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Comparativa memorie DDR (fine 2001)
Prodotta da Dino Fratelli il 07.12.2001

Introduzione

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Il mercato delle memorie sta offrendo davvero notevoli spunti di riflessione. Basti pensare che attualmente abbiamo almeno 3 tipi di memorie, fra loro incompatibili, che offrono prestazioni e costi diversi; parliamo delle memorie SDRAM PC100/133, delle DDR SDRAM PC1600/2100/2400 e delle RIMM PC600/800.

In questo articolo ci occuperemo delle memorie DDR SDRAM di tipo PC2100/2400. Abbiamo scelto di fare una comparativa con questo tipo di memorie, dato che ci sembra siano le più richieste sul mercato e quelle di cui se ne può trovare una vasta scelta. Prima di passare ai test, abbiamo voluto redigere un piccolo dizionario dei termini usati nell'articolo e che si sentono quando si acquistano questi tipi di memorie.

CAS (Column Address Strobe) o SDRAM Cycle Length: è il tempo che il chipset aspetta dalla richiesta del dato fino alla presentazione, da parte della memoria, del dato stesso al chipset. In parole povere, se una memoria ha un CAS Latency pari a 2, significa che dal momento che il chipset ha richiesto un dato passeranno due cicli di clock prima che il dato sia reso disponibile al chipset stesso. Dunque il CAS influenza le prestazioni solo in lettura. Inoltre, e questo si vede soprattutto con le memorie DDR, le impostazioni della voce CAS influenzano la prima richiesta da parte del chipset per un blocco di dati. Questo fa sì che le memorie DDR siano influenzate dal CAS molto meno che non le memorie SDR (che non hanno una gestione a blocchi).

Bank Interleave: la modalità Interleave serve a mascherare i cicli di refresh di ogni banco di memoria. In pratica, le memorie fabbricate con tecnologia SDRAM hanno bisogno di essere rinfrescate ad intervalli regolari onde evitare di perdere la carica contenuta nel condensatore che forma la singola cella di memoria. Per evitare di bloccare le operazioni di accesso a tutta la memoria mentre questa sta rinfrescando i vari banchi si può attivare la modalità Interleave. Questa modalità fornisce, di solito, le opzioni Disabled, 2 Bank o 4 Bank; maggiore è il numero di banche che mettiamo in Interleave e maggiori saranno le prestazioni.

DRAM Precharge to Active (Trp): meglio conosciuto come RAS Precharge Time, indica il numero di cicli di clock per cui il Row Address Strobe (RAS) deve mantenere la sua carica prima di un successivo refresh. Valori piccoli offrono prestazioni migliori.

DRAM Active to Precharge (Tras): questa voce si riferisce al tempo che la memoria impiega a fornire un dato contenuto all'interno di una delle sue locazioni. Impostandola a valori bassi si ottengono migliori performance, dato che la memoria deve inviare il dato in un tempo minore.

DRAM Active to CMD (Trcd): con la voce Trcd si indica il tempo che deve trascorrere fra due successive richieste di lettura da parte del chipset su due diverse celle di memoria. Ancora, impostando valori bassi, si ottengono prestazioni migliori. Questa voce può essere il fattore limitante nell'overclock della memoria proprio perché essa si riferisce al tempo permesso per attivare una riga dell'array di celle di memoria. Questa operazione consiste della decodifica dell'indirizzo di riga che risulta una operazione comunque veloce e della operazione di "trasporto" e amplificazione del dato fino ai piedini esterno del chip della memoria. Purtroppo questa seconda operazione risulta molto più critica, in quanto occorre sempre attendere un certo periodo di tempo per avere la certezza che il dato in uscita del sense amplifier (un amplificatore operazionale in configurazione differenziale) sia di sicuro uno 0 oppure un 1.

DRAM Burst Length: indica il numero delle locazioni di memoria di cui deve essere composto un blocco. Le memorie DDR, infatti, sono gestite a blocchi, come sarà possibile leggere più avanti.

DRAM Command Rate: questa voce indica il numero di cicli di clock permessi per selezionare l'uno o l'altro chip di memoria sul quale risiede il dato. Da tenere presente che questa voce incide solo sul primo accesso al banco selezionato, dunque non inficia affatto le prestazioni quando si effettuano accessi sequenziali sulla memoria.

DRAM Queue Depth: questa voce setta la lunghezza della coda dei comandi di refresh che vengono impartiti alla memoria. Se la memoria è occupata a fare altro quando arriva un comando di refresh, questo può essere accodato fino a che la coda non è piena. Capite che più lunga è la coda e migliori sono le performances della memoria dato che i comandi di refresh sono meno stringenti. Questo però è anche causa di instabilità provocata dal mancato refresh delle celle che potrebbero scaricarsi troppo in fretta.

La tecnologia delle memorie DDR è simile a quelle delle memorie SDR, basata sulle memorie SDRAM. Naturalmente non possiamo approfondire in questo ambito quelle che sono le caratteristiche della tecnologia SDRAM, altrimenti dovremmo dedicare almeno 10 pagine per descriverne il funzionamento. Quello che invece vogliamo esporre, è il funzionamento a grandi linee delle memorie DDR. Anzitutto sappiamo o almeno abbiamo sentito dire che le memorie DDR forniscono il doppio di dati rispetto alle memorie SDR. In effetti DDR sta per Double Data Rate e questo significa che il chipset può leggere o scrivere sulla memoria DDR due dati per ogni ciclo di clock (le memorie SDR possono gestire 1 solo dato per ciclo di clock). Ma cerchiamo di capire meglio con l'aiuto della seguente figura:

Schema di funzionamento memorie DDR

Il segnale di clock è rappresentato da una onda quadra di frequenza pari a 133 MHz (per una memoria DDR PC2100) visibile dalle linee bianche in figura. Sempre in figura si può vedere come i dati vengano gestiti (letti o scritti) sia quando il clock va alto che quando va basso facendo arrivare al chipset, realmente due dati per ogni ciclo di clock (1 ciclo di clock è contrassegnato con la linea verde in figura).

Per quello che riguarda i comandi e gli indirizzi inviati alla memoria, questi non sono alla stessa frequenza dei dati, bensì vengono gestiti dalla memoria solo durante il rising edge del clock (quando il clock va alto). In figura abbiamo rappresentato i comandi e gli indirizzi in blu.

Proprio per riuscire a gestire la situazione in cui i comandi e gli indirizzi arrivano più lentamente di quanto possa fare la memoria con i dati, le memorie DDR sono orientate a fornire i dati a blocchi (burst oriented). Infatti l'accesso alla memoria inizia ad una certa locazione e continua per un numero programmato di locazioni di lunghezza specificabile fra 2, 4 o 8 sia per la lettura che la scrittura dei dati. Questa impostazione viene effettuata dalla voce DRAM Burst Length del bios.

Come con le memorie SDR, anche le memorie DDR posseggono una pipeline adeguata per nascondere i tempi Row Precharge e Activation Time (due parametri molto importanti delle memorie SDRAM).

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