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Corso Introduzione a GNU/Linux - Livello base
Prodotta da Dinox PC Team

Sicurezza di sistema

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7.1 Firewall

Il firewall è uno strumento hardware e/o software mirato a filtrare tutto quello che entra ed esce da una rete secondo un insieme di regole dette "regole". In parole povere il firewall è un semplice filtro. Esistono diversi tipi di firewall in commercio dai meno costosi come un firewall Linux a quelli dispendiosi come i firewall hardware pix di Cisco Systems. I firewall sostanzialmente si dividono in due categorie: proxy e packet filtering.

Il firewall di tipo proxy è implementato a livello applicazione dello standard ISO/OSI. Il firewall di tipo packet filtering è implementato a livello di trasporto dei pacchetti dello standard ISO/OSI. Il kernel Linux può essere configurato come un packet filtering, un proxy o entrambi. Un pacchetto che permette a Linux di essere un firewalling proxy è squid. Lo squid riceve tutte le richieste web e ftp da parte dei client sulla rete lan e provvede personalmente a reperire le informazioni richieste in internet per poi consegnarle ai client, impedendo a questi di venire in contatto diretto con la rete globale internet.

Il pacchetto che permette di comportarsi come packet filtering è, invece, Netfilter noto anche come come iptables. In merito al comportamento di Linux come packet filtering è necessario sottolineare che con l’avvento del nuovo kernel 2.4.x è stato creato il pacchetto iptables ma col vecchio kernel 2.2.x viene utilizzato il comando ipchains. La tipologia di funzionamento di ipchains e iptables è differente, quindi gli script creati ad hoc per una delle due tipologie diventa incompatibile con l’altra. Entrambe le tipologie mirano, però, alla creazione di un insieme di regole che permettono di filtrare tutto il traffico che passa in entrata o in uscita da un determinato punto della rete. Questo punto, tipicamente, è rappresentato dal server di routing, ossia dal calcolatore che ha il compito di instradare i pacchetti dalla rete privata alla rete globale internet e viceversa.

7.2 Tcp-wrapper

Il demone TCPD, chiamato anche tcp wrapper, è utilizzato per agevolare l’accesso dei client ai servizi internet come telnet, ftp, finger ecc. Questo demone usa due file di configurazione per stabilire chi ha il permesso per utilizzare un determinato servizio internet. Il primo file di configurazione e’ /etc/hosts.allow che serve per definire chi e’ abilitato all’uso di un determinato servizio internet.

Questo file è strutturato in tre campi separati ognuno dal carattere ":". Facciamo un esempio:

in.ftpd:192.168.0.15:allow

in.telnetd:192.168.0.0/255.255.255.0:allow

in.fingerd:*.madeinlinux.com:allow

Nell’esempio il servizio internet ftp rappresentato dalla stringa in.ftpd, è concesso al calcolatore con indirizzo IP 192.168.0.15 tramite la parola chiave allow. Il servizio telnet è concesso a tutti i client della rete di classe C 192.168.0 ed il servizio finger a tutti i client del dominio madeinlinux.com.

Il secondo file di configurazione è /etc/hosts.deny che serve per definire chi non è abilitato all’uso di un determinato servizio internet. Questo file è strutturato in tre campi separati ognuno dal carattere ":". Ad esempio:

in.ftpd:192.168.0.0/255.255.255.0:deny

in.telnetd:192.168.0.40:deny

in.finger:*.madeinlinux.com: deny

in.rlogind:*.ideainformatica.com EXCEPT 192.168.0.18:deny

Nell’esempio il servizio internet ftp rappresentato dalla stringa in.ftpd, è negato a tutti i client della rete di classe C 192.168.0 tramite la parola chiave deny. Il servizio telnet è negato al calcolatore con indirizzo IP 192.168.0.40. Il servizio finger è negato a tutti i client del dominio madeinlinux.com. Il servizio rlogin è negato a tutti i client del dominio ideainformatica ad eccezione del calcolatore con indirizzo IP 192.168.0.18 grazie alla parola chiave EXCEPT. Modificati i files hosts.allow ed hosts.deny è necessario che il tcpd rilegga la nuova configurazione tramite il comando:

\# killall -HUP inetd

La definizione del servizio Internet tramite il demone tcpd è nel file /etc/inetd.conf appartenente al superdemone inetd; quindi per fare in modo che il tcpd si aggiorni con la nuova configurazione è necessario che venga riletta la definizione dei servizio Internet da parta di inetd.

7.3 Port scanning, sniffer e cracking di password

La sicurezza informatica è un aspetto che al giorno d’oggi assume una importanza fondamentale per garantire l’integrità di un sistema informatico aziendale. In internet sono reperibili gratuitamente una serie di utility che permettono di pesare il grado di sicurezza di una generica rete.

