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Il calore è stato da sempre un dilemma difficile da risolvere per quanto riguarda l´efficienza energetica. Molta parte dell´elettricità utilizzata per accendere una lampadina è persa in calore: solo il 10% circa della luce prodotta è nello spettro del visibile.
Partendo da questo concetto, si può facilmente arrivare alle stesse problematiche dei chip elettronici per computer. I produttori di CPU come Intel ed AMD, hanno compiuto importanti passi avanti in questo settore, ma il controllo del calore dissipato continua ad essere un problema di difficile soluzione.
L´idea venuta ad Eneco, una startup company americana, è stata quella di sfruttare qualcosa di simile al principio di Peltier (applicando una corrente, due superfici di uno stesso blocco possono assumere andamenti di temperatura inversamente proporzionali): quello che l´azienda stessa definisce "Power Chip" è una soluzione che permette di convertire direttamente il calore in elettricità o, inversamente, è in grado di raggiungere -200°C quando ai suoi capi è applicata una corrente. Il Dr. Lew Brown, presidente e CEO di Eneco afferma che questo chip può essere comparato all´invenzione del transistor, o della TV, o del primo velivolo.
La tecnologia utilizzata dal Power Chip si basa sul concetto dell´emissione termoionica causata dalle vibrazioni dovute all´energia termica che supera le forze elettrostatiche che mantengono gli elettroni sulla superficie. Gli elettroni liberi possono migrare, dunque, verso una superficie metallica fredda che crea una carica elettrica che è possibile riutilizzare. Al crescere della temperatura, tale effetto aumenta drasticamente.
Il chip è in grado di funzionare fino a temperature di 600°C e può convertire calore in elettricità con una efficienza compresa fra il 20% ed il 30%. Eneco prevede che inizialmente la sua tecnologia possa essere utilizzata nelle stazioni di monitoraggio e nei missili per lo spazio. Allo stesso tempo, però, la società sta sviluppando i contatti con produttori come Apple e Dell per capire quali possono essere le reali applicazioni di un tale chip nei tipici PC.
Addirittura sembra che un´altra azienda, nota come Power Chips, abbia sviluppato un´idea simile a qualle di Eneco ma raggiungendo risultati migliori, con una efficienza di conversione compresa fra il 40% ed il 50%. La differenza fra i due approcci sta nel fatto che Power Chips ha inserito un gap vuoto fra i due metalli (10 micron) mentre Eneco vi ha inserito un transistor. Ed è proprio questo spazio vuoto che aumenta l´efficienza in quanto il calore trova più difficilmente la strada per tornare indietro.
Ulteriori informazioni a questo indirizzo.
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