I social network e la poca tutela per i minori
ottobre 1, 2011
Chi mi segue da un po’ conosce bene il mio pensiero circa il connubio “Social Network” e “Privacy”. Chi decide di utilizzare un qualunque servizio social sul web accetta automaticamente di non poter avere più privacy sui contenuti che pubblicherà .
Ma, detto questo, vorrei puntualizzare che la tutela della privacy dei minori è ben altra faccenda. Quando si parla di ragazzi e bambini, il cui utilizzo dei social network dovrebbe essere permesso solo se seguiti dai genitori e dopo averne compreso i rischi, la questione si fa molto più delicata. La protezione dei loro dati sensibili dovrebbe essere presa in seria considerazione e, nel caso le tutele offerte dallo strumento non siano sufficienti, non dovrebbero usarlo affatto.
Questo è sì un mio pensiero ma non sono le mie affermazioni a dar peso alla cosa: è invece la stessa Commissione Europea che ha svolto un’indagine per capire quanto i social network siano in grado di tutelare la privacy dei minori. Sono stati messi sotto la lente 9 siti web social e solo 2 di essi hanno superato l’esame. Habbo Hotel e Xbox Live dimostrano che è possibile garantire la riservatezza dei ragazzi permettendo l’accesso al profilo solo da altri utenti presenti nella loro lista di contatti ed evitando così che qualunque sconosciuto possa accedervi. Negli altri casi i minori possono essere contattati attraverso messaggi pubblici o privati ed i profili possono essere visti anche dagli amici degli amici.
I principi della Carta europea scritta per rendere i social network sicuri dovranno essere rispettati: è questo l’impegno che ha preso la vice presidente della Commissione europea Neelie Kroes, affermando di essere al lavoro circa una strategia per rendere il web un posto non solo divertente ma anche più sicuro per i min0ri.




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