Dai “cannoncini” alle “vite” ecco le evoluzioni dei videogame

Date agosto 31, 2010

Credo che saranno in molti a ricordare i vecchi videogame da bar, quelli ai quali hanno tanto giocato da bambini. Da Pacman a Donkey Kong, da Asteroids a Space Invaders passando per Bubble Bubble e Arkanoid, in ogni caso si avevano a disposizione più possibilità di gioco. Oggi queste “possibilità” le chiamiamo “vite” mentre una volta le si indicavano come “cannoncini”.

Di chiara derivazione dai primi giochi di tipo shooter, il termine “cannoncino” è stato mutuato poi in tutte le tipologie di videogame a cavallo fra anni ’80 e anni ’90.

Dietro questi due termini si nasconde un po’ la storia e l’evoluzione dei videogiochi. La mutazione da cannoncino a vita rappresenta in effetti la sempre maggiore vicinanza alla realtà che i videogiocatori hanno richiesto nel corso tempo arrivando, con i moderni titoli, ad avere personaggi, forme, ambienti e caratteri ai quali poco resta di quella voce e comportamento metallici.

Il supporto 3D, introdotto dalle schede grafiche Voodoo, è stato un primo vero segno di svolta. A questo sono seguite poi tante tecnologie tutte atte a migliorare la situazione e rendere le scene sempre più reali. Oggi si comincia a parlare di 3D Stereoscopico, possibilità di immergersi nelle scene grazie ad una parete intera di display ed altre soluzioni più o meno futuribili. Siamo dunque all’alba di una nuova rivoluzione?

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