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Come detto anche nelle pagine precedenti, è molto importante avere gli
attrezzi giusti ma soprattutto saper usare quelli che si possiedono.
Gli attrezzi che maggiormente vogliamo analizzare sono il saldatore,
il succhiastagno ed il tester. Per ora non prenderemo in esame tutti
gli attrezzi utili per la realizzazione di PCB in quanto questa sarà
una guida solo per principianti... Al termine della stessa valuteremo
se sarà il caso di analizzare anche questa possibilità. Il
saldatore
Forse uno degli elementi più importanti nel fare elettronica e di
riflesso anche per il modding ma di certo quello su cui si nutrono i
dubbi maggiori nell'uso. La saldatura a stagno, in elettronica, è
quasi un'arte! E per questo il fatto di saper saldare bene non è per
nulla automatico, anche se la saldatura necessita solo di un po' di
allenamento e di un minimo di teoria per essere fatta ad arte. Ma cosa
vuol dire essere fatta ad arte? Bene, partiamo dall'inizio.
La prima cosa da fare, ovviamente, è quella di collegare il
saldatore alla presa elettrica e attendere che si riscaldi. E già da
questo punto possono partire alcuni suggerimenti utili: se avete un
portasaldatore, usatelo! Lasciate il saldatore inserito al suo interno
e accendetelo. In questo modo sarete certi che il riscaldamento del
saldatore avverrà in modo lento con un notevole prolungamento della
vita della punta del saldatore. Per lo stesso motivo evitate di tenere
premuto l'eventuale pulsante, presente su alcuni modelli, che
raddoppia la potenza del saldatore.
Prima di cominciare le operazioni di saldatura e dopo che il
saldatore sia arrivato alla temperatura di regime (circa cinque minuti
dopo averlo acceso), verificate che la punta del saldatore sia pulita
altrimenti potete usare la spugnetta, imbevuta d'acqua, presente sulla
base di tutti i portasaldatore oppure potete usare un panno di cotone
umido. Fate attenzione a non scottarvi le dita, anche se inizialmente
dovrete mettere in conto anche questi inconvenienti... Ricordo le mie
dita divenute nere e dure dopo la prima settimana di utilizzo del
saldatore
!
Le operazioni di saldatura, a questo punto, dipendono da diversi
fattori come:
- La temperatura della punta del saldatore;
- La pulizia delle superfici da saldare;
- La qualità dello stagno;
- La bravura del tecnico.
Vediamo punto per punto come risolvere ogni situazione. Della prima
abbiamo già parlato. Aggiungiamo solo che per verificare il
raggiungimento di una adeguata temperatura basta sciogliere un po' di
stagno sulla punta del saldatore e verificare il suo facile
scioglimento.
Il punto due potrebbe essere o meno un problema a seconda che le
superfici siano sporche o molto sporche. Infatti, di solito, basta
l'acido contenuto nell'anima del filo di stagno che opera una ottima
pulizia dei contatti da saldare. Nel caso in cui, invece, i contatti
fossero davvero molto sporchi allora potrebbe essere necessario
pulirli preventivamente sia con una piccola spazzola che con prodotti
appositi in vendita presso tutti i negozi di componenti elettronici.
Della qualità dello stagno abbiamo già parlato nella pagina
precedente anche se ci teniamo a ribadire che questo dovrebbe essere
scelto con le caratteristiche di una lega Sn/Pb al 60/40% con anima
interna con flussante. E' proprio grazie a questo flussante che la
saldatura potrebbe risultare più o meno valida.
Per il quarto ed ultimo punto cercheremo di darvi le maggiori
spiegazioni possibili. La cosa da evitare ASSOLUTAMENTE, quando
si salda, è quella di sciogliere lo stagno sulla punta del saldatore
per poi depositarlo sulle aree da saldare; così facendo tutte le
caratteristiche del flussante interno allo stagno verrebbero mandate
"in fumo" vanificando i benefici effetti sulla pulizia dei contatti.
La migliore saldatura è quella che si ottiene ponendo il saldatore
sulle due parti da saldare, scaldandole leggermente per qualche
secondo e sulle quali verrà applicato poi il filo di stagno che
dovrebbe sciogliersi e collegare assieme le due parti. Ovviamente
occorre fare molta attenzione a che non sia scaldino troppo quei
componenti molto sensibili al calore come transistor o integrati di
diverso tipo.

