Un interessante studio di mercato: videogames per linux?
aprile 19, 2011
La Frozenbyte è una software house finlandese famosa per aver dato alla luce il videogioco fantasy Trine nel 2009, il quale ha riscosso un discreto successo di pubblico.Questa software house indipendente, cioè che non fa parte di nessun grande gruppo (ad esempio EA, Activision, ecc), ha deciso di promuovere un nuovo sistema di vendita, permettendo al compratore di acquistare i videogiochi tramite un’offerta del tutto libera. A dire il vero non è del tutto nuovo questo sistema, in quanto, ad esempio, i Radiohead, nel 2007, avevano provato a far lo stesso con il loro nuovo album “In Rainbows”, con risultati incoraggianti, anche se poi il sistema è stato abbandonato, a favore della distribuzione tradizionale per grandi marchi (iTunes e case discografiche).
Resta comunque il fatto che il bundle proposto da Frozenbyte, intitolato “The humble Frozenbyte bundle“, sta riscuotendo un ottimo successo, sia per numero di download sia per incasso acquisito (ad oggi, 134K download per un incasso di 680K dollari).
I giochi facenti parte di questo bundle funzionano su tre diversi sistemi operativi: Windows, OsX e GNU/Linux.
Un’altra cosa interessante, probabilmente quella più interessante, è che vengono mostrate le statistiche di vendita.
I compratori che utilizzano Windows sono circa il 55%, e l’offerta media di un utente di Windows è pari a 4 dollari (per un totale di 260.000 dollari circa).
I compratori che utilizzano OsX sono circa il 20% e la loro offerta media è pari a 6 dollari (per un totale di 100.000 dollari circa).
I compratori che utilizzano GNU/Linux sono circa il 25% e la loro offerta media è pari a 11 dollari (per un totale di 300.000 dollari circa).
Da queste statistiche possiamo trarre alcune considerazioni:
- gli utenti windows anche se sono la maggior parte, sono relativamente tirchi. Questo è dimostrato dal fatto che la maggior parte dei videogiocatori ha il SO piratato: perché comprare un gioco originale se posso averlo gratis?
- gli utenti Apple, per il momento, non sono né carne né pesce: giocano come farebbero dei casual gamers e quindi vogliono spendere poco, ma al contempo non sottoprezzano eccessivamente il lavoro altrui;
- gli utenti Linux, al contrario di quello che si pensa, non sono arraffoni. Solo perché usano un SO gratuito non significa che non accettino il mercato. Anzi, probabilmente, riconoscono più degli utenti Windows e OsX il gravoso lavoro che sta dietro alla realizzazione di un software, un videogioco in questo caso, e quindi sono più restii a “rubare” il lavoro altrui.
Queste considerazioni ci portano ad una conclusione: realizzare videogiochi per Linux sarebbe davvero uno spreco di risorse?


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aprile 28th, 2011 alle 19:59
mi pare abbastanza ovvio che oggi come oggi nessuna grande software house si metterebbe a sviluppare giochi per linux
aprile 29th, 2011 alle 15:24
Eh sì. Però è anche vero che finché non c’è nessuno che sviluppa per Linux, questo rimarrà sempre di nicchia. E’ un cane che si morde la coda. :\