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Passiamo ora ad analizzare alcuni componenti passivi di notevole
interesse.
Circuito elettrico
Un circuito elettrico è un sistema chiuso per la distribuzione e
l'utilizzo di energia elettrica. Un circuito di base è composto dai
seguenti elementi:
- un generatore;
- un utilizzatore;
- un conduttore di andata;
- un conduttore di ritorno.
Nella immagine seguente una
rappresentazione di un circuito composto da una pila (il generatore),
due fili (i conduttori di andata e ritorno) ed una lampadina
(l'utilizzatore):

Resistore
Un resistore è un elemento composto di materiale ad alta resistività
come grafite, nichelcromo, impasto di carbone, etc. Generalmente un
resistore si presenta come un cilindro ceramico sul quale viene
depositato un impasto resistivo oppure viene avvolto del filo
metallico. Ai capi del corpo cilindrico di materiale isolante sono
disposti due spezzoni di filo connessi al materiale resistivo e detti
reofori, i quali vanno connessi agli altri punti del circuito. Qui in
basso potete vedere una immagine di alcuni resistori reali:

In simboli, un resitore è identificato come segue:

Il valore di resistenza di un resistore è individuato,
generalmente, da un codice a bande colorate che si può facilmente
interpretare. Prima di vedere come agire per riconoscere i diversi
resistori è utile parlare di tolleranza e valori
normalizzati.
La tolleranza di un resistore è il massimo scostamento del suo
valore di resistenza reale rispetto a quello nominale indicato nei
suoi dati di targa. La tolleranza viene normalmente espressa in
percentuale. Di solito vengono usati i seguenti valori:
|
Valori percentuali di tolleranza |
| Resistori di altissima precisione |
0,25% e 0,1% |
| Resistori di alta precisione |
0,5%, 1% e 2% |
| Resistori di media precisione |
5% e 10% |
| Resistori di bassa precisione |
20% |
A seguito delle norme IEC sono stati fissati 4 gruppi di
valori normalizzati per i resistori a seconda che si tratti di
resistori di alta/altissima precisione oppure di altri. I valori che
vengono forniti sono compresi nell'intervallo 0 ... 10, gli altri sono
tutti multipli e sottomultipli di questi.
| Gruppi E6, E12, E24 dello
standard IEC |
| E6 |
E12 |
E24 |
| 1,0 |
1,0 |
1,0 |
| |
|
1,1 |
| |
1,2 |
1,2 |
| |
|
1,3 |
| 1,5 |
1,5 |
1,5 |
| |
|
1,6 |
| |
1,8 |
1,8 |
| |
|
2,0 |
| 2,2 |
2,2 |
2,2 |
| |
|
2,4 |
| |
2,7 |
2,7 |
| |
|
3,0 |
| 3,3 |
3,3 |
3,3 |
| |
|
3,6 |
| |
3,9 |
3,9 |
| |
|
4,3 |
| 4,7 |
4,7 |
4,7 |
| |
|
5,1 |
| |
5,6 |
5,6 |
| |
|
6,2 |
| 6,8 |
6,8 |
6,8 |
| |
|
7,5 |
| |
8,2 |
8,2 |
| |
|
9,1 |
Il quarto gruppo, E96, consta di ben 96 valori; per i nostri scopi
non avremo mai bisogno di far ricorso a resitori di elevata
precisione: quelli con il 5% o 10% di tolleranza saranno più che
sufficienti. Tornando alla tabella precedente, vogliamo fare qualche
esempio: prendiamo la colonna E12 e leggiamo i valori in essa
contenuti. Tra questi, pescando a caso, abbiamo il valore 5,6 dunque
da qui sappiamo che potremmo trovare resistenze di valore pari a 5,6
Ohm, 56 Ohm, 560 Ohm, 5600 Ohm, 0,56 Ohm e così via anche per gli
altri numerelli.
Sulle resistenze a filo e/o di grossa potenza, il valore di
resistenza viene espresso numericamente. A questo proposito è
interessante notare che spesso appaiono delle sigle come k
oppure M. Si tratta di moltiplicatori (o multipli) che aiutano
a scrivere il valore in forma concisa:
| Moltiplicatori o multipli |
| Prefisso |
Fattore di
moltiplicazione |
Simbolo |
Valore |
| Tera |
10E12 |
T |
1000000000000 |
| Giga |
10E9 |
G |
1000000000 |
| Mega |
10E6 |
M |
1000000 |
| kilo |
10E3 |
k |
1000 |
| etto |
10E2 |
h |
100 |
| deca |
10E1 |
da |
10 |
| unità |
10E0 |
|
1 |
| deci |
10E-1 |
d |
0.1 |
| centi |
10E-2 |
c |
0.01 |
| milli |
10E-3 |
m |
0.001 |
| micro |
10E-6 |
µ |
0.000001 |
| nano |
10E-9 |
n |
0.000000001 |
| pico |
10E-12 |
p |
0.000000000001 |
Seguendo le indicazioni di quest'ultima tabella potremmo scrivere,
per una resistenza da 1.000.000 di Ohm:
1.000.000 Ohm = 1 MOhm = 1.000 kOhm
Adesso non ci resta che capire come interpretare il codice a bande
colorate presente sui resistori. Vediamo a cosa si riferiscono le
bande presenti che possono essere in numero di 4:

