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Quando si parla di raffreddamento a liquido vengono subito a mente termini
come "prestazioni", "silenziosità", "installazione", etc. In generale gli scopi
principali di un kit di dissipazione a liquido sono quelli di offrire una
migliore dissipazione del calore rispetto ad un dissipatore ad aria ed una
minore rumorosità. E solitamente il prezzo da pagare è quello di una maggiore
difficoltà di integrazione unita a costi più elevati.
Non sempre però, fra i kit che abbiamo testato, sono state riscontrate queste
variabili. In alcuni casi le prestazioni di un kit a liquido non sono andate
molto oltre quelle di un normale dissipatore ad aria: almeno in tali casi non ci
sono stati grossi problemi di integrazione. Altre volte la rumorosità del kit
non era affatto più bassa di quella di un dissipatore ad aria medio e anche
questo direi che non è stato molto bello...

Rientra in quelli che sono definibili kit "non integrabili" e dal costo
decisamente elevato lo Zalman Reserator 1. Ma perché partiamo dai
difetti? La risposta è che, nel tentativo di realizzare prodotti altamente
integrabili e dal basso costo, molti produttori non raggiungono gli obiettivi
primari di un kit a liquido, motivo per cui sarebbe inutile preferirlo ad un
dissipatore ad aria. Infatti, fra i pregi del Waterkit Zalman Reserator 1
troviamo tutte le premesse che di certo potrebbero rendere il sistema
assolutamente silenzioso e dalle ottime prestazioni. Vedremo se sarà veramente
così...
L'idea che sta dietro allo Zalman Reserator 1
è abbastanza diversa da quella di waterblock classico. In questo caso, infatti,
al fine di ridurre al massimo la rumorosità non ci sono ventole ma si sfrutta il
fenomeno della convenzione per raffreddare il liquido in circolazione. Vedremo,
infatti, che le dimensioni del kit sono alquanto grosse!
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