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lunedì 21 gennaio 2008

I politici e Internet: una catastrofe

Molti di voi avranno appreso che Mastella si è dimesso e che il suo partito non farà più parte della maggioranza. Si preannunciano nuove elezioni, in un momento in cui proprio non ce n'era bisogno. Non parlerò, qui, su chi bisognerebbe votare o non elargirò giudizi sul governo e sull'opposizione, non è il luogo adatto.
Però vorrei dire due parole riguardo i nostri politici e il mondo dell'informatica, internet in particolare. Sul sito multiplayer.it si sta svolgendo una petizione per evitare che l'associazione dei genitori, appoggiata dai nostri vetusti politici, crei un comitato per giudicare i videogiochi (Disegno di Legge n. 3014). Questo comitato si sovrapporrebbe al sistema Pegi europeo. Saremmo l'unico paese europeo con un doppio sistema di valutazione.
E' per queste iniziative che l'Italia è sempre stata un po' ridicola nel mondo, per il voler rendere sempre più macchinoso il sistema burocratico nazionale.
Ma ci fermassimo solo qui!
Prima parlavo di elezioni anticipate. Uno dei partiti che sarà protagonista di queste sarà il Partito Democratico, abbreviato in PD.
Se voi, lettori, frequentate forum o chat saprete benissimo a cosa è associato questo usatissimo acronimo: porco dio.
Questi politicanti, attenti a discutere del nulla, se solo avessero qualche consigliere più sveglio, avrebbero certamente evitato di chiamare il Partito Democratico ... Partito Democratico.
Quando leggo sui quotidiani, ad esempio, "La folla inneggia al PD", non posso che collegare PD alla bestemmia più sopra riportata. E mi scappa da ridere.
Certo, coloro che associano questo significato al partito sono una minoranza della popolazione italiana, ma pensate ad un gruppo politico cattolico americano che possa avere quale acronimo OMFG. Secondo voi, passerebbe inosservato?
Ecco quindi che l'ignoranza dell'ambiente politico italiano nei confronti delle tecnologie, e di internet in particolare, si mostra in tutto il suo splendore. Urbani, il Disegno di Legge n. 3014 e via discorrendo, non sono un caso, ma lo specchio della nostra società: una società che non investe sulla tecnologia.

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