Oppure 5:

| Codice colori per
resistori |
| Colore |
Cifre 1, 2, 3 |
Moltiplicatore |
Tolleranza |
|
nero |
0 |
1 |
- |
|
marrone |
1 |
10 |
1% |
|
rosso |
2 |
102 |
2% |
|
arancione |
3 |
103 |
- |
|
giallo |
4 |
104 |
- |
|
verde |
5 |
105 |
- |
|
blu |
6 |
106 |
- |
|
viola |
7 |
- |
- |
|
grigio |
8 |
- |
- |
|
bianco |
9 |
- |
- |
|
oro |
- |
10-1 |
5% |
|
argento |
- |
10-2 |
10% |
|
nessun colore |
- |
- |
20% |
Alcuni esempi potrebbero chiarire la situazione. Supponiamo di
avere un resistore a quattro bande con la prima di colore marrone, la
seconda di colore nero, la terza di colore arancione e la quarta di
colore oro. Il resistore in questione, dunque, presenta una resistenza
di 10 x 103 Ohm, cioè, 10 kOhm con una tolleranza del 5%.
Come vedete si tratta di un metodo abbastanza semplice!
Per i resistori di potenza l'indicazione è riportata in modo
numerico, come detto in precedenza. Anche in questo caso, però, oltre
ai multipli è utile capire la logica delle indicazioni che risulta
utile anche per indicare la posizione della virgola che divide i
decimali. Prendendo come esempio i vari multipli e sottomultipli del
valore 4,7 abbiamo:
|
Sigle resistori di potenza |
| Valore della resistenza |
Sigla sull'involucro |
| 0,47 Ohm |
R47 |
| 4,7 Ohm |
4R7 |
| 47 Ohm |
47R |
| 470 Ohm |
470R |
| 0,47 kOhm |
K47 |
| 4,7 kOhm |
4K7 |
| 47 kOhm |
47K |
| 470 kOhm |
470K |
| 0,47 MOhm |
M47 |
| 4,7 MOhm |
4M7 |
| 47 MOhm |
47M |
| 470 MOhm |
470M |
Facile notare come il simbolo del multiplo viene usato al posto
della virgola in modo da rendere chiara a concisa l'indicazione del
valore.
Altro parametro fondamentale per la scelta di un resistore è la
potenza che esso è in grado di dissipare. In commercio di trovano
resistori da 1/8W, 1/4W, 1/2W ed 1W che sono normalmente in carbone.
Oltre il Watt si passa a resistori di potenza che possono arrivare
anche fino a 50W. La potenza che i resistori devono avere dipende
sempre dalla corrente che in essi circola e dalla differenza di
potenziale che si instaura ai loro capi; infatti come abbiamo visto
nella pagina precedente, la potenza è calcolata come W = V * I.
Condensatore
Si tratta di un dispositivo costituito da due piastre affacciate l'una
all'altra. Al centro di ogni piastra viene saldato un reoforo e tra le
piastre esiste uno spazio più o meno largo che può essere vuoto oppure
riempito da un materiale isolante, detto dielettrico, come vetro,
mica, carta, ceramica, etc. Il condensatore è in grado di accumulare
cariche elettriche sulle armature quando fra di esse viene applicata
una tensione, in modo proporzionale a quella che è la sua capacità. La
capacità del condensatore è determinata dai tipi di materiale usato
come dielettrico e dalle caratteristiche geometriche del condensatore
stesso: più larghe sono le piastre e più sottile il dielettrico, tanto
più alta è la capacità del condensatore. La capacità si
misura in Farad e deriva dalla formula C = Q / V dove C è la
capacità, Q è la quantità di carica elettrica accumulata sulle
armature e V la tensione applicata ai suoi capi.
Alcuni condensatori reali sono visibili nella seguente foto:

Passando ai simboli, invece, ecco quello del condensatore:

