Poste pawaaah!

Date novembre 12, 2011

Poteva mancare un altro articolo sulle Poste? No, certamente. Non per colpa dei dipendenti del singolo ufficio, ci mancherebbe, loro sono degli agnelli sacrificali, da dare in pasto ai clienti, ma è colpa dei dirigenti e di chi gestisce le procedure. Ma veniamo la fatto.

Un lunedì pomeriggio di due settimane fa vado nel Postamat dell’ufficio postale della mia città. Erano ormai mesi che non prelevavo più nulla con la mia postepay e mi ero scordato il pin. Mi ricordavo però a grandi linee il codice: xxxyx. C’era solo da indovinare la X e la Y. Digito per quattro volte, e mi va male (c’è da dire che per due volte ho digitato male perché la tastiera del postamat funziona in maniera obbrobriosa: prende un imput come due, cioè digito una volta mi segna due cifre, ma vabbeh). Decido di tentare la quinta volta, conscio che se mi va male mi verrebbe trattenuta la carta. E così accade.

Entro allora nell’ufficio postale, prendo il numero, aspetto e quando è il mio turno chiedo che mi venga ridata la postepay (roba da 5 minuti). Mi si risponde che può farlo solo il direttore di filiale e che adesso è assente. C’è solo di mattina. Sfortunatamente per tutta la settimana, da martedì a venerdì, a partire dal giorno seguente, sarei stato via dalla mia città per tutto il giorno (parto alle 6 di mattina, torno alle 20.00) e quindi mi sarebbe stato impossibile incontrarlo. Mi viene detto che, comunque, sabato il direttore ci sarebbe stato. Ottimo, sarei venuto sabato.

Torno sabato e il direttore c’è. Chiedo di vederlo per farmi ridare la carta. Lo incontro e mi dice che non è possibile. Dopo 4 giorni la carta viene spedita a Roma: è il regolamento. L’hanno spedita il giorno prima del mio arrivo. Sfiga.

Mi da allora il numero 8000003322 per richiedere la restituzione della carta.

Chiamo 3 volte, non mi risponde nessuno (50 minuti in linea totali). Chiamo la quarta volta, qualcuno risponde.

Chiedo di riavere la carta. Mi dicono che non è il numero giusto: annamo bene. Chiedo il numero giusto. L’addetto mi passa direttamente l’operatore per evitare altra perdita di tempo: molto gentile, almeno.

L’addetta al call center che risponde è quella giusta, ma mi dice che di questa procedura (l’invio della postepay a Roma) non ne sa nulla. Non è in loro potere restituire le postepay. Mi devo rivolgere all’ufficio postale dove la PP è stata “catturata”.

Le dico che loro mi hanno detto di telefonare, perché non possono farci nulla, lei mi dice che mi devo rivolgere ai primi perché loro non possono farci nulla: deve essere un regolamento interno del mio ufficio postale, sconosciuto a Roma (Però imposto da Roma: WTF?!). In pratica, nessuno può farci nulla. La mia PP sembra finita in un limbo.

Allora mi dice di fare così: vada nell’ufficio postale, e ci faccia chiamare, così vediamo di risolvere la situazione, altrimenti si va avanti all’infinito.

Mi ricorda questo:


Scusate la prosa didascalica e asettica, ma se avessi dovuto giostrare la vicenda in maniera più fluida sarebbe stata piena di insulti e bestemmie. E’ incredibile come le Poste, a distanza di anni e aggiornamenti, siano sempre le solite vecchie care Poste: come faremmo senza?

Share

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.