|
Molti di voi si chiederanno cosa significhi avere una risoluzione di 24-bit o
diversa in una conversione Digitale/Analogica o Analogica/Digitale. Oppure cosa
comporti poter avere una scheda che possa campionare a frequenze di 32kHz
piuttosto che 64kHz. In questa pagina vogliamo darvi una risposta assolutamente semplicistica ma
che, speriamo, vi aiuti a chiarirvi le idee. Tra l'altro, le immagini che
vedremo sono state tratte proprio dalla presentazione di Creative Labs.
Il numero di bit adoperato dai dispositivi ADC (Analog to Digital Converter)
e DAC (Digital to Analog Converter) è molto importante per ottenere un buon
numero di livelli nella scala delle ampiezze del segnale. In genere, un processo
completo di acquisizione e restituzione del segnale è quello di acquisire un
segnale analogico dal mondo esterno (un suono, ad esempio), campionarlo mediante
un ADC, elaborarlo mediante un processore di segnale (come i DSP oppure i
processori integrati sulle schede Sound Blaster) e riconvertirlo in analogico
per fornirlo in uscita in una "lingua" capibile dall'orecchio umano.
Gli stadi ADC e DAC sono i responsabili delle conversioni necessarie ad eseguire
l'intero processo e dunque anche i primi responsabili di un possibile
decadimento della qualità del segnale. Nel primo caso, quello dell'ADC, accade
che il segnale analogico proveniente dall'esterno deve essere campionato. Questa
operazione consiste nel prendere alcuni punti della forma d'onda in ingresso e
valutare l'ampiezza del segnale in questi punti.
L'ampiezza verrà poi quantizzata: questo processo consiste nel convertire i
valori possibili della forma d'onda analogica in valori approssimati digitali
che, per forza di cose, sono in numero finito. Il numero dei possibili valori di
ampiezza dipende dal numero di bit utilizzati dall'ADC. Per 16-bit avremo 2^16
(65.536) possibili valori mentre con 24-bit a disposizione i valori diventano
2^24, ossia 16.777.216.
Il risultato, che arriva anche dopo la fase di conversione Digitale-Analogica
espletata dal DAC, è molto meno approssimativo se si usano 24-bit:
Ma tutto questo può anche non bastare. Infatti i convertitori DAC presenti
nella Audigy 2, offrono anche una elevata frequenza di campionamento. Come
dicevamo in precedenza, le operazioni di campionamento e ricostruzione del
segnale si basano sulla raccolta di informazioni punto per punto. Il numero di
punti presi lungo una determinata forma d'onda, perciò, assume un ruolo
fondamentale nella ricostruzione fedele del segnale. Addirittura esiste un
teorema secondo il quale, per riprodurre un segnale dopo le operazioni di
campionamento, è necessario campionare quella forma d'onda con una frequenza
almeno doppia di quella della forma d'onda stessa.
Facciamo un esempio. Supponiamo di voler trasformare il segnale acustico del
nostro telefono da analogico in digitale. La banda massima disponibile su un
apparecchio telefonico è di circa 4 kHz (la nostra voce occupa frequenze medie
che vanno da circa 100 Hz a circa 4000 Hz). Dunque, per poter ricostruire
fedelmente tutte le frequenze che potrebbero scorrere sul filo del telefono ci
sarebbe bisogno di un campionatore ad almeno 8 kHz; questo vuol dire prendere
8000 campioni al secondo. E' ovvio che più campioni prendo e maggiore è la
qualità della ricostruzione come si intuisce anche senza formule matematiche.
Tornando alla scheda Audigy 2, questa è dotata di ADC capaci di una frequenza
di campionamento di ben 96 kHz, il che equivale a poter ricostruire frequenze
dell'ordine di 48 kHz.
In uscita l'accuratezza è ancora maggiore con DAC che arrivano a funzionare fino
a 192 kHz, necessari alla riproduzione DVD Audio. Questa nuova modalità di
registrazione audio, permette di avere a disposizione di chi fa musica un
supporto per incidere a 24-bit e 192 kHz con possibilità di usare 5.1 canali
audio.
Infine volevamo far notare che il rapporto segnale rumore dichiarato da Creative
Labs sale a 106 dB contro i 100 dB della Audigy 1. Per chi non avesse molta
dimestichezza con i dB, precisiamo che una differenza di 3 dB, in campo audio,
significa un raddoppio della pressione sonora. Questo implica che durante
l'ascolto di un brano il rumore di fondo è davvero inesistente.
|