La quantità di stagno da utilizzare è un'altra variabile
fondamentale. In questo caso il proverbio "melium abondare quam
deficere" non è assolutamente valido. La giusta quantità di stagno non
è né troppa né poca: cosa significhi questa cosa potrete vederlo da
voi stesso con alcuni esperimenti e con l'osservazione di circuiti già
fatti.
Ma i dettagli non finiscono di certo qui! Di vitale importanza
anche il comportamento "post saldatura". Dopo aver disciolto la giusta
quantità di stagno fra i due contatti da saldare ed averlo fatto nel
modo corretto è bene anche non accelerare il processo di
raffreddamento della saldatura evitando di soffiarci sopra, ad
esempio.
A questo punto, un buon controllo di quanto fatto può subito
rivelare se la saldatura è "fredda" o meno. Per saldatura
fredda si intende una saldatura non ottimale che non realizza un
perfetto contatto elettrico fra le due parti; questa è determinata
spesso dal fatto di disciogliere lo stagno sulla punta del saldatore
per poi applicarlo sulle zone da saldare. Essa si presenta ruvida e
molto opaca, mentre una saldatura ben fatta si presenta liscia e
lucida:

Ma come diventare esperti in questo campo? Molto facile: applicate
le regole di cui sopra ed allenatevi su vecchie schede, su spezzoni di
fili di rame, etc. Provate anche a sciogliere lo stagno sulla punta
del saldatore e poi usatelo per "attaccare" qualche componente fra
loro e vedete qual'è la differenza fra questa ed una saldatura fatta a
regola d'arte!
Succhiastagno
Dopo aver visto come attaccare assieme due parti, è bene sapere anche
come staccarle! Per questa operazione ci aiuta l'aspira o
succhiastagno. Questo strumento, usato in congiunzione con il
saldatore, permette di aspirare lo stagno presente fra circuito
stampato e componente in modo facile. Anche in questo caso, però, è
bene fare un minimo di allenamento con qualche vecchio circuito
divertendosi a staccargli le varie parti perché, vi assicuro,
inizialmente non è proprio così semplice e banale come potrebbe
sembrare.
Tester
Il tester è un altro strumento molto utile anche se non sempre
indispensabile. Grazie a tale strumento è possibile misurare le
grandezze elettriche più importanti come tensione, corrente,
resistenza e a volte anche capacità, bontà di diodi e transistor, etc.
L'utilizzo del tester lo analizzeremo in seguito, di volta in volta,
quando ne avremo bisogno. Anche perché, prima di poter misurare tali
grandezze, sarebbe bene capire cosa sono e come agiscono all'interno
dei nostri circuiti.
Alcuni consigli
Alcuni consigli potrebbero risultarvi molto utili nella realizzazione
pratica dei circuiti. Oltre a quelli già visti in precedenza per
quanto concerne le operazioni di saldatura, ce ne sono altri,
altrettanto interessati:
- Usare la terza mano per saldare componentistica sui circuiti;
- Rispettare le polarità dei componenti quando ce ne sia bisogno;
- Verificare sempre bene che ogni componente utilizzato sia quello
giusto;
- Prima di cominciare le saldature su un circuito assicurarsi che
sia pulito altrimenti potrebbe essere necessario pulirlo con un
panno imbevuto di alcol;
- Spelare, arrotolare e presaldare i cavi prima di utilizzarli nei
circuiti:
  
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