|
Essendo il nostro primo articolo sugli alimentatori è bene spiegare
alcuni aspetti teorici che andremo a valutare in seguito.
Active PFC
L'acronimo PFC sta per Power Factor Correction: esso rappresenta il
rapporto fra la potenza AC assorbita in ingresso dall'alimentatore e la
potenza restituita in uscita. E' ovvio che questo rapporto sarà sempre
minore di 1, dato che tutta la circuiteria dell'alimentatore avrà un suo
consumo, dissipato in calore e, necessariamente, non sqarà possibile
avere un fattore di conversione 1:1 (altrimenti sarebbe dimostrato il
moto perpetuo!).
Gli alimentatori senza PFC attivo hanno di solito un rapporto di
conversione (PF rating) del 50%. Gli alimentatori con PFC attivo
consumano molto meno ed offrono un rapporto decisamente maggiore: in
teoria si parla di valori superiori al 90%. Inoltre, gli alimentatori
Active PFC sono in grado di fornire tensioni migliori dato che i
circuiti elettronici dello stesso controllano ogni linea di corrente in
modo individuale.
Half Bridge Converter
All'interno dell'alimentatore è presente un circuito di "power switching"
che permette di sfruttare piccoli trasformatori invece che grossi pacchi
di trasformatori. Questo offre una resa notevolmente più elevata ed una
occupazione di spazio minore. Al fine di fornire al primario di un tale
trasformatore le giuste tensioni/correnti, il circuito di power
switching modula in frequenza il segnale proveniente dalla rete
elettrica usando 2 o 4 transistor. Nel caso vengano usati 4 transistor a
ponte, il circuito è detto Full Bridge Converter, mentre nel caso
vengano usati 2 soli transistor e due condensatori si parla di Half
Bridge Converter. In quest'ultimo caso la dissipazione di calore è
minore.
Efficiency
Rappresenta il rapporto tra la potenza totale di uscita e quella di
ingresso in termini percentuali. Potrebbe trattarsi dello stesso valore
visto nel caso del PFC ma non è così: in questo caso, infatti, viene
preso come riferimento l'alimentatore a pieno carico e tensione di
ingresso nominale. Solitamente l'efficienza è molto minore del rapporto
PFC e si aggira sul 60-70%.
EMI
EMI sta per ElectroMagnetic Interference. Si tratta di energia
indesiderata ad alta frequenza provocata dalla commutazione di
transistor, rettificatori di uscite e diodi presenti, ad esempio, negli
alimentatori a commutazione, che può essere condotta o irradiata.
RFI
RFI indica la parte di EMI irradiata (Radiated EMI) ed è anche detta
RadioFrequency Interference (interferenza a radio frequenza). La parte
dei segnali interferenti propagati nello spazio viene definita EMI
irradiata, visibile nel range che va dai 30MHz ai 300MHz.
Hold-Up time
Rappresenta il tempo durante il quale la tensione di uscita
dell’alimentatore rimane entro i valori delle specifiche a partire
dall’istante in cui manca la potenza in ingresso.
Short Circuit Protection
Si tratta di una protezione contro i cortocircuiti che limita la
corrente di uscita in modo da non danneggiare i circuiti
dell'alimentatore.
Ripple & Noise
Il Ripple (o rumore) è la grandezza della tensione in AC che troviamo
sulla tensione DC in uscita dall’alimentatore. Questa è espressa in
millivolt di picco o di valore efficace su una data larghezza di banda.
La rumorosità delle linee di alimentazione deriva dall'azione di
rettificazione della tensione in ingresso, dalla commutazione dei
transitors e da altro rumore casuale.
Sense wire
Il Sense wire o "cavo sensore" serve a monitorare la tensione presente
su una linea e secondo un circuito di retroazione cercare di tenere la
tensione stabile su un dato valore.
Distribuzione del carico fra le linee
Spesso, guardando i dati di targa di un alimentatore possiamo osservare
due grandezze, in particolare: tensione e corrente disponibile su ogni
linea. Moltiplicando la tensione per la corrente del rispettivo canale
otteniamo la potenza, misurata in Watt (W) di ogni linea. Ma, se per
curiosità, andiamo a sommare la potenza disponibile su ogni linea,
otteniamo sempre un valore maggiore di quella che è la massima potenza
per cui quell'alimentatore ci è stato venduto.
Nei casi più seri, sui dati di targa vengono specificate sia le
massime correnti di ogni linea, sia la massima potenza che possiamo
ricavare dalle linee quando queste lavorano in congiunzione fra loro.
Questo parametro è molto importante, dato che in un PC non si sfrutta
mai solo la linea dei +5V o quella dei +3.3V...
|