altri luoghi ameni, ma utilizzando questi programmi gratuiti nelle organizzazioni pubbliche, e magari private. Non pagando, quindi, ma risparmiando.
Poi se il Luser continuerà per la sua strada pazienza, vorrà dire che anche la madre degli utonti è sempre incinta.

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venerdì 25 gennaio 2008

La scelta del dissipatore non è semplice come sembra

Quando si acquista una CPU nuova, boxata, la prima cosa che si pensa guardando il dissipatore in bundle è: Che schifo che deve fare, dovrò prendere assolutamente un dissipatore nuovo, anche se non devo overclockare.
In effetti questi dissipatori stock, di primo acchito, non è che ispirino poi tanta fiducia. Sono brutti da vedere, spesso completamente in alluminio, senza le ormai famose heatpipe, e con la ventola rumorosa.
Eppure, nonostante questi apparenti difetti, sono spesso molto efficienti. Non parlo dei dissipatori dei processori di qualche anno fa, come quelli de i Pentium D, decisamente sottodimensionati per delle CPU così “calorose”, ma dei dissipatori di oggi.
Leggendo varie recensioni di dissipatori di grandi aziende, come Scythe, Gigabyte, Glacialtech, Akasa, Zalman, e chi più ne ha più ne metta, non si può non notare che questi, anche se costosi, come prestazioni sono peggiori dei dissipatori stock.
Prendiamo ad esempio la recensione dell'ultimo nato in casa Gigabyte, il Volar.
Il prezzo di listino in Italia è di ben 39 euro.
In questi giorni sono uscite numerose recensioni su questo prodotto, e tutte danno le medesime conclusioni: è peggiore, o nel migliore dei casi, simile, come efficienza dissipante, ai dissipatori stock di AMD e Intel.
Di seguito vi linko un paio di recensioni, così che potrete farvi un'idea:
xbitlabs
frostytech

Vi sono comunque altri prodotti scarsi come il Volar di Gigabyte. Ad esempio, lo Zalman 7000 ha ormai fatto il proprio tempo, dopo anni di onorato servizio, così come l'Hyper 48 di Coolermaster.
Non fatevi influenzare, inoltre, dai dissipatori completamente in rame. Non è detto che siano migliori di quelli che forniscono con le CPU. Ne è un esempio lo Scythe Samurai SCSM1000, decisamente inferiore al dissipatore stock di AMD.

In chiusura, per concludere il discorso, vi posso solo consigliare, prima di acquistare un dissipatore (anche per schede video o chipset), di cercarne la recensione su internet e di ponderare bene se ne vale la pena.

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mercoledì 23 gennaio 2008

Film e computergrafica: non è tutt'oro ...

Nei film americani, oggigiorno, si fa un gran uso di tecnologie informatiche e grafiche per rendere il tutto sempre più realistico e coinvolgente. Le grandi produzioni non lesinano nulla e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
Prendiamo ad esempio “I am Legend” con Will Smith.
I grafici, ammettiamolo, si sono impegnati parecchio per ricreare una New York inselvatichita e martoriata dagli effetti del virus mutante.
Certo, alcune scene sono state realizzate approssimativamente, per esempio quando vediamo la Ford Mustang dall'alto correre per la città. Sembra un videogioco.
Comunque, devo ammettere che il lavoro svolto è stato notevole.
Eppure, c'è sempre qualcosa che va ad inficiare questi risultati. Si spendono milioni di dollari per creare tutto questo ben di dio, e si cade per delle sciocchezze.
Quali sciocchezze?
Una su tutte: le auto usate dal protagonista, e da Anna, sono tirate a lucido con la cera.
La Mustang non ha un graffio ed è uno specchio. Lo stesso per la jeep che si vede nel finale.
I casi sono due, per spiegare tutto ciò; o Smith e Anna sono dei maniaci della pulizia e prima di mettersi in viaggio lucidano l'auto, o qualche predatore notturno, rimembrando il proprio passato di meccanico, si diverte a lustrare le auto per strada.


A che serve utilizzare tutta questa tecnologia, mi domando, se non saltano all'occhio queste incongruenze?
E sono stato buono a non aver tirato fuori l'Idropompa de “Il Monaco” ...

