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Per Pipeline Video si intende l'insieme delle operazioni e degli stadi che un
segnale video deve attraversare dall'ingresso in un sistema fino a che
l'immagine sia visualizzata su un monitor o su una TV. In generale i passi
chiave che possono essere individuati sono i seguenti:

Ovviamente, a seconda del dispositivo di cui stiamo trattando la pipeline può
comprendere o meno alcuni stadi. Diamo uno sguardo, dunque, ad ognuno dei
possibili stadi:
Cattura video (Capture): la fase di cattura video rappresenta il
processo di acquisizione dei dati video in formato digitale in modo da poter
elaborare e memorizzare facilmente tale stream. Se la fonte video è già in
formato digitale allora non sarà necessaria nessuna operazione di codifica,
viceversa se la fonte è in formato analogico. In quest'ultimo caso, appositi
stadi A/D (convertitori Analogico / Digitali) permetteranno di trasformare il
flusso analogico in un flusso di bit. A questi stadi viene richiesta una elevata
qualità video, in quanto sono i primi responsabili della qualità finale
dell'immagine e, come ovviamente immaginate, vi sono delle enormi differenze fra
la situazione con fonte analogica e quella con fonte digitale.
Codifica (Encoding): dopo che il segnale video è stato catturato da
una fonte analogica, esso deve essere codificato e compresso in un determinato
formato (ad esempio MPEG-2, DivX, MPEG-4, ...). La compressione permette di
salvare il file video senza grossi problemi e senza utilizzare GB di spazio ma
ricordiamo che non si tratta mai di una operazione senza perdita di qualità:
dunque a questo passaggio è sempre associato un calo della qualità del video. La
cattura direttamente in digitale permette di ottenere un file video già
compresso: a volte, però, la codifica video del file in ingresso è diversa da
quella richiesta dal sistema. In tal caso è necessario decodificare il file e
codificarlo nel formato voluto attraverso un'operazione nota come transcoding.
Decodifica (Decoding): la fase di decodifica permette di trasformare
il video compresso in un segnale che risulta possibile visualizzare (un po' come
se stessimo aprendo un file zip per utilizzare i file al suo interno). Questa
fase non implica nessuna operazione proprietaria, dunque essa è tanto migliore
quanto minore occupa lavoro di CPU.
Post-processing: la fase di post-processing può includere numerose
operazioni spesso intese a migliorare la qualità del segnale originale. In
questi stadi viene anche effettuato il passaggio fra una fonte interlacciata ed
un monitor non interlacciato o viceversa. Fra le operazioni comuni nelle fasi di
post-processing troviamo quelle di de-interlacing, frame-rate conversion,
scaling e color correction.
Display: lo stadio di display implica la connessione fra la sorgente
ed il dispositivo di visualizzazione. Ad esempio potrebbe riferirsi ad un
computer connesso ad un monitor oppure ad un DVD Recorder connesso ad una TV.
Ogni dispositivo di visualizzazione ha le sue caratteristiche peculiari che
possono variare anche molto dall'uno all'altro.
ATI ha implementato tutti gli stadi appena citati utilizzando la tecnologia
Avivo, ovviamente in quei prodotti che offriranno tale supporto.
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