Chi di notizia ferisce di notizia perisce!

Date luglio 20, 2010

Non è nel mio stile e non lo faccio davvero quasi mai. Ma stavolta devo dirlo, devo proprio dire che: “io l’avevo detto! E devo dirlo perché la propria esperienza va messa a disposizione degli altri, va portata alla luce per far si che dove uno ha sbagliato gli altri possano porvi rimedio. Ma non c’è peggior specie di colui che invece se ne frega e procede arrogante per la sua strada senza dare ascolto e tenere in conto alcun consiglio altrui.

Veniamo al dunque: alcuni mesi fa la notizia era quella delle notizie a pagamento con Rupert Murdoch che aveva sollevato un polverone davvero colossale sulle posizioni di Google News e degli aggregatori in generale. “Occorre pagare per ottenere quei contenuti e non basta assolutamente fornire un link che poi permette comunque di leggere la notizia per intero senza sborsare un euro”, aveva tuonato il magnate proprietario di News Corp. E così anche gli utenti devono poter accedere alle notizie solo dietro pagamento di un abbonamento.

Ma dopo nemmeno un mese di sperimentazione che ti accade?

“Se in un primo momento da indiscrezioni trapelate in Rete era sembrato che la prevedibile perdita di utenti da parte del Times fosse “soltanto” del 66 %, secondo i calcoli del Guardian si arriverebbe invece al 90%.” La Stampa.

“Dopo quasi 20 giorni dall’introduzione del ‘paywall’ il sito sarebbe a quota 27.500 utenti giornalieri contro i 333.000 di febbraio”. Computerworld.

“Una situazione critica, visibilmente peggiorata dai dati relativi al traffico di utenti. Che sarebbe dunque sceso del 58 per cento nel primo mese, ovvero quello della semplice registrazione gratuita. Una percentuale aumentata poi di quasi dieci punti nelle prime settimane dall’attivazione effettiva del paywall.” Punto Informatico.

Chissà se forse ora Murdoch ci ripenserà?!

Share

Lascia un commento

Devi essere loggato per postare un commento.