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lunedì 21 gennaio 2008

I politici e Internet: una catastrofe

Molti di voi avranno appreso che Mastella si è dimesso e che il suo partito non farà più parte della maggioranza. Si preannunciano nuove elezioni, in un momento in cui proprio non ce n'era bisogno. Non parlerò, qui, su chi bisognerebbe votare o non elargirò giudizi sul governo e sull'opposizione, non è il luogo adatto.
Però vorrei dire due parole riguardo i nostri politici e il mondo dell'informatica, internet in particolare. Sul sito multiplayer.it si sta svolgendo una petizione per evitare che l'associazione dei genitori, appoggiata dai nostri vetusti politici, crei un comitato per giudicare i videogiochi (Disegno di Legge n. 3014). Questo comitato si sovrapporrebbe al sistema Pegi europeo. Saremmo l'unico paese europeo con un doppio sistema di valutazione.
E' per queste iniziative che l'Italia è sempre stata un po' ridicola nel mondo, per il voler rendere sempre più macchinoso il sistema burocratico nazionale.
Ma ci fermassimo solo qui!
Prima parlavo di elezioni anticipate. Uno dei partiti che sarà protagonista di queste sarà il Partito Democratico, abbreviato in PD.
Se voi, lettori, frequentate forum o chat saprete benissimo a cosa è associato questo usatissimo acronimo: porco dio.
Questi politicanti, attenti a discutere del nulla, se solo avessero qualche consigliere più sveglio, avrebbero certamente evitato di chiamare il Partito Democratico ... Partito Democratico.
Quando leggo sui quotidiani, ad esempio, "La folla inneggia al PD", non posso che collegare PD alla bestemmia più sopra riportata. E mi scappa da ridere.
Certo, coloro che associano questo significato al partito sono una minoranza della popolazione italiana, ma pensate ad un gruppo politico cattolico americano che possa avere quale acronimo OMFG. Secondo voi, passerebbe inosservato?
Ecco quindi che l'ignoranza dell'ambiente politico italiano nei confronti delle tecnologie, e di internet in particolare, si mostra in tutto il suo splendore. Urbani, il Disegno di Legge n. 3014 e via discorrendo, non sono un caso, ma lo specchio della nostra società: una società che non investe sulla tecnologia.

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domenica 20 gennaio 2008

Il vocabolario dei videogiocatori italiani: Proanza

I videogiocatori PC hanno un proprio vocabolario per apostrofare le varie situazioni o gli utenti che si possono incontrare sulla rete.
Se mentre si gioca si ha un ping alto e il gioco scatta, si dice che si sta “laggando”. Se un utente di un forum scrive continuamente cose senza senso, si dice che sta “floodando”. Se un giocatore si crede una cima ma in realtà è davvero scarso, allora lo si etichetta come “niubbo”. E così via.
Come avrete notato, però, sono tutti termini che derivano dall'inglese. Laggare viene da Lag, Floodare da Flood, Niubbo da Noob.
Con questo primo articoletto, il primo di una serie, voglio farvi partecipi di quelle parole completamente italiane, create da giocatori italiani, così da rompere questa monotonia anglosassone.
Il primo termine che vado ad esporvi è “Proanza”.
Il termine è una commistione del latino “pro” (Trad. A vantaggio di) e dell'inglese “pro” (Trad. Professionista), e si può tradurre come “fare un qualcosa di ardito ma che probabilmente non sarà vantaggioso”.
Per esempio? Scaricare degli MP3 con emule con il 56K. O cercare di overclockare la CPU con una scheda madre senza fix. O lanciarsi da solo in mezzo ai terroristi, con un M16, in Counter Strike. O, ancora, lasciando il mondo informatico, lanciarsi per una pista nera quando si è un novizio dello sci.
L'invenzione del termine Proanza lo dobbiamo a due ragazzi, Ciro e Riccardo, e la leggenda narra che la parola sia stata forgiata, appunto, durante una sessione di Counter Strike, quasi due anni addietro.
Non so voi, ma di questo termine sto abusando un po' ovunque.

