marzo 1, 2010
In questo articolo il canuto Umberto Eco scrive che i giovani d’oggi sono così imbecilli perché c’è troppo sesso, soprattutto su internet, e ce lo dimostra.
Cerca con Google i siti con la parola “Porno” e sono 130 milioni. Cerca i siti su “Gesù”, sono solo 4 milioni e spiccioli.
La cosa che mi fa incavolare è che il buon caro, vecchio, antiquato Eco non conosce il significato di “Parole chiave”, quelle che vengono utilizzate per indicizzare i siti. Se infatti si cerca Jesus i siti sono 201 milioni, e tutto il castello di carta montato da Umberto (Eco, non Bossi) cade miseramente.
Vi invito a scrivere sul sito de l’Espresso per far capire che Eco ha sparato delle aberrazioni, perché se pure quelli che si vogliono vestire i panni di progressisti e illuminati sono tanto ciechi, la vedo davvero buia per questo paese nel prossimo futuro Continuando così, sia da destra sia da sinistra, si rischia davvero di non comprendere pienamente internet, con tutto quello che comporta (leggi per limitare la libertà di navigazione e pubblicazione, leggi contro la privacy, ecc).
Io ho scritto, son rodingo, peccato per i caratteri limitati che costringano ad un riassunto non proprio elegante e completo.
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febbraio 8, 2010
Quante volte ci siamo preoccupati di darvi indicazioni su come navigare in sicurezza, evitare di cadere in trappole più o meno complesse studiate ad arte e veicolate mediante siti web, posta elettronica o altri mezzi di diffusione online. A forza di pensare a questo marasma di opzioni legate ad un sistema connesso, ci siamo dimenticati delle solite vecchie strade d’infezione.
Chi non ricorda, infatti, almeno un’infezione del proprio PC attraverso un floppy disk passato dal compagno di classe o dallo smanettone di turno? Certo oggi il floppy non lo si usa più ma il suo più diretto sostituto, leggasi USB Drive, quello si che è oggetto di scambio come le figurine Panini. “Ecco la mia collezione di file MP3″, “Prenditi pure la relazione che trovi qui sopra”, “Passami quel video, eccoti una chiavetta USB” sono frasi praticamente all’ordine del giorno.
Ed è proprio così che si diffondono molti worm, proprio mentre noi pensiamo a difenderci dall’esterno essi agiscono in maniera subdola dall’interno. E non parlo così tanto per dire, ma purtroppo con il mio caso reale in mano. Qualche giorno fa mi hanno portato una chiavetta USB e io avevo da poco disinstallato un antivirus. Sulla chiavetta era presente un autorun che si è attivato immediatamente infettando il mio sistema con un paio di worm: me ne sono accorto solo quando ho passato un’altra chiavetta ad un amico che invece aveva l’antivirus installato.
Per poter evitare queste spiacevoli situazioni, oltre a tenere sempre installato ed aggiornato un software antivirus sul proprio PC, sarebbe bene formattare la propria chiavetta USB in formato NTFS con la root directory impostata in “Sola lettura” e creare una sottocartella nella quale memorizzare tutto.
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febbraio 1, 2010
L’Apple iPad è un sistema chiuso… a doppia mandata!
Perché i sistemi Apple stanno ottenendo un così grande successo? Perché sono sistemi chiusi. Potrebbe sembrare strano ma le cose stanno in effetti esattamente così: il produttore decide a quale scopo deve servire un dispositivo e quella sarà la sua destinazione per sempre, o almeno fino a che Apple non decide altrimenti.
Per questo stesso motivo siamo certi che anche il nuovo iPad – di cui si fa un così gran parlare – riscuoterà un enorme successo. E l’iPad è la vera incarnazione del sistema chiuso, un sistema chiuso davvero. L’azienda della mela morsicata è partita dalle basi per decretarne lo status quo: il SoC (system-on-a-chip) cuore dell’iPad, meglio noto come Apple A4, è un processore ARM progettato internamente il quale prevede una completa sezione dedicata alla verifica dell’integrità del codice che gira sulla macchina.
Se state obiettando che questo serve ad evitare che virus o codici malevoli possano infettare il sistema provate a parlare con gli sviluppatori che fanno capo a Cupertino. Non cade foglia che Apple non voglia!
Grazie a questo accorgimento, inoltre, siamo certi quasi al 100% che nessuno potrà pensare di fare jailbreaking su iPad. Scordatevi perciò di trovare un modo per installare un’applicazione che non sia ufficialmente autorizzata.
Perché i sistemi Apple stanno ottenendo un così grande successo? Perché sono sistemi chiusi. Potrebbe sembrare strano ma le cose stanno esattamente così: il produttore decide a quale scopo deve servire un dispositivo e quella sarà la sua destinazione per sempre, o almeno fino a che Apple non decide altrimenti.
