December 3, 2008
Per la seconda volta nell’arco di poche settimane nVidia si appresta a cambiare nome alle schede video basate sui chip G9x. Da serie 8, si è visti questi pezzi di silicio venduti come serie 9, lasciando invariate le caratteristiche. Nel prossimo futuro li ammireremo nei negozi in questa forma:
GeForce GTS 150: GPU G92
Geforce GT 130: GPU G94
GeForce GT 120: GPU G96
GeForce G100: GPU G98
GeForce GTX 180M: GPU G92
GeForce GTX 170M: GPU G92
GeForce GTS 160M;: GPU G94
GeForce G 110M: GPU G96
GeForce GT 130M: GPU G96
GeForce G 105M: GPU G98
La cosa non è certamente tra le più simpatiche, perché si instaura una certa confusione nelle menti dei novizi del campo, convinti che le future GTS 150 spaccheranno il culo alle “vetuste” 9800 GTX e 8800GT … quando in realtà sono le stesse schede.
Comunque, rimango perplesso pensando a chi ha acquistato le prime schede della serie 8800, quelle con chip G80. Come ha fatto nVidia a dimenticarli?
Il possessore di una 8800GT si sta facendo senza problemi ben tre generazioni di schede video! Invece, il “povero” possessore di una 8800GTX, scheda più vecchia ma più potente, rimarrà indietro. Non farebbe incavolare anche voi un trattamento del genere?
Proporrei a nVidia, visto come ormai ci vuole una tavola periodica delle schede video per venirne a capo, di ampliare la gamma con qualche nuovo modello, così da far contenti i vecchi e affezionati clienti:
GeForce GTX 150: GPU G80 (8800GTX)
GeForce GTS 150 LE: GPU G80 (8800 GTS 640 e 320)
Sono convinto che i fanatici del verde apprezzerebbero. Anche a loro tre generazioni di schede video senza sborsare una lira.
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November 27, 2008
Acer nei forum viene sempre bistrattata perché, almeno così si dice, produce notebook e desktop di scarsa qualità: materiali scadenti, design antiquato e, soprattutto, elevata possibilità che il proprio acquisto smetta di funzionare per un guasto.
Dopo aver lavorato in un Media World per qualche giorno, però, mi sono sorti alcuni dubbi. Non è che i prodotti Acer si rompano così spesso perché non sono trattati, per usare un eufemismo, delicatamente?
Che direste voi se vedeste un bancale di portatili Acer fare 100 metri, dal magazzino alla scaffalatura in negozio, e perdere ogni due passi un notebook con un sonoro “PAM!”?
Ho assistito, effettivamente, ad una riedizione di Pollicino, ma in versione Hi-Tech: al posto delle molliche vi sono dei portatili.
E una volta giunti alla scaffalatura, come procedevano i commessi a sistemare le scatole dei portatili? Semplicemente quasi li lanciavano sullo scaffale. Il lancio del notebook, una nuova disciplina Olimpica a quanto pare.
Al contrario quando arrivano dei portatili Sony, o HP, o Toshiba, questi sono trattati con maggior delicatezza: scoccia meno mettere a posto cinque o sei portatili Sony (o HP, o Toshiba), rispetto 30 Acer.
Sono quindi giunto alla conclusione che non sia tanto Acer a realizzare prodotti scadenti, quando la catena di distribuzione a renderli tali. Sono sempre più convinto, a ragione di ciò, che meno intermediari ci sono per la vendita di un prodotto, meglio è. In conclusione, acquistate da siti online, almeno una botta in meno quei benedetti portatili dovrebbero averla subita. E questo non vale solo per i prodotti Acer.
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November 20, 2008
Ci si lamenta spesso dei prezzi troppo alti dei videogiochi, della pirateria e di come il mercato videoludico per PC sia decisamente sottotono in questi ultimi anni.
La cosa non mi meraviglia, quando vediamo videogiochi vecchi secoli essere venduti a prezzi ancora decisamente elevati: come è possibile che un Call of Duty sia venduto ancora a 10 euro? E lo stesso vale per un Red Alert 2, Age of Empire, e via discorrendo.
