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Il chip R300 di cui è dotata la Point Of View Radeon
9700 PRO è stato realizzato con un processo produttivo di 0.15 micron ed
è totalmente hardware-compatibile con le specifiche DirectX 9 di
Microsoft che non sono state ancora definitivamente rilasciate.
Questo fatto, a dire il vero, ha creato un po' di
scompiglio nei piani di ATi che aspettava il rilascio delle DirectX 9,
da parte di Microsoft, per l'inizio del mese di Settembre. D'altro
canto, però, i giochi in grado di sfruttare queste nuove API non li
vedremo prima della metà del prossimo anno dato che non ci sono ancora
giochi sul mercato che sfruttano appieno le DirectX 8.1...
Ma cosa significa, per un chip, essere pienamente
compatibile con le specifiche DirectX 9? In primis è necessario che
tutta la pipeline del chip video sia in grado di gestire i numeri in
virgola mobile (floating point) dall'inizio alla fine, per evitare
arrotondamenti che porterebbero un decadimento della qualità. Già questa
prima specifica implica un chip con un elevato numero di transistor...
Da considerare, poi, che ATi ha integrato nel suo
R300 ben 8 pipeline di rendering! Il risultato si traduce in 110 milioni
di transistor ed in innumerevoli problemi dovuti alle generose
dimensioni del chip.
La progettazione di chip molto
grossi e dotati di un elevato numero di piedini (l'R300 ne ha più di
1000! Si pensi che il Pentium 4 ne ha "soli" 478) incontra problemi di
packaging e di yeld. Le operazioni di packaging (impacchettamento)
devono tenere conto della disposizione dei piedini, della loro
connessione con il core interno e della dissipazione del chip; tutti
questi fattori hanno fatto propendere ATi per una soluzione di tipo
Flip-Chip (FCBGA) che viene adottata, così, per la prima volta in un
chip video. I motivi di un così elevato numero di piedini risiedono
nella interfaccia di memoria a 256-bit e in un elevato assorbimento di
corrente del chip stesso, tanto che molti pin sono dedicati proprio al
trasporto della corrente.
I problemi di yeld (resa), invece,
sono ben diversi. Questi sono legati alla dimensione del chip in quanto
prendono in considerazione, a livello statistico, i chip che potrebbero
uscire difettosi. Capite bene che più il chip è grosso e maggiori sono
le probabilità che ci sia un qualche difetto; dunque la yeld si abbassa
all'aumentare delle dimensioni del chip. In ultima analisi, un
abbassamento della yeld fa lievitare i costi di produzione! Ma non è
finita qui: alla yeld sono legate anche le frequenze di funzionamento.
Infatti la possibilità di impostare frequenze di clock di un certo
valore dipende da diversi fattori compresa la qualità del chip ed il
routing delle piste di collegamento dei transistor. Le impurità o le
imperfezioni vanno ad intaccare la qualità dei chip, perciò, se la yeld
è elevata la maggioranza dei chip potrà reggere una frequenza di clock
elevata, altrimenti solo pochi saranno in grado di raggiungere buoni
livelli.
Secondo quanto si è visto, ATi è
riuscita ad ottenere una elevata qualità nel grado di produzione del
chip R300 tanto che, a differenza delle schede dotate di chip Radeon
7500/8500, le nuove schede "Powered By ATi" (quelle di costruttori di
terze parti) avranno le stesse frequenze di funzionamento di quelle "Built
By ATi".
Inoltre, una così elevata
complessità del chip avrebbe fatto presumere che ATi non riuscisse a
spingere la sua GPU oltre i 250 MHz (Matrox ne sa qualcosa con il suo
chip Parhelia) anche se confrontato con l'attuale soluzione di nVidia,
il GeForce4 che già con 63 milioni di transistor non va oltre i 300
MHz. Ebbene, ATi ha impostato la frequenza dei chip R300 oltre i 300
MHz, precisamente a 325 MHz. Questo altro importante risultato è stato
raggiunto grazie ad un approccio Intel-like nella progettazione del
chip a differenza di quanto fatto da Matrox e 3DLabs (vi ricordate la
VPU P10?).
Le caratteristiche tecniche, in
dettaglio, del chip R300 le potete leggere qui di seguito:
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Processo produttivo: 0.15 micron;
-
Numero di transistor: oltre 110
milioni;
-
Pipeline di rendering: 8 con una
unità di texture per ogni pipeline;
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Pipeline di Vertex Shader: 4
programmabili;
-
Bus delle memorie: 256-bit DDR;
-
Memoria supportata: fino a 256 MB
di memoria DDR (ATi afferma che l'R300 è compatibile anche con le
DDR-II) con clock di almeno 300 MHz;
-
Banda di memoria: 19.2 GB/s
minimo (clock delle memorie a 300 MHz);
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Connessione: AGP 4x/8x;
-
API: pieno supporto hardware alle
DirectX 9 (Pixel e Vertex Shader) e OpenGL 2.0;
Come detto il chip R300 ha una
interfaccia verso le memorie DDR ampia 256-bit; questa interfaccia è
molto simile al controller delle memorie CROSSBAR di nVidia ed offre un
bus fatto di quattro controller indipendenti a 64-bit "load-balanced":
Tra le altre novità troviamo anche
la connessione AGP 8x (AGP 3.0) che garantisce una banda doppia rispetto
all'AGP 4x. Le specifiche AGP 8x richiedono una frequenza del bus pari a
66 MHz con 8 dati scambiati per ciclo di clock ed un bus AGP ampio
32-bit; questi dati fanno sì di avere una banda totale fra bus AGP e
Northbridge della scheda madre pari a 2.1GB/s.
Naturalmente, le schede che montano
il chip R300 sono compatibili all'indietro con le attuali schede madri
AGP 4x. Fra le altre schede video, già dotate di AGP 8x ricordiamo
quelle con chip SiS Xabre (il primo ad adottare l'AGP 8x) e le, appena
annunciate, GeForce 4 NV18 ed NV28.
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