Per questo stesso motivo siamo convinti che anche il nuovo iPad – di cui si fa un così gran parlare e per questo me ne scuso con i lettori che forse saranno pure annoiati da tutto ciò - riscuoterà un enorme successo. E l’iPad è la vera incarnazione del sistema chiuso, un sistema chiuso per davvero. L’azienda della mela morsicata è partita dalle basi per decretarne questo status quo: il SoC (system-on-a-chip) cuore dell’iPad, meglio noto come Apple A4, è un processore ARM progettato internamente il quale prevede una completa sezione dedicata alla verifica dell’integrità del codice che gira sulla macchina.
Se state obiettando che questo serve ad evitare che virus o codici malevoli possano infettare il sistema provate a parlarne con gli sviluppatori che fanno capo a Cupertino. Non cade foglia che Apple non voglia! Grazie a questo accorgimento, inoltre, siamo certi “quasi al 100%” che nessuno potrà fare jailbreaking su iPad. Scordatevi perciò di trovare un modo per installare un’applicazione che non sia ufficialmente autorizzata.
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gennaio 27, 2010
Non appena, un anno fa circa, trapelarono le prime voci sul fatto che Apple stesse lavorando su un tablet PC, una miriade di produttori di computer ha cominciato a darsi da fare per accaparrarsi una fetta di questo potenziale mercato. Mercato in realtà non ancora esistente: come spesso accade con i dispositivi di elettronica di consumo e di informatica, occorre prima creare la fame nei consumatori e poi dar loro da mangiare.
Ma se questa sera, giorno del “fatidico” annuncio, quelli di Apple ci avessero riservato una sorpresa? “Bene, eccoci qui per presentare questa vecchia scarpa”. Immaginate che faccia farebbero tutti coloro che hanno già investito tempo, risorse e danaro per presentare già al Consumer Electronics Show 2010 un grosso ventaglio di modelli di tablet PC.
Chissà se in queste condizioni continuerebbero comunque nella loro strada, senza avere qualcuno che crea per loro la necessità di mercato. Ipotesi strambalate a parte, siamo sicuri che Apple presenterà un tablet e che tutto sommato non sarà così rivoluzionario come vorranno far credere. Ma ormai l’aspettativa è stata creata ed il consumatore comincia ad avere un certo appetito. Non resta che accomodarsi!
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gennaio 24, 2010
“Il web come il cortile dei Gentili del Tempio di Gerusalemme”, sarebbe questa la nuova visione che il Pontefice, Papa Benedetto XVI, auspica per la rete. Un potente mezzo di comunicazione che potrebbe aiutare a raggiungere le coscienze di tutti senza distinzione di sesso, età, razza e – soprattutto – religione, anche atei.
Benedetto XVI afferma che le tecnologie digitali rappresentano una risorsa molto importante per l’umanità che permette di stimolare il dialogo ed il confronto con gli altri. E’ per questo che chiede ai suoi pastori di cogliere quest’opportunità per diffondere la Parola di Dio, frequentando i social network, i forum di discussione ma anche proporsi con l’ausilio dei nuovi media quali foto, video e animazioni.
Il tutto senza trasformare il web in “uno spazio da occupare” meramente per mostrare la propria presenza ma da usare per promuovere la cultura del rispetto per la persona e per la la dignità umana.
Che sia davvero l’era dell’evangelizzazione del web? A tutti gli effetti io non ci vedo nulla di strano: quando è arrivata la radio il Vaticano l’ha utilizzata per i propri fini, lo stesso è accaduto con la TV. Dunque perché con Internet non dovrebbe essere la stessa cosa?
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gennaio 15, 2010
Gli eventi naturali possono essere a volte davvero catastrofici e mai come in tali casi gli aiuti, i viveri, le strutture e le persone sono importanti. Sotto questo punto di vista la mobilitazione globale può sembrare cosa buona e giusta e se anche gli utenti di Facebook o di altri social network esprimono la propria solidarietà cosa c’è di male?
Nulla. Ma siamo certi si tratti di solidarietà vera? Siamo certi si tratti di un aiuto concreto? Oppure è solo voglia di soddisfare un forte desiderio da guardoni? Il voler sapere a tutti i costi, intrufolarsi nel dolore altrui, essere bramosi di sapere cose che forse dovrebbero restare intime e personali.
Il grande fratello ha creato dei mostri che oggi sono assuefatti alle scene preconfezionate che si vedono in TV e hanno bisogno di stimoli più forti per riempirsi di emozioni. Un terremoto come quello che ha colpito Haiti non è uno spettacolo, se siete coscienti di poter fornire un aiuto concreto fatelo pure, altrimenti statevene buoni a fare le calze!