7.3.1 Nmap
Nmap è una di queste utility: essa permette di visionare i servizi che girano su un generico calcolatore dando indicazione delle porte di comunicazione impiegate tramite un processo di scansione delle porte.

nmap deve essere utilizzato dagli amministratori di sistema per cercare vulnerabilità sulle proprie macchine. La scansione di reti è un’attività ai limiti della legittimità e per questo motivo bisogna essere autorizzati a farlo. Un esempio dell’utilizzo di nmap è nell’effettuare la scansione di porte di un indirizzo IP (ad esempio 192.168.10.22 della intranet di Madeinlinux):

nmap -v -sS -O 192.168.10.22
Adding open port 21/tcp
Adding open port 443/tcp
Adding open port 22/tcp
Adding open port 25/tcp
Adding open port 80/tcp
Adding open port 110/tcp
Adding open port 873/tcp

Da questo tipo di analisi è facile capire quali sono i servizi base che sono utilizzati, ossia il servizio ftp che lavoro sulla porta 21, il servizio pop3 che lavora sulla porta 110, il servizio smtp che lavora sulla 25, il servizio ssh che lavora sulla 22, il servizio http che lavora sulla porta 80, il servizio https che lavora sulla 443 ed altri due servizi che usano rispettivamente la porta 110 e la porta 873. Tutti questi servizi usano il protocollo tcp. Nmap effettua la scansione di porte usando una serie di modalità. L’esempio precedente usa la modalità tcp syn stealth grazie al flag -sS. Una scansione effettuata con questa modalità non è rilevabile se non con l’uso di particolari tools come scanlogd. Potete scaricare Nmap direttamente dal nostro sito a questi link:

7.3.2 Tcpdump
Tcpdump è una utility che analizza le intestazioni dei pacchetti che passano da una scheda di rete. Un esempio dell’uso di tcpdump è il seguente:

\# tcpdump -i eth0

Col flag -i si specifica l’interfaccia di rete sulla quale sono analizzati tutti i pacchetti: in questo caso il device è eth0.

7.3.3 Ethereal
Ethereal è una utility che analizza i protocolli di rete, ossia è uno sniffer. Questa utility si appoggia ad un'altra serie di tools come tcpdump per poter svolgere una analisi accurata della rete. Un esempio dell’uso di ethereal è il seguente:

\# ethereal -i eth0

Col flag -i si specifica l’interfaccia di rete sulla quale sono analizzati tutti i pacchetti, in questo caso il device è eth0. Il risultato a video e’ il seguente:

gp1 -> ns.dnet.it DNS Standard query PTR 94.0.10.10.in-addr.arpa ns.dnet.it -> gp1 DNS Standard query response, No such name gp1 -> ns.dnet.it DNS Standard query PTR 254.0.10.10.in-addr.arpa ns.dnet.it -> gp1 DNS Standard query response, No such name gp1 -> ns.dnet.it DNS Standard query PTR 2.192.242.194.in-addr.arpa

Quello che si intuisce è che è stata effettuata una richiesta al servizo internet DNS. Ethereal è molto simile al tcpdump, ma con qualche particolarità in più.

7.3.4 John the ripper
John the ripper è una utility che permette di effettuare il crack delle password del file che ospita le password criptate. Nei sistemi GNU/Linux il file delle password criptate è /etc/shadow, nel caso sia implementato il meccanismo delle shadow, ed usa un algoritmo di tipo DES. Prima di procedere ad un esempio è bene effettuare una copia di sicurezza del file delle password criptate tramite il seguente comando:

\# cp /etc/shadow /etc/shadow.originale

Un esempio dell’uso di John the ripper è il seguente:

john -single /etc/shadow

Il risultato a video è il seguente:

Loaded 4 password with 4 differents sales (FreeBSD MD5 [32/32])
pippo (pippo)
oracle (oracle) guesses: 2 time 0:00:00:02 100% c/s: 2601 trying:999991969

E’ evidente che l’utility è riuscita a decriptare le password degli utenti "pippo" ed "oracle" che, per esempio pratico, sono state poste uguali al nome utente. La password è racchiusa tra le due parentesi tonde. Per l’utente root è stata utilizzata una password molto lunga composta da caratteri numerici ed alfanumeirci e come si nota l’utility non è riuscita a scoprirla. John the ripper usa un dizionario delle password con il quale effettua il confronto con la password criptata contenuta in questo caso nel file /etc/shadow. E’ buona norma per un amministratore di sistema impostare un livello di sicurezza delle password che garantisca un minimo di protezione contro queste utility.

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