| Non avrei mai pensato,
prima d'ora, che sul mio PC di casa ci sarebbero stati installati due
hard disk in modalità RAID 0. Ma questo si è verificato e devo dire
che ne sono molto contento. La velocità guadagnata è notevole tanto
che si vede anche ad occhio. Tutto questo è stato possibile grazie ai
prezzi sia dei controller che dei dischi che sono scesi molto rispetto
agli anni passati. Contando poi che il controller me lo sono ritrovato
già integrato nella scheda madre Abti KT7 Pro Raid, ho dovuto solo
spendere qualche soldo in più per il secondo hard disk. Fatta questa breve premessa di dovere molti di voi si chiederanno che
cos'è sto Raid. Bene, allora partiamo dalla teoria. Non sto qui a
raccontarvi la storia dei 3 ragazzi di.... ma passo subito al sodo.
Redundant Array of Inexpensive Disks ecco quello che voleva dire RAID
in tempi passati. Oggi la stessa sigla è usata per dire Redundant Array of
Indipendent Disks; in effetti, nel passato, questa tecnica era usata per
collegare assieme hard disk di piccolo taglio in modo da avere una
capacità più elevata ad un costo minore di un solo disco della stessa
capacità. Oggi, che questi problemi sono stati ampiamente superati, è
stata sostituita la parola Inexpensive (poco costoso) con Indipendent
(indipendente). Detto in parole povere RAID è una tecnica di una configurazione fatta di più dischi fissi
che collegati in un certo modo permettono di avere elevate velocità e/o
elevata sicurezza. Ma procediamo con ordine. Il problema principale che i
sistemi moderni hanno è la velocità dei dischi fissi che quasi sempre
costituisce il collo di bottiglia dell'intero sistema. Per accelerare le
prestazioni degli hard disk si è fatto e si sta facendo ancora molto
(vedi le nuove interfacce ATA33/66
e 100, aumento della velocità di rotazione dei dischi da 5600 a 7200 a
10000 e anche 15000 RPM, ecc.) ma tutto questo non basta perché a
fronte di aumenti prestazionali minimi per i dischi, corrispondono
incrementi molto più marcati per gli altri componenti come processori,
schede video, ecc. Un modo per cercare di evitare questo problema è
usare più hard disk in modalità RAID, prerogativa che fino a poco
tempo fa era ad appannaggio solo di Server e Workstation e soprattutto
disponibile solo per la tecnologia SCSI. Il controller preso in esame,
invece, permette di collegare due dischi EIDE in modalità RAID e il
costo dell'intero sistema è proponibile anche per un utente domestico.
Come avrete intuito esistono diverse modalità RAID a seconda del
risultato che si vuole ottenere. Vediamo tutte le possibili
combinazioni nella tabella seguente:
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Modalità RAID |
| Raid 0 o Striping |
Non offre nessuna ridondanza ma solo
elevate prestazioni rispetto al disco singolo. Se vengono a
crearsi dei problemi coi dati memorizzati sul disco non c'è
modo di recuperarli. Si ha bisogno di almeno due dischi. La
capacità totale è la somma delle capacità dei due dischi. |
| Raid 1 |
Buon livello di ridondanza e buone
prestazioni. La tecnica è quella di effettuare una copia esatta
dei dati, che vanno su un disco, su un secondo disco; questo
permette di avere una elevata sicurezza perché se si dovesse
rompere un disco avremo sempre l'altro da cui prendere i dati e
una volta ripristinato il secondo disco il sistema procederà a
ricreare automaticamente la copia esatta sul nuovo disco. Le
prestazioni in scrittura sono le stesse rispetto al disco
singolo ma aumentano in lettura sempre rispetto ad un solo
disco. La capacità totale è pari alla capacità del disco più
piccolo. |
| Raid 0+1 |
E' la combinazione dei livelli 0 e 1
prendendo i pregi del Raid 0 per le performance e del raid 1 per
la sicurezza. E i difetti dove sono? Occorrono 4 dischi, due per
lo striping e due per le copie. |
| Raid 2 |
Questa modalità offre buone
prestazioni e anche un certo livello di ridondanza dei dati. Il
comportamento è simile a quello del Raid 0 con i byte che
vengono memorizzati alternativamente sui due dischi ma i dati
stessi vengono protetti con un codice di controllo sulla parità
(Hamming). Lo svantaggio di questa tecnica è che per fare un
Raid fra due dischi ne occorre almeno un altro sul quale verrà
memorizzato il codice di parità. In pratica si hanno 4 dischi
in più per la memorizzazione del codice ogni 10. |
| Raid 3 |
Come per il Raid 2, anche il 3°
livello usa una modalità striping. Il notevole vantaggio di
questo livello di Raid è che la memorizzazione di tutto il
codice di Hamming è fatta su un solo disco aggiuntivo. Si
creano, però, altri problemi: i dischi devono essere identici e
sincronizzati nella velocità attraverso lo Spindle Sync, una
tecnica che permette di scambiare informazioni fra i due motori
del disco per tenersi sincronizzati. |
| Raid 4 |
La modalità Raid 4 è simile a
quella Raid 3 ma con il vantaggio che la memorizzazione delle
informazioni sul disco avviene non byte per byte ma a pacchetti
variabili. In questo modo non c'è più bisogno della
sincronizzazione nella scrittura e l'algoritmo di generazione
del codice di parità risulta più semplice. |
| Raid 5 |
E' l'evoluzione del Raid 4 con il
vantaggio che in questo caso dati e informazioni di parità
vengono mescolati e dunque non c'è più bisogno nemmeno del
disco aggiuntivo. Questo permette di avere anche un aumento
delle prestazioni dovuto al fatto che non bisogna andare a
leggere le informazioni su un disco diverso ma le troviamo
subito a portata di mano. |
| Raid 6 |
Uguale al Raid 5 ma con le
informazioni di parità doppie rispetto a questo. |
| Altre modalità ibride |
Si possono realizzare ancora altri
livelli di Raid combinando quelle che ho elencato e combinando
quindi i pregi dell'una e dell'altra tecnica. |
Tutti questi standard sono regolati da un ente chiamato RAID Advisory
Board che controlla il rispetto di tutte le regole sopra citate. Gli
standard sono descritti, poi, in una pubblicazione chiamata RAID Book
che spiega in modo dettagliato le caratteristiche e le connessioni fra
controller e dischi per le diverse modalità.
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