E se un giocatore volesse comprare un gioco ancora più vecchio, come il primo Quake, The day of the tentacle, Road Rush o Z, non avrebbe altra scelta che rivolgersi al mercato del mulo.
Mi fa piacere, quindi, che per il decennale di Half Life la Valve abbia messo in vendita il gioco su steam a 98 centesimi di dollari. Spesso i giochi “anziani” (non vecchi, i giochi vecchi sono quelli che non divertono più) sono messi da parte dai nuovi videogiocatori, più attaccati alla grafica che al gameplay, e un prezzo aggressivo potrebbe farli conoscere nuovamente al grande pubblico.
Per dirne una, Half Life a 98 centesimi l’ho comprato subito, senza pensarci due volte.
E lo stesso farei con altri bei titoli del passato, come la serie di Space Quest, come i capitoli di Command & Conquer. A mio parere se questi titoli venissero venduti ad 1 dollaro l’uno, farebbero il record di vendite. E non credo costerebbe molto alle case distributrici, anzi avrebbero solo da guadagnarci. E voi che ne pensate?
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November 19, 2008
L’alimentatore, questo essere mitologico informatico, che tutti (o meglio, quasi tutti) pensano di possedere, ma non si conosce come sia fatto. E la funziona che ha, quale sarà mai? Muovere una ventolina rumorosa sul retro del case? Erogare quel poco di elettricità necessaria a far funzionare il parsimonioso sistema (i7 più 2 GTX280 in SLI) per il figlioletto prediletto? Oppure gonfiare il preventivo del computer con un componente del tutto inutile e sovradimensionato?
Eh sì, sebbene oggi l’alimentatore sia sempre più conosciuto come componente di valore e su cui è meglio non risparmiare troppo, spesso è ancora sottovalutato. Non è raro leggere di persone che spendono 300 o 400 euro per la scheda video, e che si arrabbiano se l’alimentatore costa 60 o 70 euro: “E cavolo, ma costa un patrimonio! Pensavo che un alimentatore da 700 watt a 40 euro bastasse!”. Ah, potere dei numeri!
E’ come pretendere che un’auto economica sia anche sicura (ci sono tante automobili sotto gli 8.000 euro che fanno fatica ad avere 2 stelle euroNcap) o che uno spumante da 99 centesimi a bottiglia sia bevibile (vi sfido a farlo; io ci ho provato e quasi svenivo!).
Così, facendo queste considerazioni, oggi mi beo del mio OCZ Powerstream da 420 watt, acquistato a fine 2004 e che ancora oggi non mostra segni di cedimento, con questa configurazione sotto le chiappe:
Athlon X2 4800+ EE @ 3Ghz
OCZ Vendetta 2
Biostar TF560A2+
2×1024 Transcend Axe DDR2-800
XFX 8800GS XXX + Zalman VF-700
160GB Hitachi Deskstar Sata2
DVDRW Asus Sata
4 Ventole da 12cm
E’ vero, l’ho pagato 115 euro all’epoca questo alimentatore, però non l’ho dovuto cambiare ogni santissimo anno perché dovevo aggiornare il PC.
Come recita un vecchio detto, “chi più spende, meno spende”. Un alimentatore è per sempre.
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November 14, 2008
In un qualunque laboratorio, sia esso di informatica come anche di elettronica o officina meccanica esistono molte attrezzature utili, a volte indispensabili. Ma crediamo nulla sia più insostituibile di una buona e rifornita scatola di viti di ogni genere. Come avrete capito tale scatola non manca nemmeno da noi:

Una cassettina con viti nuove e di recupero ci ha salvato tante volte da situazioni complicate. Pensate cosa significherebbe dover uscire ogni volta che abbiamo bisogno di una piccola vite nel nostro lavoro. Tanto per fare un esempio l’altro giorno mi è capitato di dover risistemare il computer di un amico (certo perché qui in redazione accade anche questo… e pure di frequente ;)). Dopo averlo smontato mi sono accorto che mancavano le viti che fissano il connettore VGA alla staffa tanto che lui per poter attaccare il monitor doveva smontare la parete del case, reggere il connettore e poi infilarvi quello attaccato al cavetto del monitor.

