AMD Bulldozer: il marketing vs. la tecnica (aggiornato)
ottobre 16, 2011
La settimana appena trascorsa è stata dominata dall’annuncio delle CPU AMD Zambezi, le prime per sistemi desktop basate sulla nuova architettura Bulldozer. Purtroppo queste arrivano con un ritardo incredibile: come riporta meticolosamente Michele ‘Mitch’ Carasia nella recensione pubblicata sulle pagine del nostro sito, sono passati circa tre anni e mezzo dal primo annuncio datato Aprile 2008 e oltre due anni e mezzo dalla disponibilità al pubblico inizialmente prevista.
Come può dunque una CPU progettata per essere sul mercato da almeno due anni competere con i prodotti attuali, considerando anche la velocità con cui il settore high-tech si muove? In due anni e mezzo, la rivale Intel ha tirato fuori due nuove generazioni di CPU e la terza è in arrivo.
Per ovviare al problema AMD ha pensato di agire (correttamente) sui processi, sull’ingegneria e sull’architettura. Ha però strigliato anche il reparto marketing. Cosa corretta per carità, ma solo fino a quando tale reparto non adotta delle azioni che sono al limite della decenza.
Io faccio test, analizzo le architetture dal punto di vista tecnico, cerco di capire quali sono gli aspetti positivi e negativi di un determinato prodotto, esamino i numeri. Capire le strategie del marketing non è il mio forte. Sarà anche per questo che non amo determinate “manipolazioni”.
- La questione 8-core. Sono sempre stato combattuto nel dare una precisa collocazione alle CPU Zambezi. Si tratta di un’architettura a 8 core con prestazioni inferiori a quelle di un modello dotato di 8 core indipendenti oppure di un’architettura a 4 core fortemente ottimizzati (lo stesso dubbio è in seno alla stessa AMD visti questi documenti)? Oggi credo però di avere le idee più chiare e posso affermare che se Zambezi fosse stata presentata come una CPU-quad-core-super-mega-ottimizzata ai miei occhi sarebbe apparsa decisamente più interessante. Come dire, quando si creano aspettative di un certo tipo, come ha fatto il reparto marketing di AMD, sarebbe bene poi rispondere con i fatti.
- La questione IPC. Un vantaggio ulteriore nel considerare Bulldozer come una CPU quad-core risiede nella valutazione dell’IPC. Mentre ora siamo tutti d’accordo nel confrontare le prestazioni del singolo core di BD con quelle di un singolo core di Phenom II o Sandy Bridge, seguendo il ragionamento suddetto dobbiamo prendere in considerazione le prestazioni del singolo modulo.
- La questione consumi. Un ulteriore fattore che non ha giocato in favore di AMD è quello dei consumi: si parla in ogni dove di ottimizzazioni, di clock gating, di riduzione del numero di transistor. Tutto questo purtroppo lo si vede solo nelle prestazioni, ben al di sotto delle aspettative, ma non nei consumi che invece sono ben superiori rispetto a quelli di piattaforme concorrenti e di precedente generazione.
- La questione miglioramenti futuri. AMD è conscia di tutte queste problematiche tanto da aver fornito già una roadmap degli sviluppi futuri di Bulldozer (Piledriver, Steamroller ed Excavator) evidenziando miglioramenti prestazionali anche fino al 60% entro i prossimi tre anni: seppure ambiziosi e tutti da verificare, saranno realmente sufficienti? Le attuali CPU Intel Sandy Bridge, sono già in grado di fornire prestazioni ben superiori a quelle di Bulldozer in determinati ambiti. E non dimentichiamo che anche Intel prevede una serrata roadmap per i prossimi anni.
- La questione overclock. Il fatto di essere una CPU completamente sbloccata e di poter agire liberamente anche sulla frequenza del bus, garantisce a queste soluzioni un discreto appeal verso gli overclockers. Ma, almeno con raffreddamenti tradizionali, il loro potenziale non pare essere così superiore a quello di una CPU Sandy Bridge. Ben diverso è il discorso con sistemi estremi ove la disponibilità di valori di moltiplicazione elevati permette di raggiungere frequenze da record.
- La questione prezzo. A questo punto AMD è stata costretta ad agire in maniera aggressiva sui prezzi per garantire un degno posizionamento delle nuove CPU. Il modello top di gamma AMD FX-8150 costa meno di un Core i5-2500K. Peccato però che AMD non abbia altro per competere contro la rivale che dai 250 dollari in su regna sola e incontrastata. Sono certo che se AMD fosse in grado di competere anche sulla fascia alta del mercato, i prezzi di simili CPU sarebbero notevolmente più interessanti.
Tutto ciò resta solo qualcosa visto dalla mia prospettiva. E’ chiaro che l’utente finale, probabilmente poco avvezzo a simili valutazioni e sicuramente non sempre ben informato, potrebbe essere abbagliato dalla luce degli 8 core. In quel caso si che il reparto marketing avrebbe fatto bene il suo lavoro.
UPDATE: sembra che anche la stessa AMD sia d’accordo con noi -> http://blogs.amd.com/play/2011/10/19/truth-in-numbers/


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