Il Pegi, il Bbfg e la semi-inutilitÃ
gennaio 18, 2009
Ogni tanto, come ben saprete, esce qualche articolo, nelle riviste o nei siti di videogiochi, che parla del sistema Pegi, o del sistema di classificazione britannico BBFG, o del possibile nuovo standard dell’ELSPA o delle critiche che i movimenti dei genitori muovono riguardo il mondo dei videogiochi. E questa è solo la punta dell’iceberg.
Pensando a tutto il trambusto che di solito accompagna queste discussioni, spesso senza una logica di fondo, tanto per strillare “Al lupo!”, ieri mi sono messo a controllare l’età consigliata etichettata sui videogiochi e sui film in mio possesso, giusto per vedere se c’è stata una uniformità di giudizio.
Monkey Island 3 è classificato come gioco 12+. Dal sito Pegi il 12+:
“In questo gruppo di età rientrano i videogiochi che mostrano violenza leggermente più esplicita rivolta a personaggi di fantasia e/o violenza non esplicita rivolta a personaggi dall’aspetto umano o ad animali riconoscibili nonché i videogiochi che mostrano scene di nudo leggermente più esplicite. Le espressioni volgari non devono essere forti e non devono contenere imprecazioni a sfondo sessuale“.
Quindi basta un minimo di violenza per far cadere un videogioco nel 12+ … anche se in MI3 non mi sembra di averne scorta di particolarmente distruttiva. Prendo in mano Worms Armageddon e come è classificato? 3+. Eppure in questo gioco ci si spara, ci si lancia granate, si affoga e si chiamano attacchi aerei. Guerra pura, seppure con vermi. E’ vero che nel sito del Pegi il 3+ è così descritto “Il contenuto dei giochi a cui è assegnata questa classificazione è ritenuto adatto a tutti i gruppi di età . Essi possono contenere violenza se inserita in un contesto comico (come le forme di violenza da cartoni animati tipiche di Bugs Bunny o Tom & Jerry)“, ma non mi sembra che, facendo un paragone, MI3 sia un gioco horror.
Passando ai film, e al sistema di classificazione italiano, posso annotare il 15+ dato ai Monthy Python per la “Vita di Brian“, il 14+ dato a “Victor Victoria” di Blake Edwards (entrambi comici) e il bollino “film per tutti” assegnato a “I soliti sospetti” ed “Equilibrium“, film, questi ultimi due, dove le uccisioni sono molto frequenti, per usare un eufemismo.
La mia domanda, quindi, è: coloro che devono assegnare i vari bollini giocano/guardano quello che devono giudicare o no?
Da quello che ho osservato credo che sia tutto lasciato al caso. Penso quindi che i genitori non debbano tenere conto di quei bollini colorati ma che, invece, debbano veramente interessarsi a quello che i figli guardano e usano. Il Pegi, il Bbfg, e gli altri enti a protezione dei minori sono solo un altro mezzo per scaricare le proprie responsabilità , per evitare di fare il proprio dovere. Almeno questa è la mia opinione.


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gennaio 20th, 2009 alle 01:19
Quoto in pieno la tua opinione. Questi bollini mi sembrano tipo quello verde, giallo e rosso della tv… un po’ una cagata… e poi a monkey island c’ho giocato a 11 anni e mi ricordo di esserne rimasto impressionato
gennaio 20th, 2009 alle 01:44
Infatti Monkey Island è un gioco intelligente. Può solo far bene ad un bambino che si avvicina ai videogames. Ha dei bei dialoghi, ha dei begli enigmi, ha un’ottima storia. Insomma, è quasi un libro.