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Modalità RAID e controller High-Point HPT370
Prodotta da Dino Fratelli il 05.01.2001

Introduzione

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Non avrei mai pensato, prima d'ora, che sul mio PC di casa ci sarebbero stati installati due hard disk in modalità RAID 0. Ma questo si è verificato e devo dire che ne sono molto contento. La velocità guadagnata è notevole tanto che si vede anche ad occhio. Tutto questo è stato possibile grazie ai prezzi sia dei controller che dei dischi che sono scesi molto rispetto agli anni passati. Contando poi che il controller me lo sono ritrovato già integrato nella scheda madre Abti KT7 Pro Raid, ho dovuto solo spendere qualche soldo in più per il secondo hard disk.

Fatta questa breve premessa di dovere molti di voi si chiederanno che cos'è sto Raid. Bene, allora partiamo dalla teoria. Non sto qui a raccontarvi la storia dei 3 ragazzi di.... ma passo subito al sodo.

Redundant Array of Inexpensive Disks ecco quello che voleva dire RAID in tempi passati. Oggi la stessa sigla è usata per dire Redundant Array of Indipendent Disks; in effetti, nel passato, questa tecnica era usata per collegare assieme hard disk di piccolo taglio in modo da avere una capacità più elevata ad un costo minore di un solo disco della stessa capacità. Oggi, che questi problemi sono stati ampiamente superati, è stata sostituita la parola Inexpensive (poco costoso) con Indipendent (indipendente). Detto in parole povere RAID è una tecnica di una configurazione fatta di più dischi fissi che collegati in un certo modo permettono di avere elevate velocità e/o elevata sicurezza. Ma procediamo con ordine. 

Il problema principale che i sistemi moderni hanno è la velocità dei dischi fissi che quasi sempre costituisce il collo di bottiglia dell'intero sistema. Per accelerare le prestazioni degli hard disk si è fatto e si sta facendo ancora molto (vedi le nuove interfacce ATA33/66 e 100, aumento della velocità di rotazione dei dischi da 5600 a 7200 a 10000 e anche 15000 RPM, ecc.) ma tutto questo non basta perché a fronte di aumenti prestazionali minimi per i dischi, corrispondono incrementi molto più marcati per gli altri componenti come processori, schede video, ecc. Un modo per cercare di evitare questo problema è usare più hard disk in modalità RAID, prerogativa che fino a poco tempo fa era ad appannaggio solo di Server e Workstation e soprattutto disponibile solo per la tecnologia SCSI. Il controller preso in esame, invece, permette di collegare due dischi EIDE in modalità RAID e il costo dell'intero sistema è proponibile anche per un utente domestico. Come avrete intuito esistono diverse modalità RAID a seconda del risultato che si vuole ottenere.  Vediamo tutte le possibili combinazioni nella tabella seguente:
 

Modalità RAID
Raid 0 o Striping Non offre nessuna ridondanza ma solo elevate prestazioni rispetto al disco singolo. Se vengono a crearsi dei problemi coi dati memorizzati sul disco non c'è modo di recuperarli. Si ha bisogno di almeno due dischi. La capacità totale è la somma delle capacità dei due dischi.
Raid 1 Buon livello di ridondanza e buone prestazioni. La tecnica è quella di effettuare una copia esatta dei dati, che vanno su un disco, su un secondo disco; questo permette di avere una elevata sicurezza perché se si dovesse rompere un disco avremo sempre l'altro da cui prendere i dati e una volta ripristinato il secondo disco il sistema procederà a ricreare automaticamente la copia esatta sul nuovo disco. Le prestazioni in scrittura sono le stesse rispetto al disco singolo ma aumentano in lettura sempre rispetto ad un solo disco. La capacità totale è pari alla capacità del disco più piccolo.
Raid 0+1 E' la combinazione dei livelli 0 e 1 prendendo i pregi del Raid 0 per le performance e del raid 1 per la sicurezza. E i difetti dove sono? Occorrono 4 dischi, due per lo striping e due per le copie.
Raid 2 Questa modalità offre buone prestazioni e anche un certo livello di ridondanza dei dati. Il comportamento è simile a quello del Raid 0 con i byte che vengono memorizzati alternativamente sui due dischi ma i dati stessi vengono protetti con un codice di controllo sulla parità (Hamming). Lo svantaggio di questa tecnica è che per fare un Raid fra due dischi ne occorre almeno un altro sul quale verrà memorizzato il codice di parità. In pratica si hanno 4 dischi in più per la memorizzazione del codice ogni 10.
Raid 3 Come per il Raid 2, anche il 3° livello usa una modalità striping. Il notevole vantaggio di questo livello di Raid è che la memorizzazione di tutto il codice di Hamming è fatta su un solo disco aggiuntivo. Si creano, però, altri problemi: i dischi devono essere identici e sincronizzati nella velocità attraverso lo Spindle Sync, una tecnica che permette di scambiare informazioni fra i due motori del disco per tenersi sincronizzati.
Raid 4 La modalità Raid 4 è simile a quella Raid 3 ma con il vantaggio che la memorizzazione delle informazioni sul disco avviene non byte per byte ma a pacchetti variabili. In questo modo non c'è più bisogno della sincronizzazione nella scrittura e l'algoritmo di generazione del codice di parità risulta più semplice.
Raid 5 E' l'evoluzione del Raid 4 con il vantaggio che in questo caso dati e informazioni di parità vengono mescolati e dunque non c'è più bisogno nemmeno del disco aggiuntivo. Questo permette di avere anche un aumento delle prestazioni dovuto al fatto che non bisogna andare a leggere le informazioni su un disco diverso ma le troviamo subito a portata di mano.
Raid 6 Uguale al Raid 5 ma con le informazioni di parità doppie rispetto a questo.
Altre modalità ibride Si possono realizzare ancora altri livelli di Raid combinando quelle che ho elencato e combinando quindi i pregi dell'una e dell'altra tecnica.

Tutti questi standard sono regolati da un ente chiamato RAID Advisory Board che controlla il rispetto di tutte le regole sopra citate. Gli standard sono descritti, poi, in una pubblicazione chiamata RAID Book che spiega in modo dettagliato le caratteristiche e le connessioni fra controller e dischi per le diverse modalità.
 


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Il controller HPT370