Mi è bastato guardare nella cassettina delle viti per trovarne due che facevano al caso mio e “ridare il sorriso” al mio caro amico. Che mi ha ringraziato con un buon caffè!
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November 12, 2008
Direte voi, ma che domande fai? L’onesta paga, non è mica un costo? Ne siete certi? E allora cosa ne pensate di questo?

Se vi state ancora chiedendo di cosa si tratta è presto detto. Ho ovviamente comperato il gioco, Crysis Warhead per la precisione - 50 Euro, installato regolarmente e avviato il benchmark una ventina di volte. Secondo EA adesso non posso più giocarci, per “ragioni di sicurezza”. Certo la mia carta di credito è passata però!
Le soluzioni? Comprare un’altra licenza e reinstallare il gioco! Ecco come si finisce ad essere onesti. E ora vi chiedo: ve la sentite ancora di condannare coloro che scaricano illegalmente il gioco e lo craccano?
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November 11, 2008
I giochi ce li possiamo procurare in tre modi: comprandoli nuovi, comprandoli usati, “comprandoli” a rate sul P2P. Come saprete un po’ tutti la pirateria è una spina nel fianco dei produttori di Software, e su questo fenomeno si dibatte da anni. C’è chi dice che un gioco scaricato è una mancata vendita, mentre altri affermano che chi scarica non lo avrebbe comunque comprato. Una terza versione afferma che un gioco pirata è una “demo estesa”, e se il gioco piace questo sarà comprato. In questo periodo di crisi globale molte Software House stanno rischiando di chiudere i battenti. Una di queste è Epic Games, la casa di Unreal Tournament.
Mike Capps, boss di Epic, in un’intervista (Qui un sunto) ha recentemente affemato che il mercato dell’usato è nocivo al mercato dei videogames quasi quanto la pirateria. Comprare un gioco usato non aiuta le Software House a fare utili. Afferma, addirittura, che chi ha comprato un gioco di seconda mano non dovrebbe avere la possibilità di concludere il gioco, a meno di non acquistare online la Key per assistere al finale. Roba da pazzi!
Facendo un’analogia, potremmo supporre che chi compra un’automobile usata non debba percorrere tragitti più lunghi di 100 km nell’arco di una giornata. E se andassimo a parare in un settore maggiormente sensibile, come quello del sesso? I ragazzi o le ragazze che sono stati fidanzati in passato, e non fossero più vergini, forse dovrebbero fermarsi al solo limonare? “Ehi, se vuoi trombarmi scarica la key dal sito della Epic Porn Games … son 50 euro”.
Quei giocatori che vendono i propri giochi poi vanno a reinvestire il ricavato in nuovi videogiochi, probabilmente. Forse questo non gli passa per la testa?
Se io vendo la mia unica auto nel mercato dell’usato, il ricavato mi aiuta a comprarne un’altra nuova. E se invece di bacchettare il mercato dell’usato aprissero un servizio di rientri? “Tu mi dai la tua copia di UT2004, e ti faccio uno sconto del 40% su UT3″.
Ma poi, ripensando a quello che ho scritto … ma che ne parlo a fare?! E’ terribilmente tutto così stupido! E’ come discutere se è giusto o meno pulirsi le chiappe dopo avere espletato!

Mike Capps, va a raccogliere cotone in Sud America.
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November 10, 2008
Una delle cose che maggiormente odio è il parlare a sproposito, argomentare su materie delle quali non si ha nemmeno la minima padronanza. In Italia, però, questa è la prassi, almeno per quanto concerne Montecitorio. Non voglio fare nomi o citare casi specifici, questo non è il posto adatto a fare tribune politiche ma quando qualche politicante si prende la briga di discutere del web e di come regolamentarlo, egli farebbe bene prima a viverlo il web o chiedere a qualcuno che il web lo utilizza magari non solo come un semplice utente ma che sta dietro le quinte.
