I netbook dell’era dell’involuzione del computing
luglio 6, 2009
Che tristezza vedere che dopo tanta fatica per raggiungere potenze computazionali dovute a CPU, chip grafici, chipset, memorie e tanti altri componenti allo stato dell’arte, le soluzioni spacciate oggi come sistemi PC non sono altro che spazzatura. Spazzatura riciclata venduta a prezzi a dir poco da gioielleria.
I netbook sono diventati uno dei prodotti più bugiardi disponibili oggi in commercio. Nati come sistemi low cost destinati ad essere utilizzati quasi come una piccola agenda elettronica capace di connettersi ad Internet, hanno assunto un ruolo che assolutamente non compete loro.
Oltre la metà di chi li ha acquistati credeva di portarsi a casa un notebook e per questo lo ha utilizzato come sistema principale collegato sempre alla rete elettrica. Non che nei suoi panni il sistema fosse un “must have”: se l’utente deve essere pronto a rinunciare ad elevate prestazioni ed alla possibilità di aprire più applicazioni contemporaneamente almeno poteva essere gratificato con batterie dalla durata di una decina di ore.
E invece nulla, nada, rien! Oggi per un netbook sono capaci di chiederti 350, 500 e persino 700 euro! Ma come siamo arrivati… ehm ritornati, a questo punto? Come abbiamo potuto permettere che ci rifilassero prodotti di diversi anni fa, limati a destra e a manca e mascherati sotto una nuova veste?
Ma il bello è che non finisce qui. Se infatti vi state chiedendo perché un messaggio di questo genere solo ora, la risposta è presto data. I netbook di per sé non possono rappresentare nulla di male, ma il fatto che oggi tutti i produttori puntino su Atom e compagni per realizzare qualunque tipo di sistema questo si che ci preoccupa. E ci preoccupa tanto più quanto siamo messi di fronte a prezzi davvero assurdi. Volete una fascia di prezzo che giustifichi l’acquisto di un netbook? 150 – 200 Euro. Un Nettop? 100 – 150 euro. Un sistema All-in-one? 250 – 300 euro.
Ma questa è solo la nostra visione della “rivoluzione” netbook. Della rivoluzione – involuzione.


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luglio 7th, 2009 alle 06:52
[...] la lettura dell’articolo originale: I netbook dell’era dell’involuzione del computing [...]
agosto 4th, 2009 alle 22:24
E’ che sono praticamente tascabili, ecco perché se li fanno pagare! E poi sono di tendenza!!! In realtà , con gli stessi soldi, mi piglio un portatile con caratteristiche ben migliori.
febbraio 12th, 2010 alle 09:19
Concordo con chi ha introdotto l’argomento. Vorrei aggiungere qualcosa che da tempo mi sta a cuore. Dal lontano 1980 mi sono avvicinato ai PC; pensate HP85 con 16kb di RAM; dal 1975, ho posseduto quasi tutte le calcolatrici HP.
Tutto era a dir poco fantastico! Anche se ovviamente limitato. Mas allora si vedeva lo sforzo per essere sempre primi, per dare prodotti che erano veramente lo stato dell’arte.
Oggi che la tecnologia avrebbe ben altre potenzialità , si pensa solo a smaltire, a riproporre e le vere chicche sono più estetiche che di sostanza.
E qui, vorrei fare un appunto proprio ad HP. E’ stata il primo amore e per un decennio, prima di allinearsi ad esigenze di mercato, era il top. Oggi, ho tentato più volte, da semplice user a dare un suggerimento. Non esiste neppure la possibilità di scrivere. I link, portano ad assurdi test di gradimento, lunghissimi, tediosi, che fanno passare la voglia. Una parola che sia, non si può scrivere!
Avevo intenzione di proporre ad HP, che ha sicuramente il dominio dei calcolatori tascabili (ndr_di tastiere come quelle non ne fa nessuno, precise, affidabili. Un piacere al lavoro), di dedicare un notebook, un netbook, ai tecnici. Sono tanti in tutti i settori. Un prodotto con una stupida ma brillante diversità . Una calcolatrice innestata a fianco tastiera che permettessze di interagire direttamente col PC.
Eliminare la faragginosa movimentazione della mano, in calcoli ripetitivi, affidandosi alla calcolatrice parte del PC. Staccare l’oggetto per fare calcolo in libertà (pensate a cantieri, centri di ricerca, laboratorii, scuole, ecc. e poi scaricare tutti i dati, potendoli trasferire nei software installati, alla linea di comando.
Impossibile? Non credo proprio e il salto sarebbe di quelli che lascerebbero il segno.
Questa è una visione che implica senno. Ma per vendere bastano i dipinti sul case dei pc. Dei km che una mano fa tutti i giorni per digitare numeri, con corse esagerate dei tasti, evidentemente non ce disturbo per nessuno.
settembre 14th, 2010 alle 12:15
Vittorio, la tua idea è fantastica, sarebbe bellissimo vederla applicata. Evidentemente il mondo del lavoro è meno remunerativo di quello dei truzzi.