Sentirsi vecchi e non esserlo: il bello dell’informatica
dicembre 29, 2010
Stavo rimettendo a posto la mia camera delle meraviglie (aka il mio piccolo laboratorio, non la considero nemmeno la camera da letto, eheh) quando, dopo aver spostato l’ennesimo componente, mi sono meravigliato di quante marche, più o meno famose, siano scomparse nell’arco degli ultimi tre lustri. Così, ricordandole, mi sono venute in mente quelle schede che, anni fa, mi sarebbe piaciuto possedere e che, soprattutto per motivazioni economiche, non ho potuto avere tra le mani.
Penso così a Soyo, e alla sua scheda per socket 478 SY-P4I875P DRAGON 2 nella versione Platinum Edition, con il PCB argentato e i connettori viola, alla Epox e alla mai dimenticata 8rda3+, l’unica scheda socket 462 capace di rivaleggiare con la NF7-S 2.0, anche questa realizzata da un’altra grande marca ormai scomparsa, ABIT. Di quest’ultima mi vengono in mente anche la IC7-Max3, la AN7 e le ancora più anziane VH6T e ST6, delle fantastiche schede madri per socket 370. E in questa carrellata come si fa a dimenticare DFI, la quale recentemente ha abbandonato il mercato retail? Quanti ricordi risveglia in un overclocker la sigla NF4 Ultra-D?
Oltre a questi mostri non vanno comunque tralasciate marche meno prestigiose ma che comunque sono state ottime, come QDI o Soltek. E nelle schede video? Anche qui tanti marchi sono scomparsi. Ricordo con nostalgia STB, assorbita da 3Dfx e poi fallita, Diamond, resuscitata recentemente, ma solo di nome, Orchid, famosa durante l’era delle Voodoo 2, e ancora i produttori di chip, come S3, Cirrus Logic, Rendition e tante altre.
Ricordando tutto ciò, quello che queste compagnie hanno realizzato, la loro nascita e la loro morte, sento di concordare con chi dice che un anno nel mercato informatico è pari a più di una decade nel mercato tradizionale. Davvero troppi cambiamenti ed eventi sono avvenuti in così pochi anni. Ho solo 27 anni e, alla luce di questo, mi sento già un vecchio prossimo alla pensione, in quanto a ricordi (informatici). Forse è proprio questo il bello dell’informatica, anche se risveglia in me una certa nostalgia.


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dicembre 29th, 2010 alle 15:13
Ricordo con piacere QDI in quanto è stata la prima a fornirci delle schede madri in prova. Si tratta di una decina di anni fa circa. La Kudoz K7, ad esempio. A questa seguì poi Shuttle (allora faceva schede madri, non mini PC), e poi altri nomi fra cui quasi tutti quelli citati da te e anche altri come Chaintech (diventata poi Walton Chaintech e poi scomparsa)… A proposito… Chi ricorda il chip grafico SiS Xabre? O Matrox Parhelia?
dicembre 29th, 2010 alle 19:51
QDI è stata anche la prima mobo che montai sul mio primo PC IBM/compatibile (come venivano chiamati gli assemblati). Poi venne Soyo, dopo un paio di Asus bruciate in pochi giorni (da qui il mio astio verso Asus, anche se ogni tanto la uso XD). Chaintech dovrebbe esiste ancora, ma non produce più mobo e sv, solo ram e ssd. Si vede che sono più remunerativi (e l’ha capito prima di Epox e Abit
).
Di Matrox ricordo con piacere anche M3D, la sua scheda only 3D per contrastare 3Dfx. Buona, ma troppo costosa. Ah, quanto ci sarebbe da parlare su questi argomenti. ç_ç
gennaio 23rd, 2011 alle 14:11
Aggiungo Hercules per le schede audio, erano una bomba… mentre svelerò un fatto straordinario: la mia scheda video di riserva, ancora adesso è una Matrox Mystique 8 mb PCI (non express)
gennaio 23rd, 2011 alle 15:29
E’ vero, mi sono dimenticato di Hercules, la quale fu la prima casa ad utilizzare i chip video Kyro: mi ricordo delle recensioni entusiastiche, per delle schede video di fascia medio/bassa. Mitica la Mystique, è stata davvero una gran scheda, peccato Matrox abbia abbandonato il mercato consumer. ç_ç