Fiera delle’Elettronica di Forlì … signore pietà

Date dicembre 7, 2009

Sabato sono andato alla Fiera dell’elettronica di Forlì, e non mi è piaciuta per nulla.
All’inizio, quando era ancora agli albori e i partecipanti, sia come bancherelle sia come visitatori, erano pochi si riusciva a trovare qualcosa di interessante, ad intavolare una discussione semiseria con un venditore. I prezzi erano abbastanza bassi e non mancavano componenti hardware vintage. Ad oggi, a tre o quattro anni di distanza, è tutto cambiato.
A farla da padrone sono le bancarelle di supporti vergini, ricariche d’inchiostro per stampanti e materiale natalizio. Gli espositori che vendono componenti hardware sono pochissimi, rispetto al totale, e vendono, per lo più, materiale nuovo a prezzi stratosferici. Quei pochi venditori che hanno hardware antiquato non sanno neppure cosa stanno esponendo. Ad esempio, avevo visto su un banco una Asus P5A con K6 annesso, una vecchissima scheda madre socket 7. Su ebay le vendono a 1 euro, e l’avrei presa lì, ma il problema è che le spese di spedizione sono comunque di 9/10 euro, vista la grandezza del pezzo, indipendentemente dal valore del prodotto acquistato.
Ho chiesto il prezzo della Asus e mi son sentito rispondere 20 euro. Lì per lì credevo di aver capito male. Poi quello continua come un televenditore a imbonirmi: “Per 20 euro ti do anche la scheda video (una vecchia Ati da 4MB), un modem 56k e anche una scheda audio!”.
Gli dico che costa troppo (non gli rendo noto la reale quotazione della scheda) così me la offre a 15 euro. Al mio secondo rifiuto mi fa: “Ti devo dare io i soldi per portarla via?”. E mi spiega che lui è elettricista, che gli hanno dato quella roba da vendere e che non sapendo cosa è la vende a peso. Da notare, infatti, che mi domanda anche: “Ma non vuoi questa? E’ più grande!” (riferendosi alla superficie della scheda).
Questo è il livello medio della fiera di Forlì, un luogo dove tanti gonzi credono di fare degli affari, e rimangono inculati, e tanti venditori sperano, più o meno consciamente, di fregare il compratore.
Personalmente non credo ci metterò piede per molto tempo. Per entrare si pagano 10 euro (8 il biglietto ridotto). Una follia.

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