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venerdì 18 gennaio 2008

Pentium 4 e D: utili stufette

In chat con un amico si stava discutendo, stranamente, di computer, ram, schede madri e processori, soprattutto processori.
Si mettevano a confronto pregi e difetti delle nuove e vecchie generazioni di CPU, intervallando le disquisizioni con qualche simpatico aneddoto. Ad un certo punto è venuta fuori la classica affermazione “con il Pentium D overclockato a 4 ghz, e il vcore a 1.6v, la stanza era più calda”.
Di primo acchito tale frase potrebbe sembrare la solita cavolata sparata per ridere, esagerando quello che si pensava ai tempi.
Invece, devo ammetterlo, un fondo di verità c'è. Non prendetemi per pazzo, ma anche il mio Pentium 4 da 2,4 ghz, core Northwood D, overclockato a 3,2 ghz, sviluppava quel calore supplementare, sopra la scrivania, tale da rendere piacevole la propria permanenza al tavolo.
Quando mettevo la mano dietro il case, dove vi erano le ventole che espellevano l'aria, sentivo una brezza tiepida uscire. Ora, con il nuovo PC, che non consuma e non scalda (Circa ...), se metto la mano dietro il case sento solo aria gelida. Ed in effetti sono molto più freddoloso ora, tanto da dover alzare un po' la temperatura del termo.
Sarà un'invenzione del mio subconscio, oppure realtà? Si stava meglio quando si stava peggio?
Non saprei, però questa è la mia sensazione: i Pentium 4 erano delle utili stufette, checche se ne dica.

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giovedì 17 gennaio 2008

Celeron Dual Core: speravo in qualcosa di più

Su X-Bit Labs, il 15 di questo mese, hanno pubblicato una bella recensione sull'ultimo nato della famiglia Celeron, il Dual Core E1200, il cui prezzo attuale è di circa 55 euro.
Come avrete notato da quello che scrivo qui, e sul forum, sono un utente a cui piacciono parecchio i componenti di fascia bassa. Amo di questi la loro propensione a farsi overclockare più che bene, e l'eccellente rapporto prezzo/prestazioni.
Aspettavo da mesi l'agognata entrata dei dual core nella fascia entry level e finalmente è accaduto. Molti di voi adesso diranno che alcuni Athlon X2 per quello che costano sono da considerarsi, da tempo, di fascia bassa, ma non stiamo qui a sottilizzare; tale fascia è occupata, secondo il marketing, da due brand: Celeron e Sempron.
Tornando all'articolo possiamo notare come il Celeron, al pari dei fratelli maggori, conservi una spiccata propensione all'overclock. I ragazzi di X-Bit Labs sono riusciti a spingerlo, senza problemi, alla frequenza di 3400 mhz (dai 1600 mhz di partenza).
Negative, invece, le prestazioni raggiunte da tale processore a 3,4 ghz. I soli 256kb di cache per core sono davvero insufficienti per questa architettura. A 3,4 ghz il Celeron, nei videogiochi, è mediamente comparabile con l'E4500, che però lavora a 2,2 ghz e costa 105 euro circa, mentre a frequenza default è inferiore all'Athlon X2 4000+, il quale si può trovare al medesimo prezzo.
Un processore che non ha nulla da dire, quindi. Intel ne è consapevole e tra poco commercializzerà il Celeron E1400, operante alla frequenza di 2.0 Ghz e con il moltiplicatore x10, allo stesso prezzo dell'E1200.

In conclusione, se dovete farvi un PC e la pecunia scarseggia, le strade sono tre:
  • aspettate l'introduzione dell'E1400
  • spendete 15 euro in più e vi comprate l'E2160
  • prendete un Athlon X2 4000+

martedì 15 gennaio 2008

L'E-Book - l'inutilità dell'era digitale

Qualche giorno fa ho letto con molto interesse il post di Dino sul suo blog, intitolato “La memoria corta dell'era digitale”.
In effetti ho sempre paura che i file salvati sui miei cd e dvd vadano persi. Già alcuni supporti, dopo qualche anno, hanno cominciato a dare dei problemi in lettura. Inoltre, basta poco per rovinarli irrimediabilmente, ad esempio lasciandoli inavvertitamente vicino al termosifone.
Questi pensieri mi hanno riportato alla mente il gran parlare, fino a non molto tempo fa, degli E-Book. Cosa sono gli E-Book? Sono dei piccoli computer portatili, a cui è stata tolta la tastiera e molte altre cose, ma con uno schermo che ne occupa quasi tutta la superficie. Questi dovrebbero servire per leggere libri e quotidiani semplicemente scaricandoli dal web, senza che venga più utilizzata la carta.



