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Le cartucce delle stampanti stanno diventando sempre più costose, tanto che alle volte
sommando il costo delle sole cartucce nero e colore si supera ampiamente il prezzo
pagato per l'intera stampante
nuova! Infatti se si è deciso di acquistare una stampante entry level, al momento
di cambiare le cartucce converrebbe ricomprare nuovamente la stampante...

Nel corso degli anni
le cartucce sono diventate sempre più sofisticate, basta pensare che qualche
anno fa, quando il software di controllo dell'inchiostro della cartuccia ci
avvertiva che esso era finito, bastava reinstallare la stessa cartuccia per far
sì che questa risultasse di nuovo piena e quindi utilizzabile per altre stampe.
Oggi tutte le cartucce sono provviste di un chip di controllo installato,
solitamente, dietro la cartuccia. Questo chip ha il compito di far riconoscere
la cartuccia e il quantitativo di inchiostro al software installato sul PC. Quando tale inchiostro
finisce non c'è alcun modo per reinstallare la stessa cartuccia, anche se
all'interno è presente ancora un po' di inchiostro.
Per questo tempo fa aziende come Canon, Epson, Hewlett-Packard e Lexmark sono state accusate di aver
programmato i chip elettronici in modo che l'inchiostro non venisse rilevato
completamente e disabilitando tale controllo si è riusciti a stampare circa il
38% in più con la stessa cartuccia.
Questo è possibile proprio perchè il
controllo non è fisico, ma matematico. Per il chip, quando la cartuccia effettua
un movimento consuma un certo quantitativo di inchiostro che moltiplicato per il numero dei passaggi
che la stampante fa stabilisce l'inchiostro consumato.
Questo è un procedimento
empirico che risulta spesso sbagliato perchè il consumo di
inchiostro non è perfettamente prevedibile. Le conseguenze sono che anche se all'interno della cartuccia è presente
dell'inchiostro, esso non viene rilevato e siamo costretti ad acquistarne una nuova.
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