Quasi come il panettone a Natale è resuscitato per l’ennesima volta un disegno di legge che pretende di mettere in regola blog e pubblicazioni Internet in genere. Se ne parla da anni ma nessuno sembra sia riuscito a capire che mai come in questi casi occorre fare dei distinguo basandosi non su regole valide e fissate per la terraferma ma in un mondo che ancor oggi è tutto da scoprire e capire.
Tale disegno di legge indicato come DdL C. 1269 è stato affidato alla commissione Cultura della Camera che dovrà ora deciderne l’applicazione. Secondo quanto possiamo leggere al suo interno, ogni blog anche se personale potrebbe rientrare nella definizione di prodotto editoriale nel momento in cui fossero presenti dei banner, compresi quelli di Google Adsense per intendersi.
A tale prodotto editoriale sarebbero poi applicate delle regole che prevedono l’iscrizione nel Registro degli operatori di comunicazione ed il rispetto delle norme sulla responsabilità connessa ai reati a mezzo stampa. I proprietari dei blog che non dovessero registrarsi al ROC potrebbero essere denunciati per stampa clandestina.
Chissà quante risate si faranno i giornali esteri se un simile DdL passerà! Altro che gaffe dell’uno o dell’altro politico di turno.
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November 5, 2008
Tempo di upgrade, finalmente. Sono ben tre mesi che non tocco le componenti chiavi del mio PC e stavo per cadere in catalessi. Fortunatamente, in uno store online, ho visto delle 8800GS della XFX in fine stock a 54 euro, sempre con due anni di garanzia, e così ho deciso di sostituire la mia 8600GTS XXX, sempre della XFX, pagata 55 euro circa 7 mesi fa. Vendendola per circa 30 euro, con appena 25 euro, raddoppierò le prestazioni e starò a posto per almeno altri sei mesi. Non male, no? Anche la 8600GTS alla fine la pagai circa 30 euro, vendendo la mia precedente 1650Pro.

E’ così che bisogna fare per riuscire a sopravvivere in questo difficile mondo … di quello informatico parlo. Spendere poco, oculatamente e spesso. In questo modo si hanno sempre prodotti con buone potenzialità e in garanzia.
Sì, magari potrà sembrare brigoso controllare le offerte nei vari store online, ma è un piccolo prezzo da pagare per risparmiare dei preziosi euro. Di questi tempi può tornare utile, no?
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October 31, 2008
Oggi una notizia uscita sui molti giornali riporta che quasi il 60% dei ragazzi scarica illegalmente da Internet. Queste informazioni, emerse al festival del cinema di Roma, sembrerebbero essere la causa di tutti i mali del cinema e della musica tanto che il presidente della SIAE, Giorgio Assumma, afferma: «il vero problema è che soprattutto dai ragazzi, scaricare film e musica non è percepita come attività illecita».
In generale io non sono d’accordo con chi vede dietro il web lo strumento principe per vivere nell’illegalità senza poter essere scoperti da nessuno, ma questa volta devo ammettere che Assumma ha centrato il bersaglio.
Qualche giorno fa, infatti, ero a casa di un amico di 22 anni che ha un fratello di 13 anni. Il ragazzo più piccolo mi chiede se posso configurargli eMule. Chiaramente gli dico che non ci sono problemi ma immediatamente gli chiedo: «cosa devi farci con eMule?»
E lui candidamente mi ha risposto che voleva scaricarci delle canzoni. Al che io gli ho detto che la maggior parte della musica disponibile su eMule è fatta di canzoni protette dal diritto d’autore. In parole povere significa che stai scaricando illegalmente quei brani, mentre dovresti pagare per averli. E prontamente lui mi ha risposto che tutto sommato non gliene fregava nulla!
Questa storiella che potrebbe anche non significare nulla, è comunque stata specchio della realtà che viviamo. I dati dicono infatti che il 57% degli utenti tra 13 e i 17 anni scarica contenuti illegalmente. La percentuale va invece scendendo con l’aumentare dell’età.
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