La scheda madre Chaintech Zenith 7NJS si presenta
secondo il classico schema, ormai consolidato, che
vede il NorthBridge da una parte ed il SouthBridge
dall'altra con tutti i componenti che vengono gestiti
dai due chip raccolti intorno agli stessi. Molto
interessante la colorazione gialla per tutti i
connettori, tranne quello AGP, scelta da Chaintech.
Gli elementi in metallo, per tener fede a questa
decisione cromatica, sono giallo oro.
Appena aperta la scatola salta subito all'occhio
l'adesivo attaccato sul Socket A che avverte che è
assolutamente indispensabile, se non si vuole "grigliare"
il processore, accendere il sistema solo dopo aver
installato un adeguato dissipatore sulla CPU stessa:
Tolto l'adesivo abbiamo subito pronto il nostro
Socket per inserire una CPU AMD Athlon o Duron. Il
Socket è dotato di una leva di bloccaggio metallica ed
è di buona fattura. Intorno ad esso si notano 8
condensatori sistemati ad L molto ordinati. Quelli
posti di lato sono ben distanti mentre quelli sul
davanti del Socket sono a distanza un po' troppo
ravvicinata tale da poter creare qualche problema con
alcuni dissipatori.
Davanti al Socket troviamo il chip nForce 2 SPP
posto a rombo e dotato di un dissipatore in alluminio
dorato con ventola molto efficiente e poco rumorosa.
Basta poco per togliere il dissipatore e scoprire il
chip di cui stiamo parlando:
Come detto nelle caratteristiche tecniche della
scheda Chaintech Zenit 7NJS, l'nForce 2 integrato su
questa scheda è quello senza il core grafico
integrato.
A proposito di grafica, la scheda 7NJS offre un
connettore AGP 8x con sistema di bloccaggio molto
simile a quelli visti sulle nuove schede madri Asus e
sulle EPoX. Per quanto ci riguarda si tratta di un
ottimo sistema per tenere al suo posto la scheda
grafica.
Gli slot di memoria disponibili sono tre, come
richiesto dalla configurazione del chipset nForce 2.
Nella foto vediamo due slot vicini ed un terzo più
distante: i due canali da 64-bit l'uno sono connessi,
il primo allo slot isolato ed il secondo ai due slot
vicini. Dunque per attivare la modalità Dual DDR è
necessario inserire una barretta di memoria sullo slot
isolato (Slot 3) ed una in uno degli altri due (Slot 1
o Slot 2). In tutti gli altri casi il sistema avrà un
semplice bus delle memorie a 64-bit.
Passando alla parte bassa della scheda, dove
abbiamo il chip MCP-T cominciamo col trovare ben tre
slot IDE. In pratica due di questi slot sono governati
dall'MCP-T NVIDIA ed offrono il supporto per quattro
periferiche EIDE ATA66/100/133. Il terzo slot IDE è
gestito, invece, dal controller Serial ATA Promise PDC
20376.
Il controller Serial ATA RAID supporta, oltre alla
porta IDE, due porte Serial ATA 150 con la possibilità
di creare una configurazione RAID 0, RAID 1. La
configurazione RAID può essere creata anche con due
dischi IDE connessi sullo stesso canale.
Molto utili i ponticelli con la parte superiore
allungata che permettono un inserimento facilitato.
Quasi tutti i ponticelli sulla scheda madre sono di
questo tipo:
Gli slot PCI a disposizione sono cinque. L'ultimo
slot che sembra un PCI rovesciato è, in realtà, uno
slot ACR nel quale vanno inserite alcune schede come
quella Firewire fornita in dotazione oppure la scheda
Soundstorm di NVIDIA.
Le connessioni disponibili sul retro della scheda
madre sono due porte PS2, una porta parallela, due
seriali, una porta joystick, uscite ed ingressi audio,
due porte USB 2.0 ed una porta LAN RJ45:
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