I nuovi eroi della comunicazione hi-tech

Date ottobre 29, 2010

Io a volte mi chiedo il perché di determinate scelte, perché qualcuno con una preparazione del “sentito dire” su determinati argomenti abbia deciso di mettersi a scrivere come fosse il guru, il poeta vate. Io amo affrontare un certo discorso solo se ho le necessarie conoscenze, quelle dell’aver “toccato con mano” per intendersi, ma evidentemente non tutti hanno la stessa idea. D’altro canto viviamo in un Paese libero e questo permette a chiunque di improvvisarsi quel che vuole ma permette a chiunque altro di dire la propria.

Stamane leggo su “Il Sole 24 Ore” questo titolo: “Studenti in classe con il ‘muoversi’ e dal 2011 supplenti chiamati per sms e mail”. Il titolo in realtà non è proprio così in quanto mi sono permesso di tradurre letteralmente la parolina che l’ignaro e confuso giornalista aveva scritto al posto di ‘muoversi’. Quale parolina? BUDGE. Dico, BUDGE.

Ed ecco che torniamo dunque al mio iniziale dilemma. Perché qualcuno che un BADGE (e stavolta dico BADGE) nella migliore delle ipotesi l’ha solo visto da lontano, senza mai toccarlo e sapere com’è fatto e cosa c’è sotto si mette a parlare di BADGE? Potrebbe anche evitarselo questo inglesismo e questa figura barbina e scrivere CARTELLINO DI IDENTIFICAZIONE. Anche perché, forse colto da un dubbio amletico, dopo aver scritto un paio di volte budge poco più sotto pareggia i conti e scrive correttamente budge un altro paio di volte. 2-2 palla al centro!

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