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Dopo la supremazia imposta in campo video, nVidia
entra dalla porta principale anche nel settore delle schede madri
proponendo due chipset davvero interessanti. Si tratta dell'nForce 220 e
dell'nForce 420, ambedue con supporto per processori Socket A e memorie
DDR PC2100.
A dire il vero, sembra che di schede madri con
chipset nForce 220 non ne vedremo mai a causa delle prestazioni teoriche
non proprio esaltanti. La Asus A7N266 oggetto della prova è dotata,
infatti, dell'nForce 420 di cui vedremo tutti i dettagli nelle prossime
pagine della recensione.
La prima cosa che salta all'occhio è che Asus ha rinnovato la grafica
stampata sulle scatole delle proprie schede madri. Infatti si è
passati, dal solito rosso fuoco, a scatole molto più colorate e piene
di grafica:
Aprendo la scatola troviamo al suo interno davvero un pacco di
roba:
- 1 scheda madre Asus A7N266;
- 1 confezione con un cavo IDE ATA100, un cavo IDE ATA33 ed un cavo
floppy;
- 1 confezione con una piastra con due porte USB supplementari e
relativo cavetto di connessione;
- 1 confezione con una piastra con uscita e ingresso di tipo audio
SPDIF e relativo cavetto di connessione alla scheda madre;
- 1 porta seriale aggiuntiva per recuperare quella che viene
"rubata" dal connettore di uscita video;
- 1 CD con i drivers, alcune utility come l'Asus PCProbe e i
software PC-Cillin 2000 e 3Deep;
- 1 CD con il gioco Messiah e un CD con il gioco Star Trek: New
Worlds entrambi in versione completa;
- 1 manuale completo di istruzioni in lingua inglese;
- 1 manuale di guida rapida all'installazione dove è spiegato come installare la
scheda e
come effettuare i vari collegamenti. Questo manuale è redatto in più
lingue compreso l'italiano;
- 1 foglio plastificato recante l’ubicazione di tutti i connettori
sulla scheda madre
Come era accaduto anche con la scheda madre A7A266-E, la
documentazione allegata alla scheda madre è davvero completa e può
essere di aiuto sia al principiante che all'esperto in fase di
installazione e di configurazione della scheda.
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