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gennaio 4, 2010
Dopo esserci registrati per poter accedere al CES 2010 come giornalisti ci è stato recapitato una piccola busta direttamente a casa con tutti i biglietti ed il pass per le sale stampa. Davvero notevole. In aggiunta questi documenti ci permetteranno, e qui incrocio le dita, di superare qualche fila o barriera particolare viste le difficoltà che in questi giorni ci sono per poter arrivare negli Stati Uniti a causa di qualche imbecille che decide di farsi scoppiare in aria.

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gennaio 2, 2010
Non ho ancora disfatto la valigia della davvero-mini-vacanza-in-agriturismo-a-Siena con mia moglie e mio figlio che già devo riprepararla. Questa volta per qualcosa che però riguarda anche voi da vicino, ovvero le novità che la tecnologia del computing, dell’home entertainement e del mobile avrà da offrirci nei prossimi mesi.
Sono infatti pronto a partire per Las Vegas per assistere agli eventi che si terranno al CES – Consumer Electronic Show – 2010. Si tratta di uno degli eventi più importanti dell’high tech al quale partecipano le aziende più blasonate e dal quale saranno svelate tantissime novità.
Nei prossimi giorni vi racconterò tutto e di sicuro non mancherò di postare foto e video!
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dicembre 31, 2009
È di recente notizia l’apertura del canale ufficiale della Presidenza della Repubblica su YouTube.
Il canale è visualizzabile al seguente indirizzo: http://www.youtube.com/presidenzarepubblica
Il tutto sembra un vero passo avanti dell’istituzione del Quirinale, verso una maggiore comunicazione con i cittadini, che sempre più non usano solo, o non usano più, la televisione come mezzo di informazione.
La presentazione del canale è ancor più incoraggiante, con la seguente prefazione:
IL SALUTO DEL PRESIDENTE NAPOLITANO
Benvenuti
sono lieto di accogliervi nel canale YouTube della Presidenza della Repubblica.
Apriamo le porte del Quirinale ai tanti utenti dei nuovi media non solo per ampliare e rendere sempre più efficienti e moderni gli strumenti della nostra comunicazione ma anche per promuovere e favorire un rapporto sempre più stretto e trasparente con i cittadini.
Le nuove tecnologie non conoscono né barriere né frontiere. Ci incontreremo in questo spazio per costruire, insieme, occasioni di partecipazione alla vita democratica.
Giorgio Napolitano
Tutto sembrerebbe essere bello e perfetto, già ben quindici i video caricati. Hanno persino messo un tema appropriato, con tanto di logo della Repubblica italiana.
Il cittadino è quindi ancora più incuriosito e invogliato nel visualizzare i video. In fondo non è la prima volta che una carica statale apra un canale su YouTube, un’esempio recente è quello del canale del ministro dell’istruzione Maria Stella Gelminini. Il cittadino quindi clicca sul video che gli suscita maggior interessa, probabilmente in questo momento il messaggio di fine anno, e…
..Ed ecco la beffa: i commenti sono disattivati. Qualcuno potrebbe subito obiettare che è una pratica del tutto legittima, consentita dal servizio offerto da YouTube stesso.
Tuttavia è assai scoraggiante che un’alta carica dello Stato, in particolare la prima, decida di utilizzare il servizio di YouTube come semplice servizio di hosting video. Non è questo lo scopo del sito, né questa la funzionalità che lo ha reso popolare. Se il Presidente della Repubblica ha necessità di caricare i video in internet, può continuare a farlo sul sito del Quirinale (magari anche cambiando i tecnici che ne curano il codice, visto che la piattaforma java, usata per l’hosting dei video, sarebbe browser indipendent, e non necessita assolutamente di Internet Explorer…).
Persino il Ministro dell’Istruzione ha mantenuto i commendi abilitati (e moderati), pur sapendo in anticipo i possibili e numerosissimi interventi di dissenso e critica da parte dell’utenza, compresi anche commenti fuori luogo e privi di educazione, per non parlare delle offese. Nonostante tutto, politica condivisibile del Governo o meno, riforma dell’Istruzione condivisibile o meno, tale decisione si può tutto tranne che criticare.
Ma se la prima carica dello Stato apre un canale su YouTube, con un’introduzione che incita alla comunicazione ed ad un rapporto sempre più stretto e trasparente con i cittadini ma poi va a disabilitare la funzione più democratica del sito che ha scelto, la funzione primaria stessa che augura l’autore, allora c’è qualcosa che non va: o Giorgio Napolitano non si è sprecato cinque minuti per vedere e capire le funzionalità del servizio che ha scelto, nonché uno dei maggiori siti della rete, oppure, cosa assai più grave, lo ha fatto di proposito proprio perché ne conosce la funzione. Personalmente mi auguro invece che si tratti di una svista. A voi la decisione su che cosa pensare.
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