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Come più volte ripetuto nelle nostre news e nei nostri approfondimenti, le
CPU Opteron ed Athlon64 integrano nel proprio core anche il controller per le
memorie. Questa soluzione presenta un aspetto molto positivo sotto il punto di
vista delle prestazioni ma limita, in un certo senso, la flessibilità del
sistema: un aggiornamento delle memorie dipenderà, a questo punto, solo dalla
compatibilità con la CPU e nulla potrà fare un nuovo chipset o qualche modifica
alla scheda madre. Ovviamente questa scelta si riflette anche in costi di
realizzazione della CPU notevolmente più elevati, spesso non compensati da un
costo più basso di realizzazione del chipset.
Cerchiamo di analizzare queste asserzioni, almeno secondo la teoria, partendo
dagli aspetti positivi.
- Prestazioni: l'integrazione del controller delle memorie all'interno
della CPU riduce in modo drastico le latenze che si hanno fra controller e CPU.
Con un chipset esterno, che integra il controller delle memorie, il percorso che
i dati devono fare dal controller alla CPU è notevolmente più lungo di quello
che farebbero se il controller fosse integrato nel core. Considerando che spesso
le memorie costituiscono un collo di bottiglia per l'intero sistema, questa
architettura apporta benefici in generale per ogni uso che si voglia fare della
macchina.
- Flessibilità: come detto in precedenza, però, ci sono anche aspetti
negativi della scelta di AMD. Ad esempio la flessibilità della CPU è ridotta. Se
essa integra un controller che supporta memorie DDR333 non potremmo mai
installare memorie di tipo DDR400 sul sistema e così via. Con il controller
integrato sulla scheda madre, la CPU sarà "recuperabile" in un futuro
aggiornamento delle memorie.
- Costi: l'integrazione di nuovi moduli all'interno del core della CPU
fa aumentare il numero di transistor MOS necessari al funzionamento della CPU.
Questo causa un primo aumento dei costi dovuto sia ad una maggiore complessità
della progettazione del circuito sia ad un aumento della superficie di silicio
necessaria alla realizzazione dell'intero chip. Ma questo primo aspetto potrebbe
anche essere considerato secondario... La causa maggiore di un aumento dei costi
di produzione sta in una minore resa (quella che in termini tecnici è detta
yeld) nella produzione delle CPU.
La resa è talmente importante, nel computo dei costi finali, che tutti i
produttori offrono prodotti a basso costo ricavati dagli stessi prodotti di
punta castrati di alcune funzionalità: questa politica è necessaria per
recuperare buona parte dei chip che presentano anomalie e difetti costruttivi
proprio alle parti che occupano una superficie maggiore di silicio e dunque
hanno maggiore probabilità di contenere dei difetti. In questa ottica si può
pensare, ad esempio, alle diverse linee di CPU che differiscono per il
quantitativo di memoria cache. Questa occupa un'area molto importante del chip e
quindi è quella che più facilmente potrebbe contenere dei difetti.
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