In linea di massima sembrerebbe una buona invenzione, comoda soprattutto. Così giusto ieri ho voluto fare un esperimento. Mi sono munito di un tablet pc da 12” prestatomi da un amico e l'ho utilizzato come fosse un E-Book.
Per prima cosa, me lo portai in bagno, e lessi un po' il sito di La Repubblica. Quando venne il momento di appropinquarsi al bidet, sorse la prima difficoltà: dove lo appoggio? Il classico quotidiano lo piegavo e lo appoggiavo sul termosifone, ma questo piccolo gioiello della tecnica non avrebbe gradito. Metterlo in bilico sul Closet Water non se ne parlava. Lo appoggiai per terra (che schifo!) perché altro posto non c'era.
Tappa successiva fu il soggiorno. Mi misi a leggere, sempre sul tablet pc, una serie di racconti di Poe, quando la mia attenzione fu catalizzata da un insetto nero e sporco che mi volava attorno, e che si posò sul divano. Primo pensiero che mi saltò alla mente: “Appena si posa, l'ammazzo con quello che ho in mano” ... secondo pensiero, sopraggiunto giusto in tempo: “Facciamo la seconda cosa che prenderò in mano”. L'insetto subì terribile e repentina sorte grazie a un vetusto e cartaceo dizionario di tedesco.
La sera, in camera, lessi alcuni begli aneddoti storici e decisi di trascriverli. Su carta naturalmente. Dovevo simulare anche l'impossibilità, degli E-Book, dell'effettuare il copia e incolla, al contrario dei PC tradizionali

Dopo una giornata passata con questo affare posso solamente rendere grazie all'inventore della carta (un cinese di qualche migliaio di anni fa) perché se dovessi utilizzare anche solo per una settimana un E-Book, credo diventerei pazzo. E' l'avere contemporaneamente i limiti di un PC e di un libro cartaceo in un unico oggetto.

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lunedì 14 gennaio 2008

Tira più un pelo di ... che un Penryn Quad Core

Sono ancora impegnato nella stesura della seconda parte dell'articolo “Ragazze & Videogames”, nel mettere a posto i risultati di alcune interviste e questionari, e nel trovare qualche bella citazione ad effetto. Ma soprattutto mi vedo sempre costretto a rettificare quello che scrivo per delle nuove scoperte! Qualche giorno fa il buon Mitch ha scritto una news su un monitor di Alienware (casa nota soprattutto nell'ambiente enthusiast) e ha linkato un'intervista realizzata dalla giornalista Veronica Belmont, la quale lavora per la testata online Engadget.com.


Subito son partiti, anche in chat, numerosi complimenti alla ragazza, al suo bel viso e al generoso decolte'. Sinceramente per come parla mi sembra una mezza invasata, però nell'ambiente videoludico riscuote un discreto successo. Veronica scrive sul proprio blog, seguito principalmente da ragazzi, ed ha anche una pagina di wikipedia ad essa dedicata. Non c'è che dire, i videogiocatori sono proprio degli allupati!

