| Proprio la scorsa
settimana AMD ha introdotto la nuova CPU Athlon XP 3200+ che porta con
sé l'innovazione della frequenza di FSB a 400MHz. Già quando fu la volta dei 166MHz ci si
chiedeva, prima che AMD portasse a compimento questa scelta, quanto
potesse influire un innalzamento della frequenza di FSB da 133 MHz a
166 MHz. La risposta arrivò ben presto e, anche se non c'è stato un
notevole salto, occorre dire che il passaggio ad una frequenza di FSB
superiore ha introdotta una buona regola: quella di mettere in
sincronia frequenza di bus e frequenza delle memorie.

L'arrivo delle
memorie DDR400, a tal proposito, ha un po' deluso, soprattutto
considerando che il primo chipset a supportarle è stato il VIA KT400
che di sicuro non ha aiutato la diffusione di tali memorie a causa di
problemi di stabilità risolti alzando i timings e decretando un
peggioramento delle prestazioni del sistema con memorie DDR400 invece
che DDR333.
La successiva introduzione da parte di NVIDIA del chipset nForce 2
ha ridato speranze anche alle DDR400 su piattaforme AMD ed il passo
compiuto da quest'ultima con la commercializzazione di CPU con
FSB a 400MHz dovrebbe spingere ulteriormente l'adozione di memorie
DDR400 su piattaforme AMD.
Prima di passare al dettaglio dei test, comunque, ci preme mettere
in chiaro alcuni concetti fondamentali. Spesso si parla di FSB, ma a
volte il concetto non risulta chiaro a tutti. Il FSB (Front Side Bus)
è il bus che connette CPU e chipset ed è proprio su tale bus che
scorrono i dati fra memoria e CPU; dunque la sua frequenza di
funzionamento è molto importante dato che da essa può generarsi o meno
un collo di bottiglia. Pensate, ad esempio, se avessimo una CPU
Pentium 4 a 3.06 GHz (che attualmente funziona con un FSB a 133MHz che
viene moltiplicato per quattro prima di passare per il moltiplicatore
della CPU) con un FSB di qualche anno fa funzionante a 66MHz. In
pratica la CPU potrebbe funzionare benissimo a 3.06 GHz utilizzando un
moltiplicatore pari a 43x ma evidentemente si avrebbero dei colli di
bottiglia dovuti allo scarso apporto di dati da e verso la memoria
centrale.
Queste considerazioni fanno sempre arrivare a capire che la cosa
migliore per avere buone prestazioni è quella di avere un sistema
bilanciato per quanto concerne le frequenze di funzionamento di ogni
periferica.
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