La saga di Monkey Island: Oscar Wilde tra i videogiochi

Date novembre 28, 2010

Ho comprato da un po’ Monkey Island 2: Special Edition su Steam ma, sarò sincero, non mi prende tanto quanto mi ha preso, a suo tempo, MI2 in versione originale. Pensando e ripensando a questo fatto, mi sono accorto che tale sentimento non è dovuto alla mia ritrosia nei confronti dei remake o dei rifacimenti grafici dei vecchi giochi, quanto al dispiacere di vedere rifatti solo quei giochi che ormai sono sulla bocca di tutti, che siano stati giocati o meno. Monkey Island 2 lo associo spesso a Oscar Wilde: è lo scrittore più citato ma è anche tra i meno letti. Personalmente ho letto buona parte delle sue opere (compreso il De profundis, a mio parere il suo scritto più bello) però, se devo essere sincero, da quando mi sono accorto che tutti lo citavano senza conoscerlo, mi è passata la voglia di continuare a leggere le sue opere: cani e porci ricordano Wilde. La stessa cosa mi è capitata, quindi, con Monkey Island 2. Perché rigiocarlo? Personalmente non mi dispiacerebbe che venissero rifatti graficamente giochi meno conosciuti ma altrettanto validi. The Day of the Tentacle lo reputo superiore a MI2, eppure non lo conosce quasi nessuno. Ugualmente Space Quest 6 sarebbe davvero un bel titolo da riportare in auge. E perché no, anche il primo Simon the Sorcerer, seppure con qualche difetto, è stato una grande avventura grafica.
Sfortunatamente solo la saga di Monkey island gode di tale privilegio, proprio come Oscar Wilde tra gli scrittori, forse perché è l’unica saga che potrebbe venire comprata anche da chi non ha mai giocato avventure grafiche (molti che hanno comprato MI2:SE lo hanno fatto per il passaparola di amici o perché MI è un nome che ricorre spesso): chi comprerebbe mai The Day of the Tentacle o Space Quest 6, oggi?

Share

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.