Le tragedie nell’era della comunicazione globale

Date aprile 6, 2009

Mio fratello sta lavorando in Giordania, mio zio abita a New York (Ozone Park per la precisione), mio padre vive in un paesino a circa 40 km da dove abito io ed io sono a circa 120 km da L’Aquila, in questi giorni tristemente balzata agli onori delle cronache per il forte terremoto cui è stata investita. Nel giro di poche ore eravamo tutti informati – l’uno dell’altro – delle rispettive condizioni di salute e, per fortuna, degli stati d’animo successivi alla scossa delle 3:32 del 5 Aprile.

L’era delle comunicazioni globali vince la sua battaglia in questi casi offrendo a noi utilizzatori mezzi di ogni genere per conoscere i fatti e poter parlare ed ascoltare chi si trova anche a migliaia di km da noi. Internet, TV, radio, telefono, cellulare e chi più ne ha più ne metta.

Questi mezzi se sfruttati a dovere rendono possibile ogni cosa. Una richiesta di sangue di un determinato gruppo è stata soddisfatta in così breve tempo che i soccorritori hanno dovuto appellarsi alle persone affinché non ne inviassero più, mentre sono stati trovati centinaia di posti letto offerti da privati cittadini attraverso una voce fatta circolare su Facebook.

Dopo queste dimostrazioni di efficienza nella solidarietà , scaturite certo dalla volontà di ognuno di noi, ma rese tangibili grazie alla tecnologia, come si possono portare avanti critiche di qualsivoglia genere al web o ai mezzi di comunicazione?

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2 risposte a “Le tragedie nell’era della comunicazione globale”

  1. Shinobi ha detto:

    Sono pienamente d’accordo con te. Dopo la scossa mi sono messo in contatto con tutti i miei amici abruzzesi (io sono di Roma) per sentire se c’erano stati danni dalle loro parti. Senza internet e cellulari non sarebbe stato possibile tutto questo.

  2. Le tragedie nell’era della comunicazione globale ha detto:

    [...] Le tragedie nell’era della comunicazione globale lunedì 6 aprile 2009 | Tratto da: http://www.dinoxpc.com/blog/ [...]

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