Il condensatore si
comporta in modo diverso a seconda che lavori in corrente continua
oppure in corrente alternata. Un condensatore ideale il quale ha una
resistenza del dielettrico infinita rappresenta un ostacolo
totale al passaggio della corrente continua e non dissipa nessuna energia.
I
condensatori possono essere fissi o variabili e quelli fissi a loro
volta si suddividono in poliestere, elettrolitici, al tantalio,
ceramico, etc. a
seconda del materiale di cui sono fatti. Le differenze sostanziali fra condensatori
elettrolitici e quelli di atro genere, a parte il materiale di cui
sono composti, sono solo nel fatto che i primi hanno una polarità ed i
secondi no.
Anche per i condensatori, come per i resistori, esiste un codice
colori ed una siglatura standard per indicarne il valore; e come per i
resistori, anche i condensatori sono disponibili in una moltitudine di
valori. Quelli di valore più basso sono, di solito, di tipo ceramico a
disco, quelli di valore medio in poliestere e quelli di valore più
alto sono di tipo elettrolitico. Ecco un possibile range di valori da
considerare, comunque, solo in modo indicativo:
- Condensatore ceramico a disco: da un minimo di 1pF fino
ad un massimo di 470nF (o 470.000pF);
- Condensatore in poliestere: da un minimo di 1nF ad un
massimo di 4,7uF (4.700nF);
- Condensatore elettrolitico: da un minimo di 1 uF fino ad
1 Farad.
Purtroppo, a differenza dei resistori, esistono diversi tipi di
codifiche per determinare l'effettivo valore di capacità; e la
tipologia di codice dipende anche dal tipo di condensatore
considerato. Per quelli ceramici ed in poliestere, abbiamo le seguenti
regole:
|
Interpretazione codice condensatori ceramici e poliestere |
| Range valori |
Tipo condensatore |
Siglature |
Esempio |
| Da 1,0pF a 8,2pF |
Ceramico |
Il valore è scritto
senza pF con la virgola o il punto o la lettera p come
separatore decimale |
8,2pF si
scrive: 8.2 oppure 8,2 oppure 8p2. |
| Da 10pF a 82pF |
Ceramico |
Il valore è scritto
senza pF |
82pF si scrive: 82 |
| Da 100pF a 820pF |
Ceramico |
Il valore è scritto
senza pF oppure il numero è preceduto dalla lettera n quando il
valore è espresso in nF. Ancora è possibile trovare un codice
numerico di tre cifre dove le prime due cifre rappresentano il
valore e l'ultima il numero di zeri |
820pF si
scrive: n820 oppure 820 oppure 821 (le cifre sono 8 e 2 ed il
numero di zeri da aggiungere alla fine è 1) |
| Da 1000pF e 8200pF
(da 1nF a 8,2nF) |
Ceramico o
Poliestere |
Il valore viene
espresso in nF. La virgola viene sostituita dalla n. E'
possibile trovare un codice numerico di tre cifre dove le prime
due cifre rappresentano il valore e l'ultima il numero di zeri |
8200pF si
scrive: 8n2 oppure 822
|
| Da 10.000pF a
820.000pF (da 10nF a 820nF) |
Poliestere |
Il valore viene
espresso in nF oppure in
µF.
La virgola viene sostituita dalla n o dalla u. E' possibile
trovare un codice numerico di tre cifre dove le prime due cifre
rappresentano il valore e l'ultima il numero di zeri |
820.000pF si
scrive: 820n oppure u82 (0,82µF)
oppure 824
|
Sui condensatori poliestere si possono trovare anche altre lettere
seguite da numeri come ad esempio la sigla J100. In questo caso J
indica la tolleranza (5%) e 100 la massima tensione applicabile ai
capi del condensatore. Ecco i significati delle lettere indicanti la
tolleranza:
- J per tolleranza massima del 5%;
- K per tolleranza massima del 10%;
- M per tolleranza massima del 20%.
Nei condensatori elettrolitici, ricavare il valore di capacità
reale è molto semplice, dato che il valore stampigliato sul loro
involucro è espresso in microFarad (µF)
ed il valore della tensione applicabile ai capi dello stesso in Volt.
Dunque possiamo trovare, ad esempio, un condensatore da 47µF
con tensione massimo di 63Volt sul quale è stampigliata la sigla 47uF
63V. Sull'involucro dei condensatori elettrolitici troviamo stampati
anche i segni + e - che indicano la polarità dello stesso.
Induttore
L'induttore è un dispositivo composto generalmente da un filo
elettrico avvolto come una bobina che può avere o meno un supporto di
avvolgimento a seconda della rigidità del filo. Come per il resistore,
il filo elettrico termina in due capi detti reofori. A seconda del
numero di spire che esso possiede l'effetto elettromagnetico generato
dallo stesso verrà più o meno accentuato. Gli induttori vengono
identificati dai seguenti simboli a seconda che si tratti di un
induttore senza nucleo oppure con nucleo:

L'induttore è componente che in corrente continua non ha quasi
nessun effetto, dunque per quanto concerne i nostri scopi è
sufficiente sapere che esiste e come è fatto; non ne faremo una
dettagliata analisi come accaduto con i resitori.
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