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I processori di inizio anni 90 erano chiamati 386 o 486 e furono i
primi con tecnologia x86 ad essere introdotti sul mercato. Intel,
aveva già iniziato a produrre gli 8086 ed i 286 ma fu proprio con le
CPU 386 che si cominciò ad avere una larga diffusione sul mercato dei
computer intesi come PC. Nello stesso periodo spopolovano i prodotti
Commodore come il Commodore 64, il Commodore 128 ed, in seguito, l'Amiga,
un progetto nato davvero sotto una buona stella ma ben presto
destinato solo ad una nicchia di utenti: questi sistemi erano basati
su CPU realizzate da Motorola, concorrenti delle CPU Intel.
Le CPU Intel 386/486 erano disponibili in due versioni: quella con
coprocessore matematico integrato (386DX e 486DX) e quella senza coprocessore
(386SX e 486SX). Ma Intel già da allora non era sola sul mercato: altri due
produttori come AMD e Cyrix facevano la loro parte ma le CPU di questi
ultimi erano notevolmente meno performanti di quelle Intel a parità di
clock.
La CPU Intel 486 DX4, visibile nella foto qui sotto, è già
notevolmente evoluta rispetto ai primi 386. Questa CPU è stata
realizzata nel 1993 ed ha dimensioni di 45 x 45 mm. Essa funziona ad
una frequenza di 100MHz ed una tensione di 3Volt. Queste CPU erano
disponibili anche a 25, 33 e 50 MHz.
Interessante osservare la presenza dell'indice iCOMP: in quel
periodo, come accade anche adesso con le CPU AMD Athlon XP, era stato
introdotto un benchmark che offriva un indice prestazionale per le
CPU. L'iCOMP Rating per i 486DX a 25, 33 e 50 MHz erano pari a 122,
166 e 249.
I piedini disponibili sotto la CPU sono dorati e sono rimasti
perfettamente intatti da quando questa CPU è stata realizzata.
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