La babele delle macchine iniziò nel lontano anno 2009

Date settembre 9, 2009

«Tutta la terra aveva una sola lingua e le stesse parole. Emigrando dall’oriente gli uomini capitarono in una pianura nel paese del Sennaar e vi si stabilirono. Si dissero l’un l’altro: “Venite, facciamoci mattoni e cuciniamoli al fuoco”. Il mattone servì loro da pietra e il bitume da cemento. Poi dissero: “Venite, costruiamoci una città e una torre, la cui cima tocchi il cielo e facciamoci un nome, per non dispenderci su tutta la terra”. Ma il Signore scese a vedere la città e la torre che gli uomini stavano costruendo. Il Signore disse: “Ecco, essi sono un popolo e hanno tutti una lingua sola; questo è l’inizio della loro opera e ora quanto avranno in progetto di fare non sarà loro impossibile. Scendiamo dunque e confondiamo la loro lingua perché non comprendano più l’uno la lingua dell’altro“. Il Signore li disperse di là su tutta la terra ed essi cessarono di costruire la città. Per questo la si chiamò Babele, perché là il Signore confuse la lingua di tutta la terra e di là il Signore li disperse su tutta la terra”. »

I computer avevano deciso di voler raggiungere la cima del mondo e governarlo, con prestazioni eccezionali ed intelligenza artificiale superiore a quelal umana. Ma non sapevano ancora che il signore dei bit aveva ideato per loro un diverso destino. Nonostante essi avessero imparato ad interpretare i nostri pensieri ed il nostro linguaggio, ognuno aveva seguito la propria strada, creato una propria lingua non comprensibile all’altro.

Se prima i pixel erano pixel e le informazioni ad essi collegate erano interpretabili oltre ogni dubbio, ora parlare di  pixel di colore “blu” potrebbe significare poco o nulla. Capitò proprio questo, tanti anni fa. Una mattina come tante altre nel lontano 2009, il mio grafico mi inviò per email un nuovo sfondo che stavamo creando per la nostra applicazione. Citando alcune sue caratteristiche come la tonalità, egli utilizzò termini quali “petrolio”, “acqua marina”, “turchese”.

Lo sfondo sembrava essere stato creato con colori molto caldi, giallo e arancio, mentre le tonalità da lui citate erano quelle fredde, appartenenti alla sfera dei blu. I computer ed i sistemi avevano ormai cominciato il proprio percorso solitario che li avrebbe portato alla babele di oggi. Ma forse allora c’era ancora un barlume di speranza. Occorreva coglierlo. Allora. In tempo per salvare l’intero mondo digitale e continuare la proficua collaborazione con gli umani. Salvai l’allegato dell’email sul desktop e lo aprii con un programma di grafica. Era in effetti blu!

Picasa e Photoshop furono i primi a non capirsi, i primi a creare la strada per tutti gli altri. Allora non capii. Ma uno sfondo creato in quadricromia interpretato in due modi diversi da Picasa e da un software di grafica poteva essere un indizio sufficiente?

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2 risposte a “La babele delle macchine iniziò nel lontano anno 2009”

  1. nexus ha detto:

    …a quanto pare siamo di fronte a nuovi Dei e a nuovi popoli..!!

  2. La babele delle macchine iniziò nel lontano anno 2009 ha detto:

    [...] La babele delle macchine iniziò nel lontano anno 2009 mercoledì 9 settembre 2009 | Tratto da: http://www.dinoxpc.com/blog/ Nessun commento [...]

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