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domenica 13 gennaio 2008

Ho da poco il PC nuovo, e già lo voglio cambiare

Dopo aver provato con mano le mirabili prestazioni dei driver Linux di AMD sono sempre più convinto di cambiare scheda video. Questa voglia di cambiamento mi sta spingendo anche a trovare una sostituta per l'AsRock che attualmente ho nel case. Non perché la scheda funzioni male, o mi abbia deluso, tutt'altro, mi ha piacevolmente colpito come prestazioni, ma dopo aver provato l'ebrezza di un overclock sul Sempron mi sono galvanizzato. Forse non lo saprete lettori, ma sono sempre stato un estimatore dei processori low budget (Ah, i tempi del Duron ...), di quelli che occupano la fascia di prezzo più bassa. Un po' perché in campo informatico sono di braccine corte, un po' perché se si “frega” ... pazienza. Ecco quindi l'idea di comprare una scheda madre di fascia medio-alta per un processore di fascia bassissima!
Sì, può sembrare una pazzia, ed in effetti lo è. Devo ponderare bene la scelta della scheda madre. Dovrà essere longeva, capace di supportare i Phenom, con un'alimentazione ad almeno 5 fasi e dotata delle più utili porte, come la fireware. Non dovrò cambiarla per almeno due anni.
La mia attenzione si è focalizzata sulle nuove schede basate sul chip set AMD 790X, quello di fascia media. Sinceramente comprerei anche subito una di queste schede, ma c'è una cosa che mi frena: il south bridge. E' ancora il vecchio SB600, limitato in ogni dove, e dalle prestazioni non proprio esaltanti.
Sono qui con la voglia di cambiare, ma non c'è nulla per cui cambiare. Credo proprio dovrò attendere la commercializzazione di schede madri con l'SB700. Ma quando arriveranno? Neppure in AMD lo sanno. I 3 Ghz daily use dovranno aspettare.

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sabato 12 gennaio 2008

Il santo protettore dei videogiocatori

Nella mitologia greca e romana Dei e semi Dei erano, oltre che potenti, anche protettori di persone o categorie di persone. Hermes, o Mercurio a Roma, era il protettore dei commercianti e dei ladri (quanto mai veritiero questo affiancamento), Apollo lo era dei poeti, Efesto dei fabbri, e così via. Il cristianesimo rinverdì questa tradizione e non c'è santo che non sia protettore di qualcosa. Santa Chiara, ad esempio, prima donna francescana, non poté assistere al funerale di San Francesco, così Dio glielo mostrò su una parete della sua cella, come fosse proiettato. Per questo Santa Chiara è patrona della televisione, del cinema e di chi ci lavora. Oppure Santa Barbara (Martire del III d.c.) che, rifiutatasi di seguire gli dei pagani e di sposarsi attraverso un matrimonio combinato, fu uccisa dal padre in maniera atroce. Per punizione l'uomo venne fulminato (in senso letterale) da Dio. Per questo Santa Barbara è patrona degli artiglieri, perché anche questi possono provocare la morte con un tuono, cioè il colpo del cannone.
Sapendo che tutti hanno un patrono, non vi è mai sorta la curiosità di sapere se anche i programmatori, o i videogiocatori, o gli utilizzatori del PC in generale ne hanno uno?
Anche i programmatori, infatti, ne hanno uno ufficiale, scelto dalla Chiesa nel 2002: Sant’Isidoro di Siviglia.
Sinceramente, osservando la sua biografia, non trovo nulla che possa associarlo ai programmatori, se non che era un uomo molto colto, appassionato di qualsiasi materia si studiasse. Forse ai giorni nostri avrebbe imparato ogni linguaggio di programmazione conosciuto.
Più simpatica, invece, la scelta, non ufficiale, da parte dei pcisisti americani di Sant'Espedito, quale protettore del Web. Perché proprio lui? Ci sono divertenti versioni sul perché di questa scelta, ma la più bella trovo che sia la seguente: nel 1871 il corpo di un santo francese sepolto a Parigi fu mandato via aerea in un convento di suore negli USA. Poiché nessuno sapeva come questi si chiamasse, e poiché sulla cassa che lo accoglieva era stato scritto “Expedite” per accelerarne l'arrivo, gli fu dato il nome di Espedito.
Forse può sembrare un'assurdità, e probabilmente lo è, ma di cose simili anche in Italia ne sono accadute parecchie. Ad esempio in Piemonte è famoso San Pietro in Vincoli. I piemontesi lo chiamavano, in dialetto, San Pè d'i côi. In seguito il nome fu di nuovo italianizzato, ma fu tradotto come San Pietro dei Cavoli, il quale divenne, seppure inesistente, protettore degli ortolani piemontesi.
Visto che far i santi non è poi così difficile, a quanto pare, perché non cercare anche il santo protettore dei Videogiocatori?

