L’ignoranza in TV riguardo la multimedialità: oltre i confini della scienza

Date dicembre 25, 2010

E’ incredibile come in queste ultime settimane vi sia un climax continuo riguardo la censura web e la limitazione della libertà dell’individuo. Senza stare a parlare di Wikileaks e della paura che i nostri politici e governanti nutrono nei confronti di internet e del mezzo multimediale in generale, mi spaventa soprattutto il pensiero della gente comune, il popolo villico, per essere politicamente scorretto. In particolare mi vorrei soffermare su due affermazioni che sono state pronunciate nel programma “Pomeriggio sul 2″ questa settimana, entrambe le volte mentre si parlava della scomparsa di Yara. In una puntata Irene Pivetti propugnava l’idea di riempire città, strade, case, palazzetti dello sport, supermercati, ed ogni edificio pubblico e privato di telecamere di sorveglianza, in quanto la perdità di libertà è secondaria rispetto alla salvezza anche di una singola vita umana. In un’altra puntata Samanta DeGrenet auspicava la creazione di un programma, a cura del Governo italiano, da installare nel PC famigliare per impedire ai ragazzi (ma anche agli adulti) di frequentare determinati siti e utilizzare determinati programmi di messaggistica, in quanto i genitori non hanno il tempo di seguire i figli, la scuola non da gli strumenti adatti e la coercizione è superiore all’educazione in questo ambito: “non ti spiego perché non devi usarli, semplicemente ti vieto di usarli”. Naturalmente queste proposte hanno sollevato l’entusiasmo del pubblico in studio, sebbene dette da donne tutt’altro che … ed ho detto tutto (cit. Peppino de Filippo in “Toto’, Peppino e la malafemmina”)
Alla luce di questo, mi domando come si possa pretendere che i bambini e i ragazzi di oggi possano crescere indipendenti e sani civicamente. I genitori prediligono la strada semplice della forza nell’educazione (come in 1984 di Orwell: l’ignoranza è forza), e questo crea una generazione di cittadini privi delle basi critiche e culturali necessarie per sfruttare pienamente gli strumenti tecnologici che vengono loro messi a disposizione. Le telecamere sarebbero, secondo il pensiero burino, un utile strumento per evitare di insegnare ai figli di non fidarsi degli sconosciuti, mentre il fantasticato programma del ministero eviterebbe ai genitori quella noiosa e ripetitiva tiritera giornaliera per spiegare ai figli i concetti di bene e male, così difficili da rendere nelle scale di grigio.
A questo punto mi chiedo: non sarebbe il caso di chiudere baracca e burattini, gettare i computer e gli strumenti multimediali nel fuoco e tornare al medioevo a spaccarci la testa a mazzate? Almeno i genitori non avrebbero più il terrore che i figli si possano chiudere in camera a guardarsi qualche porno: una sana rissa per strada è la vera civiltà.

Share

7 risposte a “L’ignoranza in TV riguardo la multimedialità: oltre i confini della scienza”

  1. dinox ha detto:

    Il problema principale lo saio qual’è? Che pur di essere popolari si fanno le affermazioni che il pubblico vuole sentirsi dire. A me/noi che non interessa assolutamente un discorso di questo genere, vediamo le cose senza alcun filtro e le raccontiamo così (giuste o sbagliate che siano).

    Io voglio aggiungere una ulteriore riflessione a quanto dici tu. Una riflessione molto cinica, ma sono certo anche corretta. Quanto afferma la Pivetti è proprio il contrario di ciò che dovrebbe essere; il numero di casi come quello di Yara è talmente basso che a tutti gli effetti non è necessario fare nulla, proprio nulla. Figurarsi limitare la libertà di tutti per evitare che accadano casi del genere… E seppure un’idea folle come questa dovesse essere applicata, dove le dovremmo mettere queste telecamere? A Milano, Roma, Ancona, Bologna e Palermo? In tutte le città d’Italia? E perché non in tutti i paesi, anche quelli con 50 abitanti?

    Siccome sono convinto del mio ragionamento, credo che la probabilità che una di tali telecamere becchi una scena di questo genere sia talmente bassa che forse si fa prima a fare 6 al SuperEnalotto!

  2. fottemberg ha detto:

    Hai ragione in tutto, ma la cosa che più mi fa incavolare è che dicono queste cose pensando siano realizzabili, e quando so anche che la Pivetti è stata anche seduta in Parlamento mi viene male a pensare alla nostra classe politica. Aveva proprio ragione Sciascia quando affermava che “la sicurezza del potere si fonda sull’insicurezza dei cittadini”. Ed io aggiungo: quando sono poco istruiti.

  3. dinox ha detto:

    I tuoi dubbi sull’attuale classe politica ti sono venuti un po’ troppo tardi :D … E’ da un po’ che, almeno per quel che mi riguarda, non ho alcuna fiducia in chi ci governa!!!

  4. fottemberg ha detto:

    A me i dubbi sulla classe politica sono venuti verso la maggiore età, cioè 10 anni addietro. A te saranno venuti sicuramente prima, vista la differenza d’età, eheh. :P

  5. dinox ha detto:

    Beh non tanto prima, ma non per l’età. In effetti mi interesso poco di politica e quel poco l’ho accumulato solo da qualche tempo.

  6. Erika Di Martino ha detto:

    Se può interessare ho linkato il tuo post alla mia pagina FB di controscuola.it un sito che parla di homeschooling e inevitabilmente di rapporto genitori/figli/società-
    Grazie per le tue osservazioni.
    Erika

  7. fottemberg ha detto:

    Grazie a te per aver visitato questo Blog. Il tuo link, inoltre, mi fa enormente piacere. ;)

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.