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Il metodo di compressione usato dalle DTV è lo standard per DVD-Video e
satellite TV MPEG-2. Tale algoritmo si basa sul principio della registrazione
dei soli cambiamenti tra frames susseguenti e della esclusione, attraverso
varie tecniche, dei dettagli che l’occhio umano comunque non riuscirebbe a
percepire. Il livello di compressione dato dall’MPEG-2 è pari a 55-a-1 e questo pur mantenendo un elevato
livello di qualità dell’immagine.
Tuttavia non è da escludere che, a causa della larghezza di banda richiesta dai
video HDTV, nei prossimi anni le emittenti di stream HDTV decidano di passare a
tecnologie di compressione migliori come MPEG4 AVC, H.264 oppure Windows Media 9.
Allo stesso tempo l’uso di MPEG-2 offre la compatibilità dei CD-DVD con i
sistemi HDTV oltre alle possibilità di registrazione e visione sui PC di
programmi HDTV, a patto di
possedere una macchina abbastanza potente per la decodifica del flusso video in
tempo reale.
Altro aspetto da considerare è quello relativo al formato video.
L’aspect ratio (relazione tra larghezza e altezza dello schermo) delle HDTV è 16:9 (1,78:1) che è
molto vicino a quello usato nei cinema (tipicamente 1,85:1 o 2,35:1).
Di conseguenza solo su questo tipo di schermi il segnale non dovrà subire
operazioni di "pan & scan" (eliminando parti dell’immagine originale) o "letterbox" (bande nere
sopra e sotto l’immagine) per essere visto correttamente, come invece accade
con la TV tradizionale con la quale l’aspect ratio è 4:3 (1,33:1).
L’immagine delle HDTV sarà quindi “panoramica”, regalando una esperienza visiva
decisamente più coinvolgente sia nella visione del classico film, che in quella
di documentari naturalistici ed eventi sportivi.
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