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venerdì 11 gennaio 2008

AMD : Linux = Calcio : Palle

Come molti di voi sapranno Ati non è mai stata famosa tra gli utenti del pinguino per la qualità dei propri driver video dedicati a Linux. Anzi, a dirla tutta, questi accrocchi di righe di codice spacciati per driver venivano considerati pura purea di intestino o, volgarizzando, una merda. Con l'acquisizione di Ati da parte di AMD, e le grandi speranze risvegliate da quest'ultima attraverso annunci altisonanti (Es. apertura parziale al mondo open dei sorgenti), gli utenti linuxari speravano che qualcosa sarebbe cambiato. Se al mondo esiste gente che mangia insetti invece di una bistecca, se Britney Spears è riuscita a vendere tanti dischi, perché non sperare in driver decenti?
Convinto del fatto che AMD abbia svolto un buon lavoro in questi mesi, per il PC nuovo ho acquistato una Radeon. Da poco però, una cinquantina di euro, giusto per saggiare il terreno (E non perderci troppo nel caso debba rivenderla).
Oggi vado ad installare Fedora 8, la mia distribuzione preferita. Tutto funziona a meraviglia. E' riconosciuta ogni cosa, anche la scheda di rete wireless. Per ultimo installo i driver della scheda video, gli ultimi usciti. Riavvio il PC e ... a me sembra tutto uguale a prima.
Giro un po' tra le impostazioni, quando i miei occhi si posano su una cosa orribile, terrificante, agghiacciante ... il temuto CCC: Catalyst Control Center (Grido di terrore in sala).
Perché realizzare il porting di tale abominio anche su Linux? Perché voler prima comprare la sella e poi il cavallo? Eh già, se l'accelerazione 3D su Linux, per le Radeon, non esiste, cosa me ne può importare di un pannello di controllo articolato?
Decido comunque di dargli un'occhiata, clicco e ... non parte. Rimango comunque piacevolmente colpito dal fatto che il pannello, anche se non mi si mostra occupa la cpu al 100%, rallentando tutto il sistema. Killo il processo e mi metto a cercare su internet la soluzione al problema.
San Google pensaci tu. Ma anche il santo non trova nulla. Lurkando qua e là, comunque, osservo varie foto del CCC per linux. Prima avevo scritto che era “articolato”?
Bene, cancellate quel vocabolo. E' talmente articolato che l'unica cosa che si può modificare è la gamma dei colori. Decisamente dei driver completi, non c'è che dire.
Rimango un po' perplesso sul da farsi per qualche minuto, poi faccio spallucce e torno in Windows. Apro Firefox e mi metto a cercare una scheda video nVidia.

Morale della favola? Chi lascia la strada vecchia per la nuova, sa quel che lascia ma non quel che trova ... 'mortacci AMD!

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lunedì 7 gennaio 2008

Il ritorno dalle vacanze

Eccomi di ritorno dalle vacanze natalizie. Era dai tempi delle elementari che non facevo una vacanza tanto lunga, ben dieci giorni, buona parte dei quali li ho passati a sciare. O meglio, ad imparare a sciare, visto che non mi sono mai dilettato in questo sport prima. Devo dire che non me la sono cavata male. Sono passato dalle centinaia di cadute della prima giornata, alle zero dell'ultima. Un miglioramento notevole, dal mio punto di vista.
Spero che anche voi abbiate passato un buono, se non ottimo, periodo natalizio, il quale sicuramente sarà stato immortalato in una quantità immane di fotografie, con parenti, amici e, se la sorte vi ha arriso, belle ragazze (o bei ragazzi).
Anche io ed i miei amici sulle piste abbiamo scattato un discreto numero di foto, e riprendendo un post passato, riguardante i fumetti realizzati con Gimp, voglio farvi vedere questa immagine.

Grazie ad una notevole botta di culo, l'autore di questa foto, è riuscito a realizzare una sovrapposizione fittizia di due piani, tale da rendere i soggetti più lontani dei soggetti reali del primo piano, quasi fossero dei piccoli lillipuziani!
Magnifica!



Ci sarebbe anche un'altra foto, dove il soggetto sono io (in calzamaglia, lol) prima di partire per le piste innevate, ma preferisco non metterla: anche qui lo scatto ha realizzato uno strano effetto per cui sembra che abbia le gambe lunghe metà del busto. Terribile!

Spero quella foto vada persa ...

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