Linux si è fatto semplice
Quando cerco di convincere qualche amico ad installare GNU/linux, dopo che a questi è piaciuta una distribuzione live, come Knoppix, mi sento rispondere spesso che il sistema del pinguino poi sarà troppo complicato da configurare, che si farà tutto attraverso la linea di comando, che si dovranno cercare i pacchetti da installare in giro per il web e via di questo passo. I soliti preconcetti che girano per la rete da tempo immemore.
Questo poteva essere vero fino ad un paio di anni fa, ma ora la situazione è cambiata radicalmente. Utilizzo Linux da Fedora Core 1, uscita nel novembre 2005, e di passi in avanti ne sono stati compiuti molti, fino all’attuale Fedora 7. Prendiamo come esempio l’installer di questa distribuzione, il cui nome è Anaconda. L’installazione avviene graficamente, il tutto attraverso l’uso del mouse. Non bisogna digitare nulla, se non gli indirizzi di rete nel caso si vogliano configurare manualmente (anche se si può sempre usare la configurazione automatica) e le password dell’user e dell’utente root.
Una volta installato il SO basta aprire una volta la console per installare yumex, il pacchetto rpm di livna e Java, il tutto attraverso cinque semplici comandi. D’ora in avanti per installare qualcosa basterà utilizzare l’interfaccia grafica.
Si apre Yumex e si scelgono i programmi che servono, selezionandoli. Una volta dato il via all’installazione, ci penserà yum a gestire le dipendenze. L’utente non dovrà far altro che aspettare di aver tutto configurato in automatico: driver della scheda video, Ati o nVidia, aggiornamenti dei programmi, programmi interi o singoli codec.

Quando iniziai a utilizzare GNU/linux le cose erano molto diverse, e non è passato molto tempo, appena due anni, come ho accennato più sopra. Per installare i driver video bisognava sudare non poco, in quanto avveniva tutto a linea di comando, editando file di sistema, e se qualcosa andava storto, spesso potevate fare ciao con la mano a X, il server grafico di Linux. Mi ricordo che trovai i comandi esatti per configurare i driver nvidia, quando utilizzavo Fedora 4, su un forum ungherese. Oppure, da Fedora 3, il Kernel non riusciva ad utilizzare l’UDMA delle porte ATA mentre si utilizzava un HD Sata, con i chip set Intel 865 e 875. Il tutto era risolvibile “solamente” ricompilando il Kernel.
Insomma, non erano tutte rose e fiori, ma ora sembra che il pinguino funzioni per il meglio. Fedora 7 mi ha veramente stupito. Almeno nell’utilizzo normale, quello da semplice utente SoHo, cioè di produttività personale, l’attività si svolge senza intoppi.
Avevo iniziato ad utilizzare GNU/linux per tre motivi: per ampliare le mie conoscenze, perché vi è sempre qualche problema da risolvere, e perché è un SO gratuito e gradevole da utilizzare. Ma ora che tutto funziona senza che io debba fare nulla, o quasi, è venuto meno il secondo punto. Che debba installare Windows Vista per saziare la mia sete di bug (almeno fino all’arrivo del SP1)?
Etichette: fedora, GNU